domenica, dicembre 31, 2006

Rai:di meglio di più

Questo è un esperimento. Per la prima volta proviamo a proporvi una conferenza organizzata dai DS presente su DSONLINE.TV il canale webtv dei democratici di sinistra.
Mi sembra un ottimo modo per diffondere e rendere disponibili a più persone iniziative interessanti sia locali sia nazionali.
Come sarà la rai del futuro? Il servizio pubblico che fa bene all'Italia

CIP6- Una bella novità (di Luigi Verducci)

Nel 1992 il Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) con la delibera n.6 (da qui la sigla CIP 6) ha stabilito che le bollette elettriche fossero aumentate di un 5-6% che sarebbe andato a finanziare l'energia prodotta da fonti rinnovabili (solare, eolica...).
Però in quel testo accanto alla voce "fonti rinnovabili" fu aggiunto "o assimilate" senza stabilire criteri chiari per definirle.
Di fatto secondo le stime di legambiente oltre il 90% di quei fondi (circa 30 miliardi) sono andati a energie non rinnovabili e anzi molto inquinanti come la produzione di energia da scarti petroliferi (tra cui la Sarlux del gruppo Saras di Moratti) e l'incenerimento dei rifiuti non biodegradabili, ma gli incentivi aono andati anche al metano e al gas.
Ora il consiglio dei ministri ha correto le norme relative al CIP6 indicando in modo chiaro l’esclusione delle fonti di energia “assimilate” dagli incentivi verdi per la produzione di energia pulita, escludendo dagli incentivi gli impianti approvati ma non realizzati e diminuendo gli incentivi per gli impianti già realizzati.
Mi sembra una gran bella notizia che conferma l'impegno iniziato con Finanziaria 2007 (CLICCA QUI per vedere la scheda sull'ambiente della finanziaria 2007) nel campo delle politiche ambientali.
Questa norma sul CIP6 non è solo un modo per incentivare lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma va anche ad incidere sulla gestione dei rifiuti (perchè disincentiva gli inceneritori) in Italia. Un campo delicato che è bene sia affrontato in maniera organica, indicando un piano srategico e di lungo periodo. E' questo che adesso ci aspettiamo da governo e maggioranza.

sabato, dicembre 30, 2006

Salviamo la Pacha Mama

Vi segnalo l'appuntamento dell'11 gennaio 2007 presso l'aula magna del Liceo Scientifico "T.C. Onesti" di Fermo, dove l'Associazione Internazionale Noi Ragazzi del Mondo ha organizzato il convegno "CAMMINO AMAZZONICO: VIAGGIO NATURALISTICO NEL POLMONE DEL MONDO"




relatore
Prof. Massimo Mazzini
Professore di Zoologia presso l’Università della Tuscia – Viterbo

interverranno
Sonia Lattanzi, Presidente dell’AINRaM Marche
Licia Canigola, Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Ascoli Piceno

Questa è la seconda di quattro conferenze (la prima aveva come titolo "Darwin in Antartide") che fanno parte del progetto "Salviamo la Pacha Mama" con cui l'AINRaM sta affrontando nelle scuole, con la direzione scientifica del Prof. Antonio Concetti dell'Universtà di Camerino, l'importante tema della biodiversità e del rispetto dell'ambiente.

venerdì, dicembre 29, 2006

Digital divide (di Luigi Verducci)

Digital divide era un termine quasi sconosciuto fino a poche ore fa (tranne che in internet dove veniva usato come fosse cosa nota a tutti...ma si sa che chi pratica il web ha la caratteristica poco simpatica di sentirsi più informato, più illuminato, più preparato ecc..) ed indica qualcosa che tradotto in italiano farebbe molto più effetto: il 20% degli italiani non può accedere ad internet veloce. Un problema che ci tocca direttamente. Basta pensare che ad Amandola non c'è l'internet veloce e l'amministrazione comunale stava cercando una soluzione a questo grosso deficit per famiglie ed aziende. E' vero che siamo cresciuti (e bene!) senza sapere dell'esistenza di un mouse, ma la questione centrale è quella di offrire a tutti le stesse opportunità.
Facendo l'esempio più banale, perchè io che abito a Servigliano o a Grottazzolina posso ritirare le analisi dal sito web dell'ospedale e chi abita a pochi chilometri da me no? Inoltre molti servizi pubblici potrebbero riorganizzare i servizi (ed in effetti molti lo stanno già facendo) pensando alla velocità del rapporto via web, ma se un 20% dei cittadini ne è escluso a priori è un bel problema. Senza parlare della disparità tra aziende che possono usufruire di internet veloce rispetto a quelle che devono farne a meno o devono mettere in conto costi molto maggiori per gli stessi servizi.
Per questo mi sembra una bella notizia che il 20 dicembre sia stato istituito il comitato per la diffusione della banda larga sul territorio nazionale e ancora più bella (ed utile) è la notizia dell'introduzione in Italia del WI-MAX (CLICCA QUI), una soluzione alternativa a quella tradizionale che può essere utilizzata nelle zone in cui le tecnologie di accesso su cavo non sarebbero economicamente sostenibili.
La diffusione del wi-max può essere una grande occasione per la modernizzazione del Paese e un importante sostegno alla crescita economica, ma ci ricorda anche una cosa molto importante. Sono privi di internet veloce tutte le zone più periferiche e quindi meno popolose del nostro Paese per il semplice motivo che logiche strettamente di mercato rendevano economicamente poco fruttuosa la diffusione in quelle zone della banda larga.
Può sembrare strano ma il diritto di ognuno ad avere le stesse opportunità passa anche attraverso il superamento del "divario digitale" e allora c'è bisogno di iniziative pubbliche per superare gli squilibri creati dalla pura logica di mercato.

giovedì, dicembre 28, 2006

La ricerca scentifica e la fuga dei "cervelli" in Italia (di Maurizio Lombardi)

"Ogni giorno sui giornali si legge tutto il peggio che uno possa immaginare. La politica "alta", quella fatta da di chi sta sempre al piano di sopra per intenderci, sembra fare i soliti discorsi finti, fini a sè stessi, improduttivi e inconcludenti. Ormai ci hanno abituati così.Anche sulla Sanità, settore quantomai importante, la politica cerca i soliti consensi attraverso l'infinita serie di accuse, generate da questi personaggi ormai divenuti patologici.Cosa c'è che va? Cosa c'è che veramente non va? Va comunque osservato che purtroppo noi utenti, percepiamo solo gli effetti di questo sistema. La difficoltà sta nel capirne la fonte e quindi proporre una soluzione.Come inizio dico subito che forse, c'è troppa politica nella sanità. Detta qui, così, è un'affermazione superficiale lo so, ma credo che prima di tutto la medicina sia scienza. La politica deve solo favorire l'esercizio e lo sviluppo di tale disciplina. Tutto il resto è inutile e quindi non serve."
Questo che avete appena letto è un intervento che ho trovato sul sito della Sinistra Giovanile www.sgfermo.it. Ho voluto proporvelo perchè secondo me mette l'accento su una problematica molto importante che è quello della sanità italiana e, quando si dice che la medicina è scienza e che la politica deve favorirne lo sviluppo, si può anche arrivare al problema della ricerca scientifica, sempre meno incoraggiata a causa degli scarsi fondi destinati ad essa; ciò provoca la fuga degli scienziati all'estero, dove possono condurre le loro ricerche dato che in questi altri paesi la ricerca viene ampiamente finanziata. Il nuovo governo, con la finanziaria tanto criticata dall'opposizione ha stanziato un maggior numero di fondi alla ricerca scientifica che in passato e questo è a mio avviso un passo avanti che non va sottovalutato ma che non ci deve far sentire completamente appagati dato che si può fare di più.

domenica, dicembre 24, 2006

Grazie e Buon Anno! (di Piero Fassino)

Care compagne e cari compagni,

siamo giunti al termine di questo cruciale 2006, un anno impegnativo nel quale abbiamo raccolto il successo a cui abbiamo dedicato ogni nostra energia dal 2001 in poi.

Il centrosinistra ha vinto le elezioni politiche, il referendum costituzionale e le elezioni amministrative nelle grandi città; l’Ulivo si è confermato la più grande forza elettorale del Paese; Romano Prodi guida il Governo dell’Italia; Giorgio Napolitano siede al Quirinale; si è avviata una stagione – che dalla politica estera alla legge finanziaria – vuole restituire all’Italia fiducia, credibilità e crescita.

Tutto questo non sarebbe accaduto se in questi anni la società italiana si fosse rassegnata alla destra e alla sua politica. E, invece, con la passione, la generosità e la dedizione di tante donne e uomini del nostro Paese il centrosinistra ha ricostruito un’opposizione efficace e, anno dopo anno, ha accresciuto la propria credibilità di alternativa di governo, fino alla vittoria del 9-10 aprile 2006.

In tutto ciò straordinario è stato l’impegno dei Democratici di Sinistra che hanno dimostrato ogni giorno di essere il perno essenziale per ogni politica riformista, di progresso, di sinistra.

Adesso stanno di fronte a noi sfide altrettanto ambiziose: dare all’Italia un’azione di governo efficace, rimettere in moto le tante energie di cui il Paese è ricco, trasformare l’Ulivo in un grande Partito Democratico che unisca le forze riformiste e progressiste del Paese. E le elezioni amministrative della prossima primavera saranno un banco di prova impegnativo.

Di tutto questo discuteremo nel 4° Congresso nazionale dei DS che sarà l’occasione per offrire all’Italia un forte progetto di modernizzazione, di sviluppo economico e di progresso sociale.

So che anche di fronte a questi impegnativi appuntamenti potremo contare ancora una volta sulla generosità e sulla passione dei Segretari di Sezione, dei dirigenti locali, provinciali e regionali del partito, dei nostri amministratori e parlamentari, dei nostri iscritti e elettori.

A tutti voglio esprimere il ringraziamento mio e di tutti i Democratici di Sinistra e rivolgere a ciascuno l’augurio più affettuoso e sincero perché il 2007 sia un anno di successi per le nostre idee e di soddisfazione e felicità per ognuno di noi.

venerdì, dicembre 22, 2006

Informazione di servizio

Ieri Il server di cui ci serviamo per questo Blog ha cambiato alcune cose. Per chi LEGGE o COMMENTA non cambia nulla, mentre chi vuole "postare", cioè aggiungere argomenti di discussione ex novo, deve andare su NUOVO BLOGGER e poi inserire:

USERNAME: iniziaunanuovastoria
PASSWORD:ds_servigliano

Buon blog a tutti!

giovedì, dicembre 21, 2006

Brogli o non brogli? Questo è il dilemma!

Ammetto di non aver molto seguito tutta la vicenda che ha portato al riconteggio dei voti delle ultime elezioni. Anche perchè guardo con una certa diffidenza le ricostruzioni che sanno un pò di "dietrologia", cioè che ripercorrono la storia al contrario cercando collegamenti fra eventi che sono spesso difficilmente verificabili (ne è un esempio illuminante la gestione della commissione Mitrokhin da parte del Senatore Paolo Guzzanti). Non so se questo film rientra in questa categoria, perchè non l'ho ancora visto e allora ve lo propongo (basta cliccare qui sotto sulla scritta Guarda il Film) grazie alla collaborazione con ARCOIRIS TV.
Buona visione!

mercoledì, dicembre 20, 2006

Congresso del Circolo Sg della Media Valle del Tenna (di Roberto Tesei)

Mozione Congressuale presentata da Roberto Tesei

1. INTRODUZIONE
È dall’inizio della nostra avventura che mi trovo a guidare questo processo che ha stimolato tante iniziative, passioni, idee e ci ha condotto fino a questo primo congresso di circolo. Punto di arrivo di un iter lungo e gravoso ma, soprattutto, momento di una nuova partenza: l’impegno politico sarà la nostra strada, la nostra convinzione, il nostro motivo.
Fino ad ora siamo riusciti a dare una forma, ad integrare la Sinistra Giovanile nel nostro territorio e, giorno dopo giorno, stiamo diventando una vera realtà.
L’obiettivo che dobbiamo mirare e cercare, con la massima volontà, di realizzare è rappresentare un importante e sicuro punto di riferimento per ragazzi e ragazze dei nostri comuni.
Siamo le nuove generazioni che andranno a realizzare concretamente i valori dell’unità e della pace, a partire dal locale, sino a proiettarli al globale. Non più “generazione zero” bensì della “razionalità”.
Allora ragioniamo con la nostra testa e continuiamo le nostre lotte.

2. OLTRE LA FINANZIARIA: SCUOLE E UNIVERSITÀ
Si chiedono fondi, qualità dell’insegnamento, degli ambienti di studio, valorizzazione dell’istruzione pubblica, riduzione dei costi scolastici per lo studente, investimenti nella ricerca e facilità per l’inserimento nel mondo del lavoro.
Tutto ciò e oltre non devono essere delle richieste, ma dei diritti, che nessuno può permettersi di ledere o revocare. Però, il raggiungimento di tali opportunità, nel nostro Paese, non è totale. È una mancanza che il Welfare States si porta avanti da decenni. L’Unione, nel suo programma, pone le basi per concreti e possibili investimenti in questi ambiti. Quando, però, mi permetto di dire “ragioniamo”, non lo faccio tanto per propagandare, quanto affinché si possa comprendere insieme la realtà generale e i problemi che la nostra Italia si trova ad affrontare.
Analizzare un quadro più ampio è necessario per rilevare la situazione odierna, che, purtroppo, frena la maggior parte degli investimenti che il governo del nostro Paese è tenuto a compiere.
L’eredità del centro-destra pesa enormemente sullo sviluppo nazionale.
Bisogna necessariamente dire che è stata compiuta un’inversione di rotta: in primo luogo, la lotta di civiltà imposta nei confronti dell’evasione fiscale, iniziata attraverso i provvedimenti di Bersani e Visco. Ma anche grazie a una “nuova aria” che si sta respirando: quella dell’inviolabilità delle leggi e dell’istituzione, mentre si viene acquistando consapevolezza che chi imbroglia lo Stato, ferisce anche la dignità di tutti gli italiani. In secondo luogo, l’importante impegno di riportare nei parametri di Maastricht il debito pubblico, in maniera tale da riavviare lo sviluppo e poter diminuire la pressione fiscale nei prossimi anni. Inoltre, di essa è stata fatta una redistribuzione in base alle potenzialità economiche di ogni famiglia.
Questi sono importanti pilastri per il recupero dell’economia italiana, che daranno voce anche alle nostre esigenze e alle nostre speranze per un futuro migliore. Ma come dovrà essere la nuova scuola?
Per rispondere ad una domanda del genere occorre precisare che è necessaria una radicale e riformista legge sulla scuola, che dovrà compiersi attraverso i confronti costruttivi tra le istituzioni e le parti che vivono per e nell’istruzione. Una riforma radicale che parta dalla società e che venga concretizzata da questo governo. Ovviamente, dovrà essere un processo non breve, poiché avrà bisogno del giusto tempo e dei validi apporti che potranno essere compiuti. Personalmente, posso proporre un’istruzione pubblica che riesca a responsabilizzare lo studente, in maniera tale che possa iniziare a comprendere quello che sarà il suo futuro mondo del lavoro. Ma anche, una scuola flessibile, aperta e capace di sollecitare gli interessi degli alunni. Ancor di più, che essa non continui a presentarsi come obbligo, bensì come opportunità. Punto di riferimento quotidiano e di “vita vissuta”, ovvero di un luogo funzionale per la giornata, in maniera tale da evitare e combattere bullismo, giri di vita e quanto altro possa ledere la civile ed educata crescita di un ragazzo.


3. NO ALLA MAFIA, SÌ ALLA CIVILTÀ
Vasta e convinta è e sarà la nostra battaglia e il nostro totale disprezzo nei confronti della criminalità organizzata. Una piaga della società odierna, che dovrà vedere nella luce del III millennio, il bagliore del suo tramonto, della sua sconfitta.
Per questo, la Sinistra Giovanile, soprattutto a livello nazionale e nel Mezzogiorno d’Italia, è impegnata fortemente e volenterosamente, grazie anche alla mobilitazione del mondo dell’associazionismo e del volontariato. Nelle grandi e piccole mobilitazioni contro la camorra, la mafia, la n’drangheta, costanti e rilevanti sono presenza e contributi dei compagni e delle compagne della Sg. Ma per combattere la criminalità organizzata, è necessario togliere il velo dell’omertà nei visi della gente, che ha paura e, a volte, non si sente protetta dello Stato. Per tali motivi, sarebbe interessante proporre una piattaforma locale antimafia, al fine di sensibilizzare i giovani e di far sentire la nostra voce a chi ha bisogno di parole, ma non di silenzi. Dare il nostro contributo e il nostro appoggio a un sud colpito e massacrato dalla criminalità, la quale, senza rendercene conto, potrebbe essere anche vicina a noi. Inoltre, per concludere, fisso per la Sinistra Giovanile è l’appuntamento del 9 maggio, giornata in memoria di Peppino Impastato.

4. PROPOSTE PER LA MEDIA VALLE DEL TENNA E IL FERMANO
Da questo Congresso verrà rinnovato il nostro impegno e sarà doveroso per tutti favorire la partecipazione più ampia al Circolo di cui facciamo parte. Per far ciò, occorre muoversi frequentemente e abilmente nei vari comuni. La base dello stare insieme saranno gli incontri conviviali nelle varie sezioni, dove sarà bello discutere, confrontarsi, scherzare e instaurare rapporti di amicizia e simpatia. Da questo genere di situazioni, dovranno emergere idee e spunti per portare avanti e organizzare iniziative di interesse allargato e di ampia partecipazione. La prima iniziativa di vasto respiro che verrà organizzata sarà la “Festa di Primavera”, una manifestazione che avrà luogo grazie alla collaborazione di tutti e sarà improntata sulla falsa riga della “Passeggiata Ecologica” fatta poco più di un anno fa.
Avranno vita altre iniziative, di stampo culturale, politico e sociale. Per quanto riguarda quest’ultimo ambito, è in corso di realizzazione la proiezione di un film e di un dibattito sul tema della droga, tanto vicino quanto problematico per le giovani generazioni, anche del nostro territorio. Inoltre, le varie Feste de l’Unità che si svolgeranno nei nostri comuni, come già avvenuto, vedranno anche nei prossimi anni una massiccia e concreta partecipazione della Sinistra Giovanile.
Infine, come dice anche il nostro slogan “We are here to change the world”, per cambiare davvero questo mondo, occorre continuare sulla strada della difesa, del rispetto e della promozione dei Diritti Fondamentali dell’Uomo e dell’ambientalismo. Due tematiche che verranno perseguitate con cuore, impegno e passione, con la collaborazione delle associazioni più interessate e con la consapevolezza che la nostra civiltà deve fuggire dall’ignoranza, o meglio, dalla non conoscenza, affinché possa comprendere quale sia la vera e crudele realtà di quasi la totalità degli abitanti della Terra. In particolare essere umani, ma anche animali, che vengono “usati” dall’uomo come fossero oggetti, e il resto dell’ambiente, il quale sta subendo gravi e incessanti mutamenti dovuti all’inquinamento causato dall’inciviltà e irrazionalità umana.

5. CONCLUSIONI
La Sinistra Giovanile: un movimento di tutti e per tutti, aperto alle grandi esigenze e ai forti e indissolubili ideali di pace, libertà, democrazia, diritti, giustizia, uguaglianza, e alle grandi tematiche del femminismo e dell’ambientalismo. La nostra è una generazione senza “muri di gomma”: siamo i giovani della mobilitazione e della ragione. Ci identifichiamo con noi medesimi, perché siamo consapevoli che il contributo individuale è fondamentale per raggiungere un risultato comune. Noi non pensiamo a ciò che lo Stato può fare per le generazioni alle quali apparteniamo, bensì cosa noi possiamo realizzare e dare per la società intera. Vogliamo guardare dentro le nostre menti, per poter creare qualcosa di autentico e giusto per il futuro. Il nostro compito è ricostituire fra la gente una più salda e credibile speranza per ogni avvenire. L’incertezza, a volte, crea la paura nei confronti di ciò che si deve ancora compiere. Nonostante tutto, il dubbio motore della ricerca deve spingerci ogni giorno ad ideare nuove prospettive per le società del mondo.
Forte sarà la passione e l’impegno che insieme andiamo a rinnovare in questo I° Congresso e che possa esso essere un importante e desideroso inizio per tutti.
Un ringraziamento è dovuto a tutti quei compagni e quelle compagne con i quali abbiamo condiviso stupendi momenti di mobilitazione politica, ma un caloroso abbraccio a chi, d’ora in avanti, sarà spinto anch’egli dalla voglia di stare insieme e di esprimere una forte idea comune.
Forza ragazzi, ce la possiamo fare! Per crescere insieme!


Roberto Tesei

INDULTO (di Luigi Verducci)

Sinceramente non mi sento in grado di valutare l'opportunità o meno del recente provvedimento dell'indulto. Sarei tentato di dire di no (cioè che era meglio evitare), se non altro per il grande senso di insicurezza che ha scatenato in larga parte della popolazione italiana. Però so anche che è stato votato da quasi tutto il parlamento, maggioranza e opposizione, e mi ricordo il vecchio Papa applauditissimo dai parlamentari dopo aver chiesto una misura di clemenza verso detenuti che si trovavano a vivere nelle carceri italiane in condizioni indecenti.
Allora ho preferito seguire quella che è anche la linea di questo blog, cioè cercare di ragionare sui dati.
Per questo vi segnalo il "Rapporto sulla popolazione detenuta"(CLICCA QUI) del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, che raffronta numero e tipo di detenuti prima e dopo l'Indulto (Luglio 2006).
Mi sembra interessante, in particolare, il dato sul balzo evidente di nuovi ingressi in carcere tra il 2004 (62.000) e il 2005 (66.600) che coincide con l'aumento, negli stessi anni, di nuovi detenuti per reati connessi all'uso di stupefacenti e all'immigrazione clandestina. Due temi su cui la precedente maggioranza parlamentare è intervenuta con nuove norme. Evidentemente due temi forti e da affrontare, ma mi chiedo se il carcere oltre ad essere la soluzione più comoda ed elettoralmente redditizia sia anche la più efficace.

lunedì, dicembre 18, 2006

ve lo ricordate?

A proposito di Finanziaria, una piccola gag di pochi anni fa in cui Corrado Guzzanti interpreta la coerenza politico-economica dell'ex ministro Tremonti, che proprio l'altro giorno ci ha dato un'ulteriore lezione (come se quelle di quando era al governo non ci fossero bastate!) di profonda analisi economica dando del "demente" agli autori della Finanziaria 2007.

domenica, dicembre 17, 2006

Finanziaria 2007

Dopo tante parole, tante critiche e tanta confusione il 15 dicembre è stata approvata al senato, con 162 voti favorevoli e 157 contrari, la finanziaria 2007. E' il momento, anche se il varo definitivo avverrà solo la prossima settimana con il passaggio della manovra alla camera, di raccogliere lo stimolo di Nadia (Stacchiotti) e di far parlare direttamente il testo della finanziaria. Poi ognuno ne ricaverà le sue conclusioni...che chiaramente saremmo contenti di ospitare in questo spazio/blog.
A partire da oggi iniziamo a pubblicare alcune schede che sintetizzano i provvedimenti presenti nel testo della finanziaria 2007. Ogni scheda si occupa di un ambito (economi, scuola, salute, fisco...).
Visto che, a mio parere in modo fuorviante, gran parte della disussione di questi mesi si è centrata sugli effetti fiscali della manovra, partiamo dalla scheda sulla riforma dell'IRPEF (CLICCA QUI), così ognuno potrà verificare vantaggi e svantaggi verificandoli sul proprio caso personale.
Buona lettura...e alla prossima scheda.

giovedì, dicembre 14, 2006

Rocche e Abbazie (di Carlo Verducci)

Abbazia benedettina di Valledacqua

Negli ultimi 10 anni, nei territori di Ascoli Piceno e di Fermo, sono ritornate all’antico splendore, a seguito di restauro, complessi edilizi di grande interesse architettonico, artistico, storico, civile e religioso. A parte i numerosi teatri storici, gli edifici di culto, la cartiera papale in Ascoli Piceno…merita particolare attenzione una ricca serie di rocche e abbazie realizzate tra XI e XIV secolo, che documentano la ricchezza e la vivacità di queste terre nel medioevo. Si può aggiungere che tutte sono in un contesto paesaggistico-ambientale di grande pregio, esaltato, soprattutto in primavera e in autunno, dal gioco delle luci e dei colori. Ne deriva un itinerario turistico-culturale di grande suggestione, che si avvia dalla rocca della regina Giovanna in Arcuata del Tronto, prosegue con l’Abbazia di Valledacqua a Paggese di Acquasanta Terme, con la torre irregolare di Castorano, le mure cittadine di Monsampolo del Tronto, la torre dei Gualtieri di San Benedetto del Tronto, il torrione della Battaglia di Grottammare, Sant’Andrea di Cupra Marittima, Rocca Tiepolo di Porto San Giorgio, fino al torrione di Monteleone di Fermo, la rocca di Montefalcone Appennino, le abbazie di San Ruffino e Vitale e di San Vincenzo e Anastasio in Amandola. Tanti altri sarebbero i monumenti da ricordare; intanto si può avviare un percorso che lega le due province e può essere un elemento non secondario di una collaborazione da attivare rapidamente anche in altri ambiti.

mercoledì, dicembre 13, 2006

Spazio SG - La Chiesa contro i gay (di Maurizio Lombardi)

In questi giorni si sta discutendo di una questione tanto importante quanto delicata: i Pacs.
Questo provvedimento prevede il riconoscimento alle coppie che convivono ma che non sono sposate di alcuni dei diritti riconosciuti alle coppie regolarmente sposate tra i quali:
- regolazione del regime patrimoniale e degli acquisti fatti in comune;
- attribuzione ai 2 componenti della coppia di diritti e doveri di assistenza
morale e materiale;
- riconoscimento dello stato di eredi legittimi;
- diritto di soggiorno al partner straniero;
- pensione di reversibilità quando la convivenza ha avuto una durata di almeno
3 anni;
- diritto di successione nel contratto di affitto;
- facoltà di prendere decisioni in caso di malattia del partner.
Questi sono i diritti principali di cui potranno godere le cosiddette “coppie di fatto”.
La cosa che ha suscitato tanto clamore è stata il fatto che in questa proposta sono incluse anche le coppie omosessuali. Sacrilegio!! Subito si sono scatenate le ire della Chiesa che ha condannato fermamente questa proposta, affermando la sacralità della famiglia “normale”, fondata sull’unione davanti a Dio di un uomo e una donna. Ma la cosa che più mi sorprende e sulla quale secondo me bisogna riflettere è il modo in cui vengono considerati gli omosessuali dal Vaticano. Gli omosessuali sono dei peccatori che vanno emarginati in quanto tali. Ma qual è il loro peccato? Quello di essere attratti da persone dello stesso sesso? Sarebbe questa la loro colpa così grave per la quale devono essere emarginati e devono essere privati dei diritti fondamentali che ha una coppia formata da un uomo e una donna?
Io vorrei capire il perché di questa posizione della Chiesa; la stessa Chiesa fondata sul comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso” e che si è dichiarata molte volte contro il razzismo. Non è anche questa una forma di razzismo?

Riguardo alla proposta dei Pacs io penso che, se sarà approvata, sarà un grande passo avanti per l’Italia, uno stato ancora troppo influenzato dalla morale cristiana, che tende a mantenere il paese in uno stato di relativa arretratezza. Stato che è stato in parte superato da alcuni paesi come la Spagna, in cui i matrimoni tra omosessuali sono consentiti. Io spero che presto questo possa accadere anche in Italia.

lunedì, dicembre 11, 2006

Diventiamo "Genitori"... di Stefano Pompozzi

Leggo i risultati del tesseramento 2006 e colgo l'occasione per complimentarmi con il solito ottimo lavoro del nostro Segretario politico Luigi Verducci.
Voglio proporre un'iniziativa a Luigi ed a tutti i compagni (sia essi iscritti e/o simpatizzanti). Dal tesseramento resta un saldo positivo di 176 euro, certamente non sufficienti per gonfiare le casse della nostra sezione... utilizziamoli allora per una adozione a distanza.
Occorrono circa 300 euro annui per adottare un bambino a distanza, utilizziano il residuo del tesseramento e apro, con questo post, una sottoscrizione "virtuale" per colmare il residuo.
Su compagni, sono 130 euro da reperire e poi, se il Direttivo sarà d'accordo, l'Unità di Base dei Democretici di Sinistra di Servigliano potrà fare qualcosa di concreto per qualcuno.
Diciamo sempre che nel nostro piccolo possiamo fare poco, bè... adesso è il momento di fare quel poco.
Questo post vale come mia sottoscrizione di 30 euro. Se ci saranno offerte per colmare i 70/80 euro mancanti anticipo sin d'ora che il Segretario sa dove trovarmi per la materiale riscossione.
Credo sarebbe bello nei prossimi anni, tradurre questa iniziativa con una cena di fine anno dove raccogliere il necessario e rinnovare questo nostro piccolo impegno (ma grande per qualcuno cui è destinato).
Signori, 70/80 euro..... non aggiungo altro....

domenica, dicembre 10, 2006

I dati del tesseramento 2006

Anche quest'anno è finito il tesseramento e allora voglio riportare i dati della nostra sezione.

Il tesseramento è un'importante fonte di sostentamento per i partiti, anche se non è l'unica nè la maggiore.
Mi sembra doveroso, quindi, rendere pubblico quanto raccolto nel 2006, così come già fatto con i ricavi della festa dell'Unione.
Nel 2006 i tesserati sono stati 49, 4 in più rispetto l'anno scorso, per un importo complessivo di 775,00 euro.

Di queste 775,00 euro però il 60% va alla Federazione provinciale DS, cioè 465,00 euro.
Mentre 72,00 euro vanno alla Direzione Nazionale per la stampa delle tessere e 62,00 alla Direzione Regionale.

Ricapitolando rimangono nella nostra sezione solo 176,00 euro.

Comunque il tesseramento non è solo un fatto economico, ma soprattutto un'occasione per parlare e conoscere meglio gli iscritti. Un giro faticoso a volte, ma in cui c'è sempre da apprendere molto.

sabato, dicembre 09, 2006

Preso in giro! (di luigi verducci)

C'è una cosa che non riesco proprio a capire. Nel giro di pochi giorni mi è capitato di vedere il ministro Di Pietro in due trasmissioni televisive (Otto e mezzo di Ferrara e Anno Zero di Santoro). In entrambe le occasioni iniziava il suo discorso dicendo che il passato governo ha fatto molto bene in temini di infrastrutture, per poi continuare dicendo che questo governo sta facendo ancora di più perchè sta finanziando molte di quelle opere.
Ma farsi riprendere mentre si inaugura una strada che non è finita, dichiarare l'inizio di opere sapendo che non si hanno i fondi per farle io non lo chiamerei "fare bene", io lo chiamerei prendere tranquillamente in giro le persone.
Senza parlare dei conflitti di interessi del ministro Lunardi ai cui bandi partecipava la società di famiglia e senza parlare dei contratti miliardari ai dirigenti pubblici che hanno portato al fallimento le aziende di Stato (l'ing. Catania delle ferrovie prendeva poco meno di 2 miliardi di euro l'anno e andando via ha incassanto un risarcimento di 5 milardi di euro perchè previsto dalle regole d'ingaggio; lo stesso vale per Cimoli all'Alitalia e per Meocci alla Rai).
Quando il precedente premier parlava degli sprechi della politica mentre maneggiava con tale leggerezza i soldi pubblici, io mi sono sentito profondamente preso in giro.
Quando il precedente premier si faceva riprendere con il caschetto rosso su set televisivi che riproducevano cantieri, io mi sono sentito profondamente preso in giro.
Adesso che sento il ministro Di Pietro che va in televisione a dire che in tema di infrastrutture il precedente governo ha fatto molto bene, come mi devo sentire?

giovedì, dicembre 07, 2006

"Non ci sarà chiesto se siamo credenti ma credibili" - Don Ciotti a scuola

Riportiamo questo interessante documento (pubblicato su Arcoiris TV) in cui Don Luigi Ciotti parla di mafia con alcuni ragazzi delle scuole superiori della povincia di Modena.
Vorrei collegare questa esperienza alle tante polemiche sulla scuola e sugli episodi di violenza che la cronaca ci ha descritto nei giorni scorsi.
In che senso?
Nel senso che la scuola nel momento in cui riesce ad aprirsi al mondo e diventa luogo di riflessione e di creazione di conoscenza su mondo è anche uno stupendo strumento di lotta alla violenza.

Lectio magistralis di Don Luigi Ciotti nell'auditorium Guido Monzani di Modena.
Attraverso le domande e le riflessioni degli studenti, il presidente di Libera ha aperto un confronto su legalità, ingiustizia e lotta alla mafia.

La lezione è stata seguita da 1000 studenti del liceo San Carlo di Modena e di altre scuole superiori della città e della provincia.

"lectio magistralis di Don Luigi Ciotti" (clicca qui)

E' solo audio, quindi sedetevi e buon ascolto!

mercoledì, dicembre 06, 2006

Spazio SG – Eutanasia: giusto o sbagliato? – L’influenza della Chiesa nella politica italiana (di Maurizio Lombardi)

È difficile oggi dare un giudizio oggettivo su questa controversa questione che da molti anni si trova al centro del dibattito politico italiano.
In alcuni casi l’eutanasia è stata praticata come nel recente caso di Terry Schiavo alla sono state staccate le macchine che la alimentavano, ponendo fine ad una vita che ormai dipendeva solo da queste macchine. In questi giorni si sta discutendo sul caso di Piergiorgio Welbey, che ha espresso chiaramente la volontà di porre fine alla sua vita, una vita che ormai vuol dire solo sofferenza.
Subito si è scatenata la reazione della Chiesa che, come negli altri casi simili, si è dichiarata fermamente contraria all’eutanasia. Il problema però qual è?
Finché si esprime un’opinione va tutto bene; ognuno è infatti libero di esprimere le proprie idee. Il problema sorge secondo me quando la Chiesa vuole influenzare le leggi dello stato, facendo si che queste siano redatte rispettando i dogmi cristiani. In questo modo verrebbe a mancare quella libertà di decisione su alcune questioni come l’eutanasia appunto, l’aborto, la fecondazione assistita, e tante altre.
Secondo me lo stato deve dare la libertà ad ognuno di scegliere secondo la sua coscienza (sempre nei limiti della legalità ovviamente) e non deve imporre agli individui della scelte condizionate dalla morale religiosa.
Anche se per l’eutanasia non è così facile, dato che si potrebbe correre il rischio di commettere il reato di omicidio. Uno spiraglio di soluzione è dato dalla proposta del professor Umberto Veronesi di istituire il cosiddetto testamento biologico, nel quale un individuo può esprimere la volontà di morire nel caso si trovasse in uno stato vegetativo per il quale non c’è nessuna cura che permetta di uscirne. Un primo passo verso una libertà più autentica e conforme ad uno stato laico, qual è l’Italia

martedì, dicembre 05, 2006

La modestia non è più una virtù - di Monica Lanfranco

Non conosco Khalid Chaouki, scrittore e membro della Consulta Islamica (così è presentato su Io donna ), dove ha pubblicato, nella rubrica Lettere al direttore un articolo intitolato Con o senza velo, ma parliamoci a viso scoperto: quello che scrive è importante, e ne vorrei dar conto qui, da donna occidentale e da femminista . Khalid dice che sua moglie porta il velo, il fazzoletto hijab, quello che copre solo i capelli, e che né il padre né lui stesso hanno mai fatto pressione su di lei affinché lo mettesse. Poi continua: "E' un segno di modestia, esprime una ricerca di valori che ci accomuna e che ci ha fatto incontrare. Se la ricerca è libera credo sia del tutto compatibile con la nostra società: io sono cittadino italiano di fede islamica e ringrazio il nostro presidente del Consiglio per la distinzione che ha fatto tra velo e niqab. Ha ragione Prodi: coprire i capelli è questione di scelta personale, ma nascondere il volto va contro le leggi italiane e umilia la natura umana che vuole che ci si incontri guardandosi negli occhi e mostrando la faccia. L'hijab è diffuso in tutto il mondo musulmano, il niqab è la bandiera di una fazione estremamente minoritaria dell'Islam: sta sparendo in Marocco, suscita durissime polemiche in Egitto, è vietato in Tunisia. Perché è così diffuso a Londra, ad Amsterdam o di fronte alla moschea di viale Jenner a Milano? Credo sia un segno di debolezza. Ci si copre la faccia per evitare il confronto. Anche perché se l'obiettivo del velo è proteggere l'intimità della donna, l'effetto della 'copertura integrale' è esattamente l'opposto: un niqab a Piccadilly Circus è come una minigonna nella Kabul dei talebani. Che se ne discuta, quindi. Mi colpisce che da noi il dibattito su questi temi sia molto meno vivace che in tanti paesi musulmani: una studiosa egiziana ha dichiarato in tv che nascondere il volto 'fa schifo', una femminista turca ha addirittura avanzato l'ipotesi che in origine si coprissero così solo le prostitute. Perché in occidente ha sempre la meglio l'autocensura dei benpensanti? Parliamone con libertà e rispetto, ma parliamone. Altrimenti le uniche voci in campo saranno quelle del razzismo leghista e dell'estremismo islamista".

Fin qui l'articolo di Khalid Chaouki, che ha l'enorme pregio di toccare con chiarezza alcuni argomenti e punti dolenti su questo tema così centrale per la nostra società e per il futuro della convivenza civile. Ultimamente la ribalta mediatica in Italia ha usato molto il velo per fare clamore, audience e scandalo, ma quello che mi sembra sia mancato è il punto per me più importante: il velo, o comunque qualunque segno di copertura del corpo femminile, è sintomo trasparente della visione del rapporto tra i due generi; di più, nei paesi dove non esiste separazione tra legge umana e parola divina, dichiara l'esistenza di una perfetta saldatura tra il pensiero patriarcale, tradizionale, e quello religioso che è politico, con pesantissimi risvolti sul godimento di pari diritti e pari opportunità tra donne e uomini. Non rivela, quindi, come ovvio solo una scelta personale, perché non esiste il concetto di scelta se l'appartenenza ad un sesso ti reclude automaticamente in un ruolo. Circa questo aspetto il passaggio sulla 'modestia', citata da Chaouki, è prezioso, perché segnala che se eventualmente qualcuna credeva di essere al sicuro dalla forca caudina della 'natura femminile', che alternativamente ci vuole madonne velate in chiesa e puttane in tv si sbagliava di grosso. In questo oriente e occidente sono ugualmente nemici dell'autodeterminazione: non è casuale che ogni volta che si prova a far passare dichiarazioni e leggi a favore della scelta finale delle donne su questioni come aborto, inviolabilità del corpo e violenza gli oppositori granitici siano sempre i rappresentanti religiosi, di tutte le religioni. Con una aggravante, però, rispetto all'Islam, che non è solo quella alla quale accennavo (l'essere il Corano anche una legge statale): l'aspetto più inquietante, come ha anche sottolineato Khaled Fuad Allam, è che in Europa non c'è una cultura forte e autorevole nelle comunità di fede musulmana che discuta e diffonda, specialmente tra i giovani, un pensiero aperto verso la modernità, il cui tratto principale è caratterizzato dalla libertà e dall'uguaglianza di diritti tra i sessi. Il risultato di questa latitanza di orizzonte formativo e politico è che una giovane donna velata, che pure ha avuto dal padre (presente in studio) il permesso di esporsi in tv a Porta a Porta, per fare da contraltare 'modesto' ad una coetanea marocchina che aveva partecipato a Miss Italia, ha testualmente dichiarato, alla domanda:'Se favorevole o contraria alla lapidazione di una adultera'? " Non rispondo, perché bisogna vedere il contesto".

Ha ragione Chaouki: c'è paura nell'esporsi, da parte di quante ostentano il velo, sia per modestia (che in molte parti del mondo islamico è virtù senza la quale si è condannate a morte) sia per rifiuto dell'occidente, spesso solo ideologico e avversario delle conquiste dei movimenti delle donne e automatismo identitario. Ma se posso azzardare una provocazione a me pare che la paura non sia (solo) delle donne, ma che ci siano gli uomini dietro al velo. La loro paura, che noi occidentali abbiamo già sperimentato da parte dei nostri uomini, padri, fratelli, amanti, fidanzati, mariti e persino figli, di perdere il loro potere secolare sui corpi e le menti delle femmine della loro specie. E' rassicurante, in un mondo sempre più feroce e instabile, sapere che almeno c'è chi si può forgiare, modellare e controllare: la propria moglie, figlia, sorella, madre. Mi sembra che gli uomini che brandiscono religione e abiti muliebri come bandiere politiche contro i diritti, che si ostinano a riproporre come un mantra la naturale divisione tra femminile terra/utero/pace/debolezza e maschile logos/seme/guerra/forza siano un pericolo fortissimo per l'estensione delle libertà di tutti gli esseri umani. Ringrazio di cuore Khalid Chaouki del suo coraggio e della sua chiarezza, e così come lo chiedo ai nativi maschi italiani (alcuni dei quali hanno di recente preso parola pubblicamente contro il persistere della violenza patriarcale in Italia) estendo l'invito anche ai nuovi cittadini maschi di altre religioni e fedi: quando anche nelle vostre fila comincerà una pubblica riflessione che parta da voi sull'oppressione patriarcale nelle vostre comunità?

monica.lanfranco@gmail.com

sabato, dicembre 02, 2006

libere professioni o professioni libere? (di Luigi Verducci)

Forse sarà prematuro, perchè il disegno di legge delega sugli ordini professionali dovrà tradursi in norme e dovrà passare l'esame del parlamento, ma voglio sottolineare tre punti della proposta del governo che mi sembrano incoraggianti:

1 - L'attività degli Ordini professionali sarà principalmente quella di garantire gli interessi degli utenti e non quella degli iscritti.

2 - Chi è passato per l'esperienza di un tirocinio sa che nella stragrande maggoranza dei casi si tratta di lavoro gratis, la delega del governo prevede che il tirocinio non duri più di un anno e che sia adeguatamente retribuito.

3 - Viene introdotta l'associazione professionale, cioè giovani di diverse professioni potranno unirsi in studi (sembra assurdo ma prima uno psicologo non poteva aprire uno studio con un medico o con un avvocato), fornendo un servizio più completo ai clienti e avendo più possibilità di aprirsi uno spazio sul mercato.

Mi sembra che tutto questo vada nella direzione di incentivare quella mobilità sociale indispensabile in un Paese come l'Italia dove sempre più i figli degli avvocati sono avvocati, i figli dei medici sono medici, i figli degli architetti sono archietti...in un Paese, come il nostro, sostanzialmente bloccato in categorie familiari.