martedì, gennaio 30, 2007

Come liberalizzare? (di Gianluca Molinaro)

In una delle ultime puntate di Ballarò su Raitre il ministro degli esteri D’Alema ha affermato che la decisione del governo sull’opportunità dell’ampliamento della base USA a Vicenza sarebbe stata influenzata, qualora si fosse effettuato, dal risultato del referendum cittadino. Ritengo sia una buona prassi, di fronte a decisioni importanti che hanno ricadute sull’interesse pubblico (penso, per esempio alla TAV), tenere in considerazione il parere delle comunità interessate. Pare che la prossima "lenzuolata" di Bersani riguarderà settori importanti come l’energia e l’acqua. Non sarebbe opportuno anche in questo caso auspicare il ricorso alla consultazione referendaria? Se spetterà, come sembra, esclusivamente ai nostri rappresentanti decidere su questa materia mi auguro che saranno in grado di prendere decisioni che tutelino e garantiscano i cittadini. Le liberalizzazioni fatte in passato se da un lato hanno rappresentato un’opportunità per nuove aziende di entrare in un mercato fino ad allora immobile dall’altro non si sono tradotte, a causa di una concorrenza spesso solo sulla “carta”, in un vantaggio economico per i consumatori (in un prossimo articolo vorrei parlare anche del ruolo delle regioni nell'attuazione delle liberalizzazioni). Il rischio di subordinare l’interesse pubblico a quello delle grandi aziende è concreto e gli esempi abbondano su scala mondiale, mi viene in mente quello che è accaduto in Bolivia con la privatizzazione dell’acqua e la successiva protesta del movimento sociale articolato in organizzazioni territoriali. Il modo il cui il governo sta gestendo la liberalizzazione dell’Alitalia, vincolata ad una serie di garanzie e paletti da rispettare, sembra essere incoraggiante sulla volontà della maggioranza di non cedere alla deregulation, tanto di moda negli ultimi anni. Vabbè che come dice la Guzzanti a destra abbiamo il Foglio e a sinistra il gemello "Rifoglista", ma altri modelli a cui ispirarsi certamente non mancano!

1 commento:

luigi ha detto...

Il tema dell'acqua che hai toccato, e che è sicuramente tra i più importanti in gioco, è inserito nel cosiddetto Decreto Lanzillotta (c'è un post in questo bog di qualche giorno fa) che vuole riformare i servizi pubblici locali. In quel testo, che adesso è fermo in parlamento, c'è scritto esplicitamente che la gestione dell'acqua rimarrà in mani pubbliche.
Comunque credo sia un tema da seguire ed approfondire.