martedì, aprile 17, 2007

Questo amaro è forte! (di Gianluca Molinaro)

Inserisco la prima parte dell'articolo firmato da Salvo Intravaia, apparso su Repubblica.it, sulla crisi finanziaria che stanno attraversando molti istituti scolastici in questa fine d'anno. Mi ha lasciato un pò d'amaro. Per raggiungere un PIL col segno positivo davanti è giusto arrivare anche a questo? O sarebbe più auspicabile un dibattito, anche serrato, tra governo e rappresentanti di categoria per trovare soluzioni che garantiscano qualità dell'offerta formativa, diritti degli insegnanti e lotta agli sprechi? Gianluca

Scuola, è vietato ammalarsi, mancano i soldi per i supplenti
di SALVO INTRAVAIA

Ultimi due mesi di scuola senza supplenti? Sembra proprio di sì. Mancano i soldi per pagare i supplenti e i dirigenti scolastici devono arrangiarsi come possono. In questi giorni, gli alunni disabili restano sovente senza insegnante di sostegno. I bambini e i ragazzini vengono smistati come pacchi nelle altre classi e gli studenti delle superiori sono sempre più spesso costretti a saltare alcune ore di lezione: accorciano la giornata scolastica o entrano qualche ora dopo l'inizio canonico delle attività scolastiche.
L'unica speranza è che in questi ultimi due mesi di scuola maestre e prof godano di ottima salute. Insomma, che nessuno si ammali. La situazione è davvero drammatica soprattutto per i dirigenti scolastici che non sanno quello che fare quando la mattina arriva la notizia di un docente in malattia. Stessa situazione da Milano a Palermo. Ma non è meno difficile per alunni costretti a transumanze quotidiane e ragazzini disorientati da continue interruzione della continuità didattica e con programmi svolti a metà. Come al solito, in questi casi, sono i più deboli a pagare dazio.

3 commenti:

Giacomo da Milano ha detto...

ORA SERIAMENTE è IL MOMENTO DI DIRE:
C'è GROSSA CRISI

luigi ha detto...

Hai toccato uno dei tasti più dolenti, anche perchè si è sempre detto, e si continua a dire, che il cuore di ogni politica di sviluppo, ma anche di equità parte dalla scuola e dalla formazione in generale.

Anonimo ha detto...

Ecco appunto: detto.