martedì, gennaio 23, 2007

"Internet per tutti" non è solo uno slogan vuoto (di Gianluca Molinaro)


Posto la bella intervista di Walter Veltroni presente su Repubblica on line su "l'alfabetizzazione elettronica". Buona lettura.
"Walter Veltroni e la Rete come "acceleratore sociale e ponte di conoscenza"Roma la prima in Italia a sperimentare la banda larga. "Come Tokyo e New York"
"Un clic, e sei dall'altra parte del mondo ma non deve essere un privilegio di pochi"
di ALESSANDRA VITALI
INTERNET e Africa, l'accesso alle forme "altre" del lavoro e del sapere, le nuove tecnologie come grandi occasioni per il Sud, non solo il Sud d'Italia, ma "i Sud" del mondo. Walter Veltroni non è nuovo alla riflessione sulle opportunità del web. Navigatore, soprattutto per esigenze di informazione, il sindaco di Roma individua nella rete un'opportunità fondamentale: la "riduzione delle distanze", non solamente fisiche, ma anche e soprattutto sociali. Lui che internet ha cominciato a frequentarlo "un po' come tutti", quando digitare www non era ancora un'abitudine consolidata e imprescindibile, "mentre si andava diffondendo su larga scala".
Qual è l'esigenza principale che la lega al web?
"Il motivo principale è l'informazione, per quella straordinaria possibilità che il web dà, di poter accedere a fatti e notizie in qualunque momento, di riuscire a sapere in tempo reale, con un semplice clic, che cosa sta accadendo dall'altra parte del mondo". Ma internet è anche altro. E' partecipazione, condivisione, riduzione delle distanze non solo fisiche ma soprattutto sociali".
Ridurre le distanze significa anche creare ponti di conoscenza?
"E' uno dei pregi di internet, il fatto che possa essere considerato come una vera e propria piazza mediatica e interattiva, alla quale tutti possono accedere per ottenere le informazioni di cui hanno bisogno. In questo senso, le potenzialità di 'acceleratore sociale' che include, che riduce le distanze e crea, appunto, ponti di conoscenza, sono immense".
E questo permette anche di abolire le gerarchie.
"Sì, perché la Rete non è fatta di gerarchie, ma di nodi. Le nuove tecnologie, ad esempio, possono diventare utili strumenti per accorciare le distanze tra pubblica amministrazione e cittadini. A questo proposito, circa un paio di mesi fa abbiamo invitato gli studenti delle università romane a dialogare con gli assessori, e con me, attraverso le webcam e la posta elettronica. E' stata un'esperienza molto interessante, per noi e, mi è sembrato, per loro".
Però non tutti hanno le stesse possibilità di accesso alla Rete.
"Questo è un problema, e affinché il web rappresenti davvero un'opportunità per tutti c'è bisogno di una distribuzione e diffusione delle tecnologie che sia la più ampia possibile".
E' possibile favorire la diffusione della cultura digitale?
"Un esempio può essere il "Global Junior Challenge", un concorso internazionale che premia i progetti più innovativi che utilizzano le tecnologie informatiche nel campo dell'educazione e della formazione dei giovani. Nel corso degli anni, i ragazzi che hanno partecipato hanno ideato progetti che vanno dalla tutela dell'ambiente in Sudafrica alla prevenzione dell'Aids in Namibia, alla formazione a distanza in Bangladesh. Idee diverse, ma ispirate dallo stesso principio di fondo: la tecnologia come garanzia di pari opportunità di sviluppo".
In che modo internet può rappresentare un'opportunità di sviluppo per il Sud del Pianeta?
"Il sapere tecnologico, quando non è diritto di ciascuno ma un privilegio riservato a pochi, può diventare un fattore di discriminazione. E' su questo piano che bisogna intervenire in modo concreto, per avviare un processo di integrazione tecnologica che parta dal basso, l'alfabetizzazione elettronica e telematica della quale dicevamo, che possa contribuire a sconfiggere il divario sociale tra chi ha accesso alle tecnologie e, dunque, al mondo del lavoro e dei servizi, e chi ne è invece è escluso".
Nel frattempo, nella capitale, con il progetto Roma Wireless, si può passeggiare navigando...
"Immaginate una mamma che, in un qualunque giorno della settimana, decide di portare il figlio a Villa Borghese e, mentre lui gioca, lei può pagare le bollette collegandosi a internet tramite il proprio computer, senza fili. Il tutto, in un contesto come quello, ad esempio, delle Ville storiche romane. Questo è il senso del progetto: semplificare la vita dei cittadini, consentendo loro di avere più tempo libero da trascorrere con la famiglia. Un progetto che non solo allinea la nostra città ad altre metropoli, come New York o Tokyo, dove il wireless è una realtà già consolidata, ma che fa di Roma la prima città italiana a sperimentare la nuova tecnologia a banda larga. E questo è forse l'esempio più evidente della doppia identità di Roma, dove convivono storia, modernità e innovazione".
(22 gennaio 2007)

2 commenti:

luigi ha detto...

Ciao Gianlù, grazie per l'intervista che ci hai segnalato. Bella, anche perchè ormai il concetto di equità non può più essere limitato a fattori economici e Veltroni sottolinea proprio l'importanza di garantire un'equo accesso all'informazione e ad internet. Che dici inseriamo il tutto nel dibattito sul Partito Democratico e sui valori della nuova sinistra?

pablo ha detto...

va bene, mi sembra che il tema delle "opportunità" sia da approfondire. Penso che il ruolo di un governo non sia quello di promettere ricchezza a tutti ma quello di consentire a tutti di avere l'opportunità di realizzarsi e, magari, diventare ricco! Anche su questo dovrebbe puntare il partito democratico. Ciao, a presto