sabato, dicembre 29, 2007

Buon 2008 a tutti

In un anno e mezzo l'Italia ha risanato il suo bilancio. Si può continuare a storcere il naso sulla qualità di alcune misure adottate, sulla carenza di tagli definitivi nei grandi capitoli strutturali della spesa pubblica, sull'insostenibile pesantezza del "saio fiscale" imposto ai contribuenti. Si può ripetere che la Finanziaria dell'anno scorso è stata troppo vessatoria, e che quella di quest'anno è stata troppo rinunciataria. Ma quello che oggi conta, al di là della debolezza permanente del messaggio mediatico, è la forza sorprendente del risultato aritmetico. Nel 2007 il deficit pubblico scende sotto al 2% del Pil, contro una stima iniziale del 2,8%: partiva dal 3,3%, ereditato dal governo Berlusconi. Il debito pubblico cala al 104,6% dal 106,8% della precedente legislatura, quando aveva raggiunto quota 1.575 miliardi, quasi 27 mila euro per ogni cittadino. L'avanzo primario cresce al 3%, contro lo 0 degli ultimi lasciti tremontiani. La spesa pubblica scende al 49,2%, e quella primaria cala addirittura al 44,4%. Persino la pressione fiscale si riduce dal 43,1 al 42,9%. E poco, ma è meglio di niente. (...) L'esecutivo ha fatto molti errori, e persino alcuni danni. (...) Ma se anche cadesse domattina, le cifre del risanamento basterebbero a dimostrare che sulla politica economica Padoa-Schioppa ha fatto quello che doveva, pur giocando nell'unica "squadra" d'Europa che schiera non uno ma addirittura due partiti comunisti. E basterebbero a dimostrare che Prodi non ha governato inutilmente.

Massimo Giannini - La repubblica

lunedì, dicembre 24, 2007

sabato, dicembre 22, 2007

Salviamo la democrazia, distruggiamo i partiti


La politica italiana è in un evidente circolo vizioso. Giornali e televisioni ce ne forniscono infiniti ed approfonditi dettagli, ma non mi sembra che si pongano il problema chiave: Come “spezzare” il circolo vizioso?
Spezzare è la parola più appropriata, perché si tratta proprio di forzare uno degli elementi del circolo fino a provocarne la rottura. Un'azione "traumatica" dunque, ma quale?
L’unica soluzione prospettata, anche se da più parti (penso alle inchieste di Iacona, alle urla di Grillo, agli articoli di Travaglio, Beha e compagnia bella), è quella di “distruggere” i partiti. Singoli candidati, appoggiati da liste civiche nazionali e locali, saranno la salvezza della nostra democrazia.
E’ una soluzione che spezza il circolo vizioso? Vediamo.
Distruggere i partiti significa fare a meno di un organismo che collega persone che condividono lo stesso progetto e la stessa visione della società. Persone che in forza di quella visione comune "agiscono" a livello nazionale e locale. Persone che possono anche non conoscersi, ma che si sentono legate l'un l'altra.
Distruggere i partiti significa rafforzare una tendenza in atto da tempo: passare dai progetti comuni alla "faccia" dei singoli politici (basta guardare quanti partiti hanno nel simbolo il nome del leader).
La proposta di distruggere i partiti è un'azione che si connette al circolo vizioso, ma non lo spezza, lo rafforza.
Avanti con altre soluzioni!

giovedì, dicembre 20, 2007

Ora costruiamo il Pd in tutto il Paese

Bisogna decidere la data dell'assemblea di Servigliano. In ogni caso, ormai si farà a Gennaio.
CLICCA SULL'IMMAGINE PER LEGGERE IL VOLANTINO

P.S. Il 25 Gennaio ci sarà a Firenze la prima iniziativa nazionale del PD. Tema scelto: l'ambiente.

sabato, dicembre 15, 2007

4. La Storia Para Para. L'Antica Grecia (di Pasquino Fornari)

Saltiamo un capitolo della "Storia para para" e arriviamo direttamente all'Antica Grecia.
Pubblichiamo anche alcuni commenti apparsi qua e là per il web.
Buona lettura!

“Una necessaria revisione del passato che finalmente pone fine al dominio di una certa cultura storica. Farei adottare 'La Storia Para Para' come libro di testo per le scuole di ogni ordine e grado.”
Pierferdinando Casini (www.pierferdy.it)


“Solo leggendo questo libro possiamo comprendere davvero le nostre origini.”
The Wall Street Journal (www.ilgiornaledelmurostretto.com)


“Ma Pasquino Fornari che se fuma prima de scrive 'ste cose?”
Radio Palazzo Monti

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martedì, dicembre 04, 2007

Lo stratega

Bertinotti ha parlato: Il centrosinistra ha fallito. Il governo non ha fatto niente per i più deboli (salariati e precari). Il PD ha cambiato tutto. Il sistema proporzionale permetterà a Rifondazione di avere le mani libere e di sviluppare un progetto autonomo.

Mi chiedo, l'Unione è (anche) Rifondazione? Il governo è (anche) Rifondazione? Mi sembra di capire che il leader storico di Rifondazione voglia chiamarsi fuori (insomma... ce sta a prova')

Allora tutti possiamo chiamarci fuori. Comincio io, poi, se volete, liberatevi anche voi.

Cosa ha fatto Rifondazione per i deboli?
Mi ricordo qualche mese fa un vivace dibattito su come migliorare i servizi pubblici (dagli ospedali, alle scuole, ai ministeri...). Ospedali più efficienti non significa andare incontro ai più deboli? Premiare il merito e valutare il servizio a partire dalla soddisfazione di chi lo usufruisce non era un buon punto di partenza per ridare slancio al "comparto pubblico"? Dov'era Rifondazione su queste battaglie?

L'intervista del Berti mi stimola questa domanda: In base a cosa devo valutare se questo governo ha fallito o no?
Faccio solo un esempio.Nel protocollo sul Welfare, grazie a cui Rifondazione ha capito che non si stava facendo niente per i più deboli, c'è scritto che occorrono meccanismi di garanzia per le pensioni di chi ha avuto lavori precari e frammentati, ipotizzando che le pensioni non possano essere inferiori al 60% dell'ultima retribuzione percepita. Evidentemente cose da ricchi!