giovedì, marzo 15, 2007

Blogosfera - l'illusione della democrazia (di Luigi Verducci)

Stefano Rodotà, ex Garante della Privacy, ha scritto, di recente, una riflessione sul ruolo possibile di parlamenti e governi nell'era di internet. Rodotà indica 6 rischi principali della rete, che possono diventare un interessante campo di attività per quelle istituzioni che vogliono ampliare libertà e diritti. I 6 rischi sono: 1) Disuguaglianza 2) Sfruttamento commerciale e abusi informativi 3) Rischi per la privacy 4) disintegrazione delle comunità 5) plebisciti istantanei e dissoluzione della democraza 6) Tirannia di chi controlla gli accessi 7) perdita del valore del servizio pubblico e della responsabilità sociale.
Visto che scrivo da un blog mi sento chiamato direttamente in causa. Io considero internet una grande occasione di informazione e di comunicazione. Un'occasione che ha cambiato il modo di muoversi tra le informazioni e di crearsi un'opinione. Ed inoltre, la sorpresa di questo blog è stata quella di far riallacciare amicizie antiche e di rinvigorirne altre attraverso lo scambio di pareri a "distanza". Tuttavia condivido le critiche di Rodotà, perchè la mia frequentazione della "blogosfera", mi ha portato a seguire con sempre maggiore distacco quanto, e come, si dice sui blog. Come scrive sul Manifesto Franco Carlini, parlando del mondo dei blog, "di recente anche la giusta indignazione per lo scadente sito del turismo italiano è in larga misura diventata una sequenza di indignazioni a costo zero. Per esempio il fatto che la gara per quel portale fosse stata vinta dall ibm, quando ministro dell'innovazione era Lucio Stanca, che veniva dall ibm, è stata presentata come il solito favore tra politica e aziende. Il che non è vero, dato che si trattò di una gara vera, dove ibm vinse per il costo più basso offerto; ogni giornalista per bene l'avrebbe verificato, ma i commentatori estemporanei, quelli che "ogni uomo è un reporter" non ci provano nemmeno, non ci si pone il problema, essendo sempre e comunque più suggestive le teorie del complotto." Perchè mai bisogna trasformare una grande opportunità di informazione e di dialogo in una gara a chi spara le dietrologie più fantasiose?
CLICCA QUI per leggere l'articolo di Rodotà

Nessun commento: