giovedì, gennaio 04, 2007

C'è del buono in Italia (di Gianluca Molinaro)

Il 13 dicembre scorso ho ricevuto sul cellulare un messaggio da parte di TIMspot che ancora conservo. Il messaggio recita così: “Call center, raggiunto accordo precari Atesina: 6500 assunzioni a tempo indeterminato entro 2007”.
Nei giorni successivi non ho avuto l’impressione che la notizia sia stata commentata sugli organi di informazione con lo spazio e l’attenzione che meritava. Forse quest’ impressione è frutto della mia distrazione, oppure di quella dei media, oppure ancora entrambe le cose. Un atteggiamento che appare chiaro, però, è l’indolenza dell’attuale governo nel rispondere alle critiche (a volte condivisibili, spesso ingiuste) dell’opposizione, difendendo le cose buone contenute nella finanziaria e nel decreto Bersani. Questa volta non si tratta, per quanto mi riguarda di un’impressione, ma di una percezione bella e buona.
La felice conclusione del caso Atesina mi sembra positiva per almeno due motivi. Il primo è che segna un cambiamento di paradigma rispetto alla scorsa legislatura allorché il governo Berlusconi fu silente di fronte ad abusi e distorsioni (a volte al limite del ridicolo) della cosiddetta legge Biagi.
Il secondo è che frena, o meglio rallenta, la deriva qualunquista di chi pensa che tra i due principali schieramenti non vi sia praticamente differenza. Ebbene una differenza significativa, almeno per il momento, esiste e riguarda il modo di concepire le politiche inerenti il lavoro.

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