domenica, febbraio 04, 2007

Ecco la mozione di Fassino (di Luigi Verducci)

Il dibattito sul futuro Partito Democratico sta ormai entrando nel vivo e Piero Fassino ha depositato giovedì la sua mozione per il IV Congresso dei DS , che si terrà tra Marzo ed Aprile. Ve la segnalo sperando che possa interessare non solo gli iscritti ai DS, ma tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell'Italia. Infatti se il progetto è quello di semplificare l'offerta politica italiana e di creare un soggetto che abbia la forza di influire in maniera determinante sulle politiche (ambientali, economiche, culturali..) del nostro Paese, allora il processo di costruzione del nuovo partito non può essere una cosa interna ai DS. Vi lascio alla lettura integrale. Prima, però, voglio sottolineare un passaggio della mozione che non riguarda i suoi contenuti programmatici, ma la forma del nuovo partito:

"Questo partito sarà tanto più capace di rappresentare la società se sarà “aperto e democratico”, espressione di una cittadinanza attiva, prevedendo nel suo Statuto: le primarie per selezionare le candidature; consultazioni referendarie di iscritti e elettori su scelte di valore strategico; voto segreto per gli incarichi direttivi; termini di mandato per promuovere nuove classi dirigenti; assise programmatiche annuali; forme di collegamento e partecipazione – forum, centri di ricerca, consulte, fondazioni – aperte a saperi e competenze della società"

Negli ultimi anni stiamo assistendo al moltiplicarsi del contrasto tra situazioni "locali" e decisioni prese al "centro", con la frutrazione generalizzata di chi sente di non poter influire su scelte che rigurdano la propria vita. Come scriveva Michela Serra nella sua rubrica "l'AMACA" qualche tempo fa: "E' come se fossero spariti, tra potere e "gente", gli ammortizzatori, i livelli intermedi, i luoghi di discussione e di analisi, dove far decantare i conflitti e costruire senso comune. La politica-spettacolo, quella dei leader e dei proclami, del marketing e dei salotti televisivi, è una politica lazzarona: non fa più il suo lavoro, e il prezzo lo paghiamo tutti".
E allora serve un partito nuovo, che crei un rapporto più diretto tra sud e nord, centro e periferia, che dia ad ogni iscritto la possibilità di incidere non solo sui candidati ma anche sulle idee prevalenti nel partito. Allora apriamo da subito il dibattito sulle regole del nuovo partito!

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