sabato, dicembre 22, 2007

Salviamo la democrazia, distruggiamo i partiti


La politica italiana è in un evidente circolo vizioso. Giornali e televisioni ce ne forniscono infiniti ed approfonditi dettagli, ma non mi sembra che si pongano il problema chiave: Come “spezzare” il circolo vizioso?
Spezzare è la parola più appropriata, perché si tratta proprio di forzare uno degli elementi del circolo fino a provocarne la rottura. Un'azione "traumatica" dunque, ma quale?
L’unica soluzione prospettata, anche se da più parti (penso alle inchieste di Iacona, alle urla di Grillo, agli articoli di Travaglio, Beha e compagnia bella), è quella di “distruggere” i partiti. Singoli candidati, appoggiati da liste civiche nazionali e locali, saranno la salvezza della nostra democrazia.
E’ una soluzione che spezza il circolo vizioso? Vediamo.
Distruggere i partiti significa fare a meno di un organismo che collega persone che condividono lo stesso progetto e la stessa visione della società. Persone che in forza di quella visione comune "agiscono" a livello nazionale e locale. Persone che possono anche non conoscersi, ma che si sentono legate l'un l'altra.
Distruggere i partiti significa rafforzare una tendenza in atto da tempo: passare dai progetti comuni alla "faccia" dei singoli politici (basta guardare quanti partiti hanno nel simbolo il nome del leader).
La proposta di distruggere i partiti è un'azione che si connette al circolo vizioso, ma non lo spezza, lo rafforza.
Avanti con altre soluzioni!

1 commento:

Nadia ha detto...

diceva Peppa, la mia saggia prof d'italiano: gli italiani ancora aspettano il salvatore: quella persona dal carisma in grado di salvare il paese.

ecco il successo dei partiti - persona: affidarsi a qualcuno per non avere il coraggio e la voglia di impegnarsi di fare ognuno il proprio dovere.

e come dice il vecchio detto popolare:
aspetta e spera.....