martedì, novembre 07, 2006

Idee per vivere meglio (di Carlo Verducci)

Da 50 anni non attraversa più la valle del Tenna il “trenino”, che collegava Porto San Giorgio e Fermo ad Amandola. L’ultima corsa è avvenuta il 26 agosto del 1956. Negli anni, la ferrovia è stata smantellata, il tracciato per lunghi tratti occupato dalle coltivazioni o dall’asfalto delle strade. Stazioni e “caselli” stanno andando in rovina. Da poco è stato restaurato quello della Conceria, a Fermo, col contributo della Regione Marche gestito dalla Provincia. Ogni tanto riaffiora la proposta di riattivare il “trenino”, ma non si fanno i conti con i costi; mentre la cosiddetta Mare-Monti, necessaria per alleggerire il traffico della valle del Tenna, è ancora nella fase della pre-progettazione, dopo anni di discussioni.
Perché, intanto, sul tracciato ferroviario ancora recuperabile non si allestisce una pista ciclabile, che permetterebbe di dare nuovo valore ai beni culturali e ambientali della valle e darebbe un forte impulso alle attività turistiche, fino ai Monti Sibillini?

9 commenti:

Simone ha detto...

Se non erro c'è già una piccola ciclabile fra Servigliano a Piane di MOntegiorgio, che costeggia la strada lungo il fiume Tenna. Purtroppo è senza manutenzione da anni, e la vegetazione l'ha completamente ricoperta.

luigi ha detto...

Non erri, la stradina c'è (non so però dove arriva), solo che non è più praticabile...
Ciao

Simone ha detto...

Comunque l'idea è ottima, e si tratta di un tipo di turismo che porterebbe sviluppo per tutta la valle, per agriturismi, b&b, ristoranti, un turismo senza ritmi frenetici, che fa apprezzare i luoghi dove si trascorre il proprio tempo. Il vero problema non è tanto il fare la pista ciclabile, ma è mantenerla: non credo sia il caso di realizzarla per fargli fare la fine di quella di cui parlavo al commento precedente: servirebbe prima di tutto la volontà di mantenerla, e quindi l'impegno dei comuni interessati e penso della provincia/provincie.

Pensa che lungo l'Adige c'è una ciclabile che va da Verona a Bolzano passando per Trento... saranno un centinaio di chilometri, e sono abbastanza sicuro che poi ci sia il modo, sempre attraverso ciclabili, di arrivare in Austria.
Qui le piste ciclabili del trentino. Pensa una rete così estesa nelle colline marchigiane che bella, tornerebbe in bicicletta anche brandulu!

nadia ha detto...

brandulu in bicicletta?credo sia più facile mantenere praticabile il percorso che far risalire brandulu in bici. cmq l'idea mi piace, cosa si potrebbe fare per promuovere l'iniziativa?

luigi ha detto...

Bella domanda Nadia, perchè il rischio è che venga considerata una bella cosa, ma che poi non si faccia mai. Secondo me bisognerebbe puntare su tre strategie, legate l'una all'altra:
1. Parlare contemporaneamente con i sindaci dei comuni il cui territorio è coinvoto nel progetto e sono tanti, quindi è l'aspetto più difficile;
2. Far vedere che c'è interesse intorno a questa cosa da parte dei cittadini, ma anche dei commercianti della zona (ed anche qui, l'interesse va stimolato e quindi ci si deve lavorare un pò);
3. mostrare le iniziative di questo tipo che funzionano (e su questo lu scrignu ci ha dato già una mano con l'esempio di Trento!), cercando anche di fare un calcolo (in maniera approssimativa e non solo "aritmetica") dei ritorni economici, turistici, di qualità della vita per gli abitanti... che possono apportare in un territorio (scrignu hai qualche stima di questo tipo dell'esperiemnza del trentino?).
Insomma sarebbe un bel lavorone, ma si può anche cominciare da qualcosa e poi si vede. Lanciamo una campagna? la comunicatrice che dice?

Simone ha detto...

Luì, tu come al solito parti in quarta! :)

Io provo a cercare qualche dato, nel frattempo, perché non provare a sentire i comuni per ripristinare il tratto esistente di pista ciclabile?!?

Si fa sicuramente prima a ripristinare questo tratto piuttosto che costruirne uno ex-novo, e poi si può usare come base di partenza per farci una manifestazione, ed attirare l'interesse pubblico. Ad esempio, a Belmonte Piceno c'è una società amatoriale ciclistica, I due comuni di Servigliano e di Belmonte piceno, insieme a questo gruppo ciclistico, potrebbero dar vita ad una manifestazione in primavera che compie un tratto di questa ciclabile rimessa a nuovo...

Nadia ha detto...

una mano la posso dare anche io....
- trovare case history sullo sviluppo economico e turistico che hanno portato quste inziative
-stilare una lista di tutti coloro che possono essere interessati (comuni, provincia. strutture rcettuve, attività economiche)
-individuare i vantaggo per ognuna di esse
- capire come contattarli e cosa di re lor
- stuilare un picclo nostro pprgetto
- sensibilizare l'opinione pubblica

poi pensiamo alla campagna.
da dove iniziamo?
credo che qualcosa i sia anche sul sito della provincia di siena, controllo e vi faccio sapere
ULTIMA COSA: trovare una bici a Brandulu, e qui ci penso io ;-)

luigi ha detto...

Bene allora partiamo in quarta!
Si ma infatti non ha senso proporre un'altra strada se una già c'è, solo che per fare impegnare i comuni a mantenere pulito (nel tempo!) quello che già c'è e per coinvolgerne altri e prolungare il tratto ciclabile, penso sia utile fare un pò di movimento: e il movimento più comodo (perchè come ci insegna brandulu si sta seduti!) è cercare del materiale.
Bene allora partiamo in quarta...se non si spegne il motore!

nadia ha detto...

io sto un po' incasinata fino a dicembre, ma vedo di fare qualcosa nei ritagli