lunedì, marzo 05, 2007

L'abolizione ICI, ovvero la solita fuffa (di Gianluca Molinaro)

Silvio Berlusconi, lo ricordiamo tutti, a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale dell'Aprile 2006, fece un ultimo tentativo per scongiurare la probabile sconfitta elettorale (per attenuarne gli effetti ci aveva già pensato con la "porcata"!). Con un colpo di teatro propose l'abolizione dell'ICI e questa promessa, penso, contribuì molto alla sua quasi rimonta. Dopo la Finanziaria 2007 molti comuni hanno annunciato rincari della tassa sulla casa e aumento dell'addizionale IRPEF per compensare i minori trasferimenti pubblici agli enti locali. Berlusconi adesso è all'opposizione, ma L'ICI è una tassa comunale e quindi i margini di intervento ci sarebbero comunque. Se la proposta di abolire l'ICI è fattibile perchè non invita gli amministratori di centrodestra a farlo, o quantomeno a far pagare al cittadino solo l'aumento determinato dalla Finanziaria 2007 e togliere il resto? Ho l'impressione che ci troviamo di fronte alla solita fuffa e che l'abolizione/diminuizione dell'odioso balzello dipenda dalle capacità dei singoli amministratori locali. Per quanto riguarda la possibilità per i sindaci di aumentare il gettito IRPEF, questo provvedimento mi lascia perplesso perchè fornisce possibilità di ritocchi a tutti gli amministratori, sia a quelli bravi che si impegnano a garantire servizi sia a quelli che gestiscono in maniera "disinvolta" la cosa pubblica. Penso che la gestione delle realtà regionali e locali non sia sufficientemente considerata quando si parla dei problemi del nostro Paese, si tende a dare eccessivo peso a quello che fa il governo nazionale. Eppure molti provvedimenti a livello nazionale devono trovare una loro traduzione a livello regionale, e non sempre la modalità di attuazione di un determinato provvedimento è la medesima tra le varie regioni. Qualche giorno fa ho letto che ci sono delle differenze nel modo in cui le regioni hanno attuato le prime liberalizzazioni di Bersani che risalgono al 1998, col risultato che nelle regioni che le hanno attuate meglio (c'erano anche le Marche se non ricordo male) c'è stato un maggiore vantaggio per i consumatori. Non sarebbe più corretto premiare le amministrazioni virtuose, magari dando loro la possibilità di ritoccare le aliquote, piuttosto che offrire le stesse possibilità anche chi amministra male?
(la data sulla foto non è attendibile, è stata scattata sabato scorso a Palombara Sabina, prov. Roma)

Nessun commento: