venerdì, dicembre 29, 2006

Digital divide (di Luigi Verducci)

Digital divide era un termine quasi sconosciuto fino a poche ore fa (tranne che in internet dove veniva usato come fosse cosa nota a tutti...ma si sa che chi pratica il web ha la caratteristica poco simpatica di sentirsi più informato, più illuminato, più preparato ecc..) ed indica qualcosa che tradotto in italiano farebbe molto più effetto: il 20% degli italiani non può accedere ad internet veloce. Un problema che ci tocca direttamente. Basta pensare che ad Amandola non c'è l'internet veloce e l'amministrazione comunale stava cercando una soluzione a questo grosso deficit per famiglie ed aziende. E' vero che siamo cresciuti (e bene!) senza sapere dell'esistenza di un mouse, ma la questione centrale è quella di offrire a tutti le stesse opportunità.
Facendo l'esempio più banale, perchè io che abito a Servigliano o a Grottazzolina posso ritirare le analisi dal sito web dell'ospedale e chi abita a pochi chilometri da me no? Inoltre molti servizi pubblici potrebbero riorganizzare i servizi (ed in effetti molti lo stanno già facendo) pensando alla velocità del rapporto via web, ma se un 20% dei cittadini ne è escluso a priori è un bel problema. Senza parlare della disparità tra aziende che possono usufruire di internet veloce rispetto a quelle che devono farne a meno o devono mettere in conto costi molto maggiori per gli stessi servizi.
Per questo mi sembra una bella notizia che il 20 dicembre sia stato istituito il comitato per la diffusione della banda larga sul territorio nazionale e ancora più bella (ed utile) è la notizia dell'introduzione in Italia del WI-MAX (CLICCA QUI), una soluzione alternativa a quella tradizionale che può essere utilizzata nelle zone in cui le tecnologie di accesso su cavo non sarebbero economicamente sostenibili.
La diffusione del wi-max può essere una grande occasione per la modernizzazione del Paese e un importante sostegno alla crescita economica, ma ci ricorda anche una cosa molto importante. Sono privi di internet veloce tutte le zone più periferiche e quindi meno popolose del nostro Paese per il semplice motivo che logiche strettamente di mercato rendevano economicamente poco fruttuosa la diffusione in quelle zone della banda larga.
Può sembrare strano ma il diritto di ognuno ad avere le stesse opportunità passa anche attraverso il superamento del "divario digitale" e allora c'è bisogno di iniziative pubbliche per superare gli squilibri creati dalla pura logica di mercato.

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