domenica, marzo 04, 2007

Ecco perchè voto per il PD - seconda parte (di Luigi Verducci)

Ecco le tre ragioni che mi hanno convinto a votare la mozione di Fassino (anche se nello scorso congresso ho votato per la mozione Mussi) e che mi fanno ritenere il PD utile all’attuale situazione politica italiana ed europea.

La strategia politica

1- Se bisogna pensare in modo di verso il mondo ed i problemi che ci pone, allora abbiamo bisogno di un pensiero nuovo. Per questo il PD non si rivolge a DS e Margherita, ma alle diverse culture riformiste italiane. Con l’obiettivo di integrare la cultura socialista, ambientalista, liberaldemocratica e cattolico democratica, perché “nessuna delle grandi culture e tradizioni politiche riformatrici del novecento può pensarsi come autosufficiente”.
Voglio portare un esempio. La crisi ambientale e climatica dei nostri tempi ha condotto (finalmente) molti governi a puntare su energie e combustibili meno inquinanti. L’agricoltura sta trovando nell’emergenza ambientale un nuovo ruolo e il mais è una delle risposte più convincenti nella produzione di biocarburanti. Possiamo, ormai, muoverci nel mondo come se le nostre azioni non avessero delle complesse e, a volte imprevedibili, conseguenze ambientali? Possiamo pensare una politica che non assuma tra le sue coordinate d’azione la cultura ambientalista? No, eppure, tornando all’esempio, l’improvviso aumento della domanda mondiale di mais ne ha aumentato da un giorno all’altro il valore, e quindi il prezzo. Il sudamerica è un continente fondato sul mais (basta pensare che, secondo il libro sacro dei Maya, il Popol Vuh, gli uomini e le donne furono creati con le "pannocchie di mais giallo e le pannocchie di mais bianco...e questo è quel che entrò nella carne dell'uomo creato, dell'uomo fatto...ed essi furono pieni di gioia, perché avevano scoperto una bella terra, piena di cose piacevoli...") e questo aumento ha messo in ginocchio chi già era in difficoltà. Una delle nostre priorità è salvare il mondo dal disastro ecologico, ma per chi lo salviamo, per i pochi che potranno permetterselo? Ecco che la sensibilità ambientale non ha senso, se non è supportata e integrata dai valori socialisti di equità e di riscatto sociale (ma ciò vale anche al contrario, perché è sempre più evidente che le conseguenze dell’inquinamento non sono equamente distribuite tra i Paesi e i popoli, “poveri” e “ricchi”, e quindi la nuova frontiera della giustizia sociale è la difesa dell’ambiente). Ecco che un mondo nuovo, complesso e interdipendente, ha bisogno di un pensiero nuovo, complesso e interdipendente.

2 – L’Italia è passata, in pochissimi anni, da nazione di emigranti a società multietnica. Per questo abbiamo bisogno di un partito “rispettoso di tutte le chiese e le confessioni religiose”, che “rivendica a sé quel che solo la politica può e deve fare: l’autonomia e l’imparzialità delle istituzioni (…) e la ricerca di soluzioni condivise tra le diverse ispirazioni culturali e etiche”. In una parola, abbiamo bisogno di un partito laico e, in effetti, i DS sono già un partito laico. Ma non basta, perché a noi serve non tanto un “partito laico”, quanto una “società laica”. E allora, in un Paese come l’Italia, dalla ricca e profonda tradizione cattolica, è importante che i cattolici sappiamo affrontare il passaggio ad una società multietnica. Che non significa rinunciare ai propri valori, ma neanche imporli con la forza a tutti, nella paura di perderli. Negli ultimi anni abbiamo visto moltiplicarsi le spinte ad una rappresentazione diretta dei principi cattolici, senza una mediazione politica in grado di tutelare gli interessi generali.
Anche qui un esempio. Il dibattito sui DICO ha evidenziato due posizioni chiare e distinte del mondo cattolico. Da una parte chi vuole usare la sua influenza politica per far coincidere la propria dottrina religiosa con le leggi dello Stato; dall’altro chi, pur partendo dalla propria sensibilità e dai propri principi cattolici, è consapevole che le leggi di una stato devono tutelare gli interessi generali e non quelli particolari di una confessione religiosa. Se vogliamo lavorare per una società laica in Italia, dobbiamo costruire un partito in cui i cattolici si sentano rappresentati, senza cadere in derive integraliste.

3 – Perché qualsiasi progetto politico abbia successo, in questo momento, c’è bisogno di una condizione preliminare: occorre intervenire sull’attuale crisi di rappresentanza politica, ricostruendo un minimo di fiducia tra elettori ed eletti, cittadini e partiti. In tutte e tre le mozioni si sottolinea l’urgenza di una nuova questione morale. “(…) un modo nuovo di concepire la politica (…) affermando il primato dell’interesse generale, il rispetto dell’autonomia delle istituzioni, il rigore etico e civile, la coerenza dei comportamenti, la trasparenza e la sobrietà dei costi della politica” (mozione Fassino); “Si devono esigere sobrietà ed esemplarità dei comportamenti, correttezza e rigore nell’azione amministrativa, un tempo tratti distintivi della sinistra italiana” (mozione Mussi); “soltanto la capacità del personale politico di stare ontano dagli affari (…), soltanto la dedizione al bene comune degli eletti e dei governanti possono attivare una nuova fiducia e giovare al rilancio della vita democratica” (mozione Angius-Zani). Credo ci sia un grosso bisogno di questo nuovo slancio morale dell'azione politica. Eppure, passato il primo entusiasmo, ci si accorge che, oltre ad evocare i giusti comportamenti ed appellarsi alla moralità propria ed altrui, manca, in queste frasi, una proposta per facilitare la svolta desiderata. Io faccio parte di un gruppo di amici, di una associazione, e, a maggior ragione, di un partito politico se penso, e finché penso, di poter incidere, con le mie idee, sulle decisioni che vengono prese. Il Partito Democratico, sarà tale anche al suo interno? E’ qui che la creazione del PD si gioca la sua sfida più importante (e immediatamente verificabile), perché è qui che si può recuperare un rapporto tra cittadini e partiti, eletti ed elettori. Ed è qui che la mozione di Fassino fa un passo in più e supera le semplici posizioni di principio. Perchè non si limita ad evocare una condotta da tenere, ma propone un patto chiaro con chi aderirà al futuro partito. Un patto che prevede “primarie per selezionare le candidature; consultazioni referendarie degli iscritti e elettori su scelte di valore strategico; voto segreto per incarichi direttivi; termini di mandato per promuovere nuove classi dirigenti; assise programmatiche annuali (…)”. Il nostro impegno principale, sulla strada della costruzione del nuovo partito, va, secondo me, giocata su questo terreno, sul terreno della democrazia interna del PD. E può essere utile, allora, aprire il confronto con le altre mozioni e recepirne alcune sollecitazioni. E’ interessante, ad esempio, lo spunto di Angius e Zani sul “partito nazionale capace di comprendere, nella sua concreta esistenza, il nuovo rapporto che si è venuto stabilendo tra locale e globale”, perché molti episodi recenti evidenziano proprio la crisi di rappresentanza nazionale di alcune situazioni locali.

A me sembrano tre ragioni forti per aderire al Partito Democratico, ma anche tre obiettivi utili a verificarne il percorso e a tracciarne un primo bilancio tra dieci anni.

1 commento:

alessio ha detto...

Complimenti Luigi per l'analisi. La condivido appieno. Spero si convincano anche i nostalgici. Di tutto c'è bisogno oggi tranne che della nostalgia... Alessio