lunedì, gennaio 29, 2007

Il dilemma che ci pongono le liberalizzazioni (di Luigi Verducci)

Dopo la "lenzuolata" di liberalizzazioni del Ministro Bersani (che secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori - CLICCA QUI - porteranno risparmi annui tra i 500 e le 1000 euro a famiglia) l'attenzione si è spostata sulle liberalizzazioni di settori come gas, elettricità, trasporti. Cardine del discorso è la distinzione tra infrastrutture e produttori/fornitori di servizi. Per infrastrutture si intendono binari, stazioni ecc. per i trasporti; tralicci, cavi ecc. per l'energia elettrica (attualmente gestita dalla TERNA s.p.a. ) e via dicendo. Il dibattito è tra chi preferisce privatizzare tutto, anche le infrastrutture, per favorire lo spirito imprenditoriale del sistema e l'efficienza gestionale; e chi preferisce mantenere in mano pubblica la proprietà delle infrastrutture ed affidare alla concorrenza del mercato i servizi. Io non credo che il mercato sia la soluzione migliore per ogni situazione e per ogni settore. Perchè? Perchè, giusta o sbagliata che sia, la regola del mercato vuole che si facciano solo le cose economicamente vantaggiose, cioè che creino profitto.
Ma sicuramente non crea profitto portare l'energia elettrica nel paesino sperduto in montagna, come non crea profitto portare internet veloce ad Amandola (per tornare su un tema più volte trattato) o un treno nelle tratte meno frequentate. Come la mettiamo quando le considerazioni di tipo economico vanno ad incidere sul diritto di ognuno di avere le stesse opportunità di partenza?

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