martedì, marzo 27, 2007

Nuova speranza per il cinema made in Italy (di Sonia Lattanzi)


Un amico con cui ho studiato al Dams di Roma a settembre andrà in Canada a girare un film (interamente in studio), perché il suo produttore, italiano, dice che costa meno e perché è molto più facile ottenere finanziamenti.
Curiosa ho letto giovedì scorso un articolo su L’Unità intitolato “Una riforma di sistema per il cinema” e ne sono rimasta entusiasta: finalmente qualcuno ne parla e non solo, si da pure da fare per migliorare le cose.
Scrivono così Andrea Colasio, responsabile nazionale Cultura della Margherita e Vittoria Franco, presidente della Commissione del senato, Ds:
“Perno della proposta, che verrà presentata alla Camera e al Senato, è l’istituzione del Centro Nazionale del Cinema e dell’Audiovisivo. Una struttura agile e flessibile, che dovrà affiancare l’operato dei produttori indipendenti, promuovere i nuovi talenti e tutelare il nostro grande patrimonio filmico.(…) Va premiato e sostenuto chi investe in cinema italiano, dalla produzione alla distribuzione”.
La nuova legge prevede quindi il rilancio del cinema italiano, con sistemi di prelievi legati a tutta la filiera dei fruitori dei contenuti cinematografici, dalla pubblicità alle tv, alle telecomunicazioni. Per liberare il mercato e far rispettare il pluralismo, rigide norme antitrust ''per non consentire ad un unico soggetto di avere in mano produzione, distribuzione, esercizio''.
Anche se i tempi di realizzazione saranno lunghi nutro molta speranza e bacerei in bocca, alla Benigni, chi se ne sta occupando!

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