lunedì, novembre 13, 2006

Una gita a...Monteleone di Fermo (di Carlo Verducci)

A Monteleone di Fermo non si passa facilmente; bisogna andarci. Ma ne vale la pena. Ci si può arrivare o dalla valle del Tenna, passando da Servigliano; o dalla val d’Ete, venendo da Porto San Giorgio e da Grottazzolina; o da Montelparo, per chi sale dalla valle dell’Aso. Nella grande piazza, che è il cuore dell’antico borgo, ad accoglierci c’è la torre di origine farfense ad esagono irregolare, intorno a cui sorgeva il castello medievale. In fondo alla piazza la chiesa di San Marone, patrono del paese, conserva accanto a un bel crocefisso rinascimentale, due tavolette attribuibili a Pietro Alemanno, di scuola crivellesca. Notevole è la tavoletta che raffigura la Maddalena. Il paese da cui lo sguardo spazia da un lato fino ai Sibillini e dall’altro all’Adriatico, è immerso nel silenzio e accoglie il visitatore con il fascino delle sue pietre e dei suoi mattoni. Riprendendo la strada per Servigliano, poco fuori l’incasato, sorge la bella Chiesa del Crocifisso detta anche della Misericordia, dalle armoniche forme romaniche. L’interno è arricchito da un giudizio universale dipinto nel 1546 da Orfeo Presutti di Fano.


Chiesa della Misericordia

1 commento:

Nadia ha detto...

capito spesso a Monteleone, però mi fermo in un delizioso b&b in aperta campagna, per caso lo conosci?
vorrà dire che la prossima volta faccio un salto anche in paese. cmq io e paolo stiamo risocprendo tutti i paesini limitrofi a servigliano, sono veramente carini e meritano tutti una visita.