domenica, ottobre 28, 2007

sabato, ottobre 27, 2007

Pd, l'assemblea in diretta

"Noi abbiamo deciso di dar vita ad un partito e di chiamarlo “democratico” in una fase storica nella quale si va diffondendo il dubbio sulla plausibilità stessa di una visione umanistica della politica: è ancora possibile, ci si chiede da molte parti, dinanzi a fenomeni di proporzioni così gigantesche, che essi siano dominabili dalla libera volontà delle donne e degli uomini che abitano il pianeta e dunque siano, almeno entro certi limiti, oggetto di discussione e decisione democratica?

Molti sono gli elementi di fatto che spingono a rispondere di no. E infatti molti parlano e scrivono, non senza argomenti dalla loro parte, di fine della democrazia, della politica, perfino della storia. Di tramonto dell’illusione umanistica, travolta dall’impersonale materialità di meccanismi globali ingovernabili.

Ma proprio la radicalità della sfida che sta dinanzi a noi, ci dice quanto ambizioso e tutt’altro che “leggero” sia osare definirci “democratici”. Non si tratta di un’identità residuale, ottenuta per sottrazione di aggettivi qualificativi: liberale, socialista, cristiano.

Si tratta al contrario di fare i conti con la vera questione, intellettuale e morale, del nostro tempo, alla quale pur provenendo da storie diverse, e anzi valorizzando ciò che è vivo di ognuna delle culture che abbiamo alle spalle e delle tante contaminazioni alle quale esse hanno dato vita, intendiamo dare una risposta comune: noi, i democratici, crediamo nella possibilità di un governo umanistico delle grandi sfide del nostro tempo e per questo intendiamo impegnarci con tutte le nostre forze e costruire le necessarie alleanze in Europa e nel mondo" (Walter Veltroni all'Assemblea Costituente Nazionale del Pd).

giovedì, ottobre 25, 2007

Basta con il tira e molla!

Primarie. I risultati di Servigliano


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P..S. Questo post è soprattutto per Nadia, che da due settimane mi chiede i risultati precisi delle Primarie a Servigliano. Eccoli...a proposito, i grafici dei risultati di Filottrano?

domenica, ottobre 21, 2007

La Storia para para (di Pasquino Fornari)

A partire da oggi, ogni domenica, pubblicheremo un capitolo della "Storia para para". Un modo simpatico di ripercorrere la storia dell'uomo dal Big Bang ai giorni nostri. In attesa che abbia una pubblicazione più adeguata, ringraziamo Pasquino Fornari per averci autorizzato a pubblicare la sua Storia.
Buona lettura.

PARTE 1 (Clicca qui per leggere)
PARTE 2 (Clicca qui per leggere)

Su questo, si, può anche cadere il governo

Su questo, per me, può anche cadere il governo.
Perchè il senso di molte battaglie fatte fino adesso, in questo anno e mezzo, era proprio quello di ristabilire le regole:
in campo istituzionale (con la paziente ricerca di riforme non di parte), fiscale (con il deciso impegno nella lotta all'evasione), lavorativo (con l'azione contro il lavoro nero), ecc...
E poi il Partito Democratico non nasce proprio per rafforzare la democrazia ed i suoi "meccanismi di garanzia"?

Per questo riporto quanto scritto oggi su Repubblica da D'Avanzo:
"Ora che il "caso De Magistris" (o il "caso Prodi/Mastella"?) precipita verso un punto critico, è indispensabile che questo affare diventi finalmente, e nel mondo più rapido, trasparente. Che tutti i comportamenti, le responsabilità, gli usi e i soprusi siano squadernati in pubblico, possano essere verificati e, se necessario, presto corretti nel rispetto delle regole democratiche che assegnano a ciascuno degli attori ruolo e doveri.

Il governo governi senza condizionare l'autonomia della magistratura (se Mastella teme di cadere in tentazione, gli si assegni un altro incarico nell'esecutivo). Il pubblico ministero eserciti l'azione penale nel rispetto delle costrizioni procedurali (il Consiglio superiore ne verifichi l'ossequio, subito non in dicembre). Le gerarchie togate evitino ogni soggezione, rispettino i codici, non manipolino le procedure (la procura generale di Catanzaro receda dalla sua dissennata iniziativa).

Il presidente della Repubblica sia, come sempre è stato, il garante della Costituzione e dell'eguaglianza del cittadino dinanzi alla legge. Non c'è più spazio per il compromesso, la tolleranza, la furbizia. A meno di non voler cadere in quell'incubo che sembrava alla spalle con la sconfitta del cattivissimo Silvio Berlusconi" (Clicca qui per leggere tutto)

sabato, ottobre 20, 2007

Storia di ordinaria "patologia politica" (di Luigi Verducci)

Venerdi 12 ottobre il Consiglio dei Ministri approva e manda all'esame del parlamento il testo di riforma dell'editoria.
Ne dà notizia Repubblica.it sottolineando che il testo rischia di far rientrare come normale "attività editoriale" anche i siti e i blog. Bebbe Grillo si attiva accusando il governo di voler tappare la bocca alla rete, facendo sottintendere che per colpa del suo blog (perchè è lui che si vuole colpire) dovranno chiudere tutti.
A questo punto interviene il Ministro Di Pietro "vantandosi" di aver votato un testo che non aveva nemmeno letto (sic!); dichiara che è una legge liberticida e che è pronto a far cadere il governo mettendo in dubbio l'appoggio dell'IDV.

Quindi abbiamo un Ministro che vota qualcosa senza sapere cos'è, poi però quando scoppia un caso sul merito di quanto votato, invece di capire cosa è successo e chiedere delle modifiche che rendano più esplicito il riferimento all'attività di informazione di tipo professionale (escludendo dalla normativa tutti i blog come questo), cavalca l'onda della protesta facendosi paladino della libertà contro un governo "che vuole mettere sotto tutela la rete".

Ci meritiamo un Ministro che per una manciata di voti in più alle prossime elezioni cavalca appena può l'impopolarità del governo di cui fa parte, anche su questioni votate pure da lui?

Per tornare al cuore della faccenda, secondo me, le evoluzioni possono essere due:

1. In parlamento, come credo che sarebbe comunque avvenuto, verrà modificato il testo distinguendo in maniera chiara ciò che è l'informazione professionale dal semplice sito o blog amatoriale (d'altronde già il testo parla di attività svolta in maniera quotidiana o comunque periodica, caratteristica dell'attività svolta in maniera professionale);

2. Verrà messo da parte e non si parlerà più di un testo pensato per evitare i monopoli editoriali e per favorire la pluralità dell'informazione (e questo grazie all'intervento di chi gioca a fare il "paladino della libertà")

martedì, ottobre 16, 2007

Donadoni censurato

"Sono bloccato in ritiro, altrimenti sarei andato". E' la vigilia di Italia-Georgia. Ai microfoni di Enrico Varriale, inviato di Rai Sport, il ct della Nazionale Donadoni spiega che avrebbe votato alle primarie del Pd se solo avesse potuto. Ma i telespettatori del Tg2, quando il servizio va in onda sabato 13, non possono sentire né la domanda del giornalista né la risposta di Donadoni. Perché il direttore del Tg2 Mauro Mazza le taglia entrambe, prima della messa in onda (Fonte: La repubblica ).
E c'è chi sminuisce il risultato del PD dicendo che è stato appoggiato da un tam tam senza precedenti di tutti i media.

venerdì, ottobre 12, 2007

A lunedi (di Luigi Verducci)

E' legittimo che i dubbi siano tanti, perchè stiamo costruendo qualcosa che non ha riferimenti nel passato; così come è facile il ruolo di chi sta alla finestra a criticare tutte le più piccole (o a volte grandi) incoerenze del percorso che ci sta portando al Pd.
A questo punto, alla vigilia dei due giorni (anzi si comincia stasera con il volantinaggio in piazza a Servigliano) che passerò immerso nella nuova avventura, la frase che più spesso mi torna in mente e che mi sembra più adatta a descrivere ciò in cui siamo impegnati, è legata ad un evento di 500 anni fa: "Por mi es un otro Mundo".

giovedì, ottobre 11, 2007

sabato, ottobre 06, 2007

Domenica 7 ottobre



Domani faremo due banchetti in vista del 14 ottobre, per spiegare COSA, QUANDO, DOVE e CHI (tutti) può votare alle Primarie del Partito Democratico.
Ci metteremo in Piazza Roma a Servigliano e a Curetta (nella piazza davanti alla Chiesa), se siete in zona fermatevi!

Caro Santoro (di Luigi Verducci)

Caro Santoro, una delle mie prime "esperienze politiche" è avvenuta nel salone di casa, quando in rigoroso silenzio tutta la famiglia si riuniva per vedere Samarcanda. Non posso però guardare con occhi rivolti al passato quanto lei fa oggi nel presente. Anzi avrei anche la curiosità di riandarmi a vedere quelle vecchie puntate per capire che giudizio ne darei oggi. Fatto sta che dopo la sua ultima puntata di Annozero mi chiedo: Chi vuole difendere l'autonomia della Giustizia (e io sono contrario ai provvedimenti di Mastella sul caso De Magistris) organizza una puntata come lei ha fatto l'altra sera? Sono completamente d'accordo con Giuseppe D'Avanzo: "Un potere che schiaccia un magistrato e un magisrato che non si cura delle procedure, sono due aspetti della stessa barbarie" (Clicca qui per leggere tutto l'articolo di D'Avanzo ). Davvero siamo arrivati al punto di confondere l'informazione con la voglia di spingere gli animi delle persone al peggio, al non rispetto delle regole e alla voglia di risolvere tutto in "fretta e alla spiccia"? Stranamente questa voglia di saltare le regole per andare alla sostanza si avvicina molto alla voglia di quanti hanno "assalito" il Tribunale di Ascoli chiedendo "giustizia" allo slogan di "Te la facciamo pagare noi prima o poi". Vorrei una giusizia indipendente dai politici, così come dalle piazze (televisive e reali). E' troppo?

lunedì, ottobre 01, 2007

Non perdete la fiducia (di Walter Veltroni)

Non facciamo caso sempre e solo alle cose negative - anche questo è un nostro antico vizio - ed apprezziamo di più quel che riusciamo a fare, anche se costa fatica, anche se porta via tempo e fa perdere un po' dello slancio iniziale. Vale per il governo, che certo è penalizzato da troppe polemiche e contrasti che ne appannano l'immagine, ma ha appena raggiunto l'accordo su una finanziaria che prosegue il percorso di risanamento dei conti pubblici, che ridistribuisce e sostiene i più deboli, che incentiva le imprese e lo sviluppo, e in quest'anno e mezzo ha portato avanti un'opera di risanamento finanziario che oggi fa rispettare all'Italia i parametri europei, ha rotto un lungo immobilismo con le liberalizzazioni e l'apertura dei mercati, ha restituito credibilità all'Italia sia in sede politico-istituzionale che in sede economica. E vale, cosa che mi riguarda direttamente, per il cammino del Partito democratico.
Quando mai è successo nella nostra storia, e mi riferisco all'intera storia italiana, che un partito nascesse non per scissione, non dopo una spaccatura, ma per unione, per una volontà d'incontro sancita per giunta da centinaia di migliaia di persone? Il Pd nasce così. Nasce unendo, e nasce per unire. Clicca qui per leggere tutto l'articolo.