venerdì, giugno 15, 2007

Intercettazioni (di luigi Verducci)

Ho letto e riletto le intercettazioni di Fassino e di D'Alema. Le ho lette con un pensiero ben preciso che mi girava per la testa. Io sono iscritto ai Ds, faccio il segretario di una piccola sezione e partecipo attivamente della vita del partito proponendo iniziative, organizzando Feste e convegni, facendo le tessere. Quindi io sono uno di quelli che più di tutti ha diritto a protestare verso quei dirigenti che non si dimostrano più all'altezza di rappresentare il mio partito. Più dei vari giornalisti di protesta e dei comici d'assalto, molto più. Con questo spirito ho letto le intercettazioni.
Queste sono le conclusioni a cui sono arrivato:

1 - Dalle telefonate emerge che i vertici dei DS vedevano favorevolmente la scalata della BNL da parte dell'UNIPOL, insomma usando il linguaggio giornalistico "facevano il tifo per l'UNIPOL";
2 - Oltre al tifo, non ho letto niente che potesse far pensare ad un intervento di Fassino e D'alema per alterare le regole di mercato a favore dell'UNIPOL (la pressione più semplice, come scrive Nicola Cacace oggi sull'Unità, sarebbe stata quella di spingere il Monte dei Paschi di Siena, Banca considerata vicina alla sinistra ed azionista di BNL, a cooperare con l'UNIPOL per l'OPA alla BNL. Ma tutto ciò non è avvenuto).
3 - L'UNIPOL è il gruppo assicurativo delle Coop;
4 - Le Cooperative rispetto alle imprese di capitali (cioè qualsiasi azienda) hanno due caratteristiche di non poco conto: non possono delocalizzare (sono quindi legate al proprio territorio); non distribuiscono i dividendi a fine anno, ma li investono per l'azienda (il loro obiettivo non è quindi l'arricchimento degli azionisti, ma la salute dell'azienda e quindi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro, oggi e nel futuro);
5 - Io sono di sinistra e mi riconosco in queste due caratteristiche delle imprese cooperative, le considero caratteristiche di civiltà e che, se fossero più diffuse, potrebbero cambiare il volto del nostro capitalismo.
6 - Sulla base di queste rifessioni pure io avrei tifato per l'UNIPOL, a patto che tutto avvenisse nelle regole.

A questo punto io mi chiedo, accusiamo Fassino e D'Alema perchè le intercettazioni dimostrano che hanno violato le regole favorendo con il loro peso politico la scalata dell'UNIPOL alla BNL? Bene, non meritano più di rappresentarci politicamente.
Ma qui stiamo accusando Fassino e D'Alema di tifare per il metodo cooperativo, è di questo che parlano le intercettazioni ed è di questo che si scandalizzano i giornali quando parlano dell'interesse dei DS per le Banche.

Se mi sbaglio dimostratemi il contrario, se non mi sbaglio dovrei protestare perchè mi accorgo che i dirigenti del mio partito condividono i miei stessi valori?
Solo un appunto io farei a Fassino e D'Alema: dovevano e devono (perchè questo secondo me dobbiamo fare) accompagnare il tifo per il metodo cooperativo con una azione forte ed efficace di riforma del "giocattolo finanziario" italiano, fatto di scatole cinesi e patti di sindacato (vedi il caso Telecom).

1 commento:

Spartacus Quirinus ha detto...

Una curiosità perché sicuramente non puoi saperlo: a Roma, tra gli agenti Unipol negli anni 70, c'è stato un Verducci, segretario della sezione PCI della borgata Alessandrina.
Grazie di essere passato dalle mie parti e contraccambio il parere favorevole sul tuo post. Dici meglio di me quello che ho cercato di spiegare anch'io.