mercoledì, maggio 23, 2007

Ecco il comitato promotore nazionale del PD

Il comitato è di 45 persone, 29 uomini e 16 donne:
Giuliano Amato; Mario Barbi; Antonio Bassolino; Pierluigi Bersani; Rosi Bindi; Paola Caporossi; Sergio Cofferati; Massimo D'Alema; Marcello De Cecco; Letizia De Torre; Ottaviano Del Turco; Lamberto Dini; Leonardo Domenici; Vasco Errani; Piero Fassino; Anna Finocchiaro; Giuseppe Fioroni; Marco Follini; Dario Franceschini; Vittoria Franco; Paolo Gentiloni; Donata Gottardi; Rosa Iervolino; Linda Lanzillotta; Gad Lerner; Enrico Letta; Agazio Loiero; Marina Magistrelli; Lella Massari; Wilma Mazzocco; Maurizio Migliavacca; Enrico Morando; Arturo Parisi; Carlo Petrini; Barbara Pollastrini; Romano Prodi; Angelo Rovati; Francesco Rutelli; Luciana Sbarbati; marina Sereni; Antonello Soro; Renato Soru; Patrizia Toia; Walter Veltroni; Tullia Zevi.

4 commenti:

pablo ha detto...

io ci avrei visto bene anche Chiamparino e Illy...Gianluca

P.S. saluti a Robertina

pablo ha detto...

anche Realacci mi piace, ma se continuo la lista diventa più lunga di quella formata da ministri e sottosegretari... :) Gianluca

luigi ha detto...

Questo è il rischio di tutte le liste, però in questo caso bisogna ricordare che è un comitao a termine, perchè ha il compito di decidere come si voterà l'assemblea costituente del Partito Democratico. In pratica sono in carica fino al 14 Ottobre, quando ognuno di noi potrà votare chi mettere nella Costituente del PD.

Francesco Costa ha detto...

Il problema della scarsa rappresentanza è comune a tutta la classe politica, che da destra a sinistra è imprigionata dentro se' stessa e dentro i suoi irremovibili blocchi di potere. L'operazione Partito Democratico contiene al suo interno alcune proposte concrete (una testa un voto, primarie per ogni livello di elezione, rappresentanza minima negli organi del 45% per ogni genere) che ne fanno un tentativo di possibile risoluzione: queste cose fanno già parte dell'embrione del partito, sono nel Manifesto, saranno nello Statuto. Non si vede però come i Ds e la Margherita avrebbero potuto o dovuto rispettare regole che non hanno, schiacciati sono schiacciati dalle logiche correntizie e dalla spartizione del potere, esattamente come gli altri.
La differenza dove sta? La differenza sta nel fatto che Ds e Margherita si stanno svenando per portare avanti un progetto di cambiamento. E' come se ci stessero dicendo:
"Cari cittadini, se non vi diamo in mano - obbligatoriamente e per statuto - alcune scelte forti (le primarie per il segretario, per la costituente, eccetera), non potremo cambiare nulla: siamo intrappolati nel nostro stesso sistema, non riusciamo a scegliere tre persone perchè automaticamente dobbiamo prenderne altre tre, e poi altre tre ancora. Non riusciamo a liberarci del mostro che colpevolmente abbiamo creato, e finchè non ci sarà il "nuovo" partito con i suoi "nuovi" sistemi, non ci resta che usare i "vecchi": organi composti col bilancino, quote e quant'altro. Vi diamo in mano un nuovo partito con regole nuove: visto che non riusciamo a cambiarci, cambiateci voi".
Ci riusciranno? Ci riusciremo? Non lo so. So, però, che è un tentativo e - al momento - nella politica italiana mi sembra anche l'unico. Se non è così, correggetemi: ditemi quante donne fanno parte dell'esecutivo dei Verdi (ve lo dico io: nessuna), ditemi quanti quanti under 40 fanno parte dei promotori di Sinistra Democratica (ve lo dico io: sempre nessuno), ditemi quanto è snello il Comitato Centrale dei Comunisti Italiani (ve lo dico io: sono 400) o quello di Rifondazione, dove abbiamo sei correnti in un partito dal sei per cento (a voi il rapporto), eccetera. E ditemi quale è il loro tentativo per cambiare tutto questo, visto che io non ne vedo.