mercoledì, aprile 25, 2007

25 Aprile. Liberi tutti! (di Luigi Verducci)

25 Aprile. Tempo di Liberazione.

In questo giorno per noi italiani speciale, il pensiero va ad una terra dimenticata: Darfur, regione dell’Ovest del Sudan, Paese dell’Africa centro-orientale, delimitato da Chad, Egitto, Etiopia, Libia, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Repubblica Centroafricana e Kenia.

Circa 6 milioni di persone vivono oggi in Darfur, prevalentemente “neri”: musulmani, cristiani e animisti. La classe politica dominante “araba”, nel 1987 proclama la supremazia della razza “araba” e nel 2003 un gruppo di ribelli del Darfur dà il via alla guerra civile. E’ il Movimento per la Liberazione del Sudan (SLM), al quale si aggiungeranno l’ Esercito per la Liberazione del Sudan (SLA) e il Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM).

Da allora si contano 400.000 morti, 2 milioni di sfollati e 300.000 rifugiati. Diverse inchieste delle Nazioni Unite hanno evidenziato i crimini contro l’umanità commessi nella regione: villaggi bruciati, donne e bambine violentate, bestiame confiscato, pozzi d’acqua e coltivazioni distrutte, violenze che hanno come oggetto i neri musulmani, cattolici e animisti, colpevoli di non essere arabi. Sono state inoltre approvate diverse risoluzioni dal Consiglio di Sicurezza, inviata sul posto una missione dell’ Unione Africana (AMIS) di 7.000 uomini e discusso il caso presso la Corte penale internazione dell’Aja. Le aree più critiche sono i territori del darfur occidentale, lungo il confine con il Ciad e oltre, dove l’assenza di condizioni di sicurezza hanno ostacolato anche l’accesso degli aiuti umanitari.

Il 31 agosto 2006 l'ONU ha deciso l'invio di una forza d'interposizione. Ma questa risoluzione non è mai stata applicata perchè il governo sudanese si oppone, accusando le Nazioni Unite di voler "ricolonizzare il Sudan" e di "volersi impadronire del petrolio sudanese".

Il Darfur, l'Iraq, l'Afganistan, oltre alle polemiche di corto respiro, ci spingono ad un ragionamento serio sulla necessità di organismi internazionali autorevoli e regole condivise per intervenire in situazioni come queste, perchè io non credo più che la soluzione sia gridare "Basta con la GUERRA, vogliamo la PACE" per poi girare soddisfatti lo sguardo da un'altra parte!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"Basta con la GUERRA, vogliamo la PACE" ... e poi portate le maglie di che guara... TUTTO FILA!

luigi ha detto...

Scusa ma hai letto il post?