venerdì, febbraio 16, 2007

E' solo un problema di impiegati fannulloni? (di G. Molinaro)

Da diversi mesi il professore di diritto del lavoro Pietro Ichino, sul Corriere della Sera, sta portando avanti una campagna per migliorare l'efficenza della pubblica amministrazione. Semplificando, secondo Ichino le prestazioni della PA si possono migliorare introducendo la concorrenza e, dove questa non è possibile, creando un' Authority in grado di valutare i punti di debolezza della PA (che Ichino individua sopratutto negli impiegati fannulloni). L'obiettivo del professore di aumentare l'efficenza della PA è condivisibile, ma la sua proposta è criticabile almeno per due motivi:
1) non è semplice misurare il livello di efficenza della PA, le variabili implicate sono diverse e di difficile misurazione (per esempio, la stima a priori delle possibilità produttive di un servizio pubblico). Non metto in dubbio, tuttavia, che si possano costruire, attraverso un lavoro approfondito, strumenti di "misurazione" adeguati.
2) quella che Ichino considera la causa del malfunzionamento della PA (la scioperatezza degli impiegati) risulta essere, spesso, l'effetto del modo discutibile in cui è organizzato il lavoro (sottoutilizzo dei dipendenti, mancanza di feedback ai dipendenti sul loro operato, scarso coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni, retribuzioni basse, mancanza di formazione). Questa impostazione, che assegna maggiore importanza ai fattori organizzativi nel determinare l'efficenza di un'organizzazione mi sembra più in linea, inoltre, con i risultati della ricerca in psicologia del lavoro.

Per chi volesse approfondire l'argomento (un pò barboso!), sul sito lavoce.info, nella sezione "relazioni industriali", può seguire il dibattito che è nato attorno all'articolo di Ichino.

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