martedì, marzo 13, 2007

I Turigliatto servono in Calabria! (di Gianluca Molinaro)

Le due puntate di "Pane e Politica" (l'ultima è andata in onda domenica scorsa) su RAITRE hanno confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, di quanto molta politica in Calabria sia distante dalle attese e dai problemi degli elettori. Si è appreso, tra l'altro, di una legge regionale, votata all'unanimità, che ha consentito l'assunzione di circa ottanta persone col solo merito di essere figli e parenti dei politici, di elezioni comunali dove il salto della quaglia è praticato con disinvoltura pur-di-vincere e assicurarsi il posto (e il pane), di un governatore (Loiero) che boccia la candidatura di un ottimo imprenditore alla guida dell'area industriale di Lamezia Terme per motivi di onore personale! L'impressione che ricavo da queste storie è di una classe politica che agisce in base a logiche feudali, che mira all'autorefenzialità e all'autoconservazione a scapito della partecipazione dei cittadini. La cosa che colpisce di più è come questo atteggiamento sia trasversale tra i diversi schieramenti, come non ci sia nessuna opposizione (anche i big nazionali stanno zitti) di fronte a delle iniziative, platealmente scandalose, che mettono d'accordo maggioranza e opposizione. Qui sì che servirebbero i Turigliatto per denunciare i Cetto Laqualunque della politica calabrese! Non stupiamoci se poi molti elettori sono insensibili alle porcate di Berlusconi, le persone si fanno un'idea della politica anche guardando a quello che succede a livello locale, e a questo livello di porcate, al Sud, ne fa anche il centrosinistra (basta leggere quache articolo di Gian Antonio Stella). Semmai stupisce come queste vicende vengano utilizzate più per "assolvere" il proprio schieramento di riferimento che per condannare entrambi gli schieramenti (con le dovute ed evidenti differenze, ci mancherebbe!). Nei prossimi anni arriveranno in Calabria 11 miliardi di Euro dall' Unione Europea, allo stato delle cose non vedo una classe dirigente in grado di gestire questo denaro a beneficio della popolazione. Servono iniziative dal basso per denunciare a chi è in grado di ascoltare veramente (a questo punto l'Unione Europea!) il marcio che c'è, serve una mossa che spariglia, la mossa del cavallo...

2 commenti:

luigi ha detto...

Ho visto anch'io "Pane e Politica" e a tratti quasi non riuscivo ad andare avanti. Perchè, a volte, la realtà è troppo sconfortante. Però bisogna conoscerla e bisogna farci i conti, ed hai profondamente ragione quando dici che i partiti non sono solo grandi ideali e proclami nazionali, ma sono tante realtà locali...troppo spesso desolanti. Ma come si fa? Questo mi sono chiesto e ci siamo chiesti, ieri, durante un incontro dei segretari di sezione dei nostri Paesi. Perchè il discorso è andato subito a quella trasmissione e alla ferita che aveva lasciato in tutti noi. Io devo confessare che ho avuto anche l'impulso di un attimo di abbandonare tutto, tessera e partecipazione alla politica tramite i partiti. Ma poi mi sono chiesto se sono i partiti il fattore degenerante, visto che il messaggio di fondo della trasmissione è che in certi parti d'Italia si lavora solo se si ha una tessera. Sbaglierò clamorosamente, ma penso ancora che i partiti sono l'unica forma che la politica ha per essere democratica e trasparente. Il problema è che i partiti non ci sono più. Non ci sono più come comunità di persone che lavorano insieme per raggiungere un miglioramento possibile della vita quodiniana della maggioranza. I partiti sono sempre più ostaggio delle persone che li usano per essere eletti. E allora non è eliminando i partiti che si risolve questa situazione, ma al contrario, rafforzandoli. Ma l'unico modo per rafforzarli è aumentare la partecipazione delle persone alla loro vita. Non tanto l'iscrizione, ma la partecipazione, si. E detto questo che si fa? Come si fa a stimolare la partecipazione di sempre più persone alla vita dei partiti? Questo è il vero problema!

pablo ha detto...

Sì, la cosa sbagliata sarebbe lasciare e disinteressarsi alla politica! L'unica risposta la possono fornire i movimenti e la politica stessa. Secondo me sarebbe un bel gesto se fosse la politica stessa a dichiararsi complice e nello stesso vittima del sistema, sarebbe già un primo passo verso il cambiamneto... Gianluca