martedì, dicembre 23, 2008

Scusate per il lungo periodo di assenza, ma un problema tecnico (diciamo che il computer è svampato) mi ha bloccato.
Vista la data, BUON NATALE A TUTTI!

domenica, novembre 16, 2008

Primarie del Fermano - domenica 23 novembre si vota

Per la prima volta il candidato del PD alla presidenza della Provincia sarà scelto con il meccanismo delle Primarie.
In due hanno presentato la loro candidatura: Renzo Offidani e Alvaro Cesaroni.

RENZO OFFIDANI
Nato a Sant'Elpidio a Mare (AP) il 20-12-1947, ha un figlio di nome Alessandro, vive e risiede a Sant'Elpidio a Mare. Tra gli incarichi ricoperti:
Dal 1975 al 1990 consigliere comunale a Sant'Elpidio a Mare ricoprendo, in diversi mandati, l'incarico di vice sindaco e di assessore; nel 1990 viene eletto Sindaco e resta alla guida del comune fino al 2004 .
Dal 2004 assessore della Provincia di Ascoli Piceno con deleghe al Bilancio, Finanze, Infrastrutture per la Mobilità, Viabilità, Progetti Settore calzaturiero, Problematiche connesse all'istituzione della Provincia del Fermano.
Membro dell'Assemblea provinciale del Partito Democratico



ALVARO CESARONI
Nato a Comunanza (AP) il 16-05-1948, è sposato con due figli, vive e risiede a Fermo. Tra gli incarichi ricoperti:
Consigliere Comunale Comunanza.
Delegato Consiglio di Fabbrica Olivetti - Ivrea.
Membro Direzione Provinciale CGIL - Rieti.
Presidente del Cda della Società "Sapienza" Fermo.
Presidente del Cda di "Tecnomarche - Parco Scientifico e Tecnologico delle Marche".
Presidente Unione Industriali del Fermano.
Vice Presidente di Confindustria Marche.
Presidente di Sigma S.p.A..
Membro dell'Assemblea provinciale del Partito

A Servigliano si vota nella sede del circolo, lungo la Circonvallazione (di fronte al Cinema)

martedì, novembre 11, 2008

CARINERIE...


Berlusconi ha passato giorni a dire che gran parte del mondo è imbecille. Dove per imbecille si intende chiunque non abbia capito che le sue frasi su Barak Obama sono delle "carinerie assolute".
Ma vediamo di che carinerie si tratta.
Parlando del nuovo presidente americano Berlusconi prima si dice pronto a dispensare consigli e poi sottolinea che ha tutto
perché è "giovane, bello ed anche abbronzato".
Cosa ci dice il nostro premier e cosa dice al mondo?
Che non ritiene ammissibile che un uomo più "importante" di lui sia nero.
La cosa gli appare talmente inconcepibile che prima lo sminuisce dicendo che farebbe bene ad andare a ripetizioni da lui, Grande Saggio Bianco, e poi si consola dicendo che tutto sommato il nuovo presidente non è nero, al massimo è abbronzato. Insomma Berlusconi non riesce ad accettare che un nero sia il nuovo presidente americano e carinamente gli dice che lo considera un bianco un pò abbronzato. Un grande complimento, come ha sottolineato più volte per difendersi dagli imbecilli.
Si rassegni Berlusconi. Il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America è nero, si chiama Barak Obama e probabilmente sarà lui a dare consigli al Grande Saggio Bianco. Haug!

Luigi

P.S. Not in my name

mercoledì, novembre 05, 2008

martedì, ottobre 28, 2008

Pensiero positivo



Alunni, studenti, maestre, professori, genitori, padri, madri. Insieme per la scuola e il futuro di tutti noi.
L'Italia è ancora viva.

PD: 10 Proposte per l'Università

domenica, ottobre 19, 2008

Vecchi al governo


"La posizione del governo italiano rischia di trascinare l'Europa verso l'abisso. Berlusconi ha lo sguardo volto al passato, vede e pensa alla vecchia economia: ma su quella strada non c'è scampo perché la crisi ha una dimensione non affrontabile con i parametri tradizionali. Per salvarsi bisogna innovare, rilanciare, scommettere sul futuro... Ma le conoscono le proiezioni? In Europa le fonti rinnovabili creeranno un milione di nuovi posti di lavoro. Senza calcolare la crescita negli altri pilastri della terza rivoluzione industriale: l'edilizia avanzata, l'idrogeno, le reti intelligenti". (Jeremy Rifkin, economista)

venerdì, ottobre 17, 2008

E' nata YOUDEM.TV


YouDem è visibile con decoder ed abbonamento SKY e con ricevitore satellitare free.

Per sintonizzarsi su YouDem, il canale del decoder SKY: 813

Per sintonizzare il decoder non-SKY utilizzare le seguenti impostazioni:

Hotbird 7a - 13° est
Trapsonder: 18
Frequenza: 11.538 MHz
FEQ: 5/6
Polarizzazione: Verticale
Symbol rate: 22.000 Mbauds
Nome canale: YouDem

mercoledì, ottobre 08, 2008

Disgusto (di Luigi Verducci)


“Sensazione che offende il senso del gusto; nausea, ripugnanza” e ancora “Ripugnanza morale, senso di fastidio, di avversione, di intolleranza”. Fin qui la definizione di disgusto. Mi sembra proprio il sentimento più appropriato alla situazione che stiamo vivendo. La crisi economica è mondiale e non ho nessuna intenzione di ridurla a questione interna italiana o a lotta tra schieramenti politici. Eppure… provo disgusto per la sequela di dichiarazioni che ci stanno regalando gli esponenti del centrodestra in questi giorni. A cominciare da Tremonti che di colpo è diventato un “no global” e si è messo a fare i sermoni sull’etica.
Continua a ripetere che aveva previsto tutto nei suoi libri e ci delizia con giochi di parole tipo “è la fine del principio” per profetizzare che le cose peggioreranno. Ora io non ho letto i suoi libri illuminati, però 2 + 2 riesco ancora a farlo e allora vi propongo un quiz:

Chi ha introdotto in Italia termini come cartolarizzazione (*) e finanza creativa?

Ammetto l’ignoranza, ma io ho appreso dell’esistenza di queste parole tra il 2000 e il 2006, dalla boccuccia geniale del ministro Tremonti.
Proprio quello che ha cercato di cartolarizzare il colosseo (ve la ricordate Patrimonio s.p.a.?) adesso non perde occasione per dire che lui lo diceva che il mondo non poteva andare avanti impunemente affidandosi alla finanza “poco seria”. Lui? Proprio lui? Il nostro genietto tutto italiano?
DISGUSTO!


*Molti commentatori (vedi Alberto Ronchey sul corriere di oggi) fanno risalire la crisi attuale al sistema delle cartolarizzazioni.

sabato, ottobre 04, 2008

Vero, falso, Boh!

Marina Berlusconi sta per entrare nel consiglio di amministrazione di Mediobanca, che è la più importante banca d'affari italiana. In pratica in Italia non si muove niente senza il suo OK e i suoi soldi. D'altronde Fininvest e Mediolanum sono già azionisti di Mediobanca per circa il 6%. Durante l'ultima campagna elettorale, in una discussione politica da treno un mio amico conclude deciso che voterà centrodestra, perché il centrosinistra è il "partito" delle banche. L'affermazione mi stupisce e gli chiedo spiegazioni. Non ho avuto risposta, a meno da non considerare una risposta "Ma come, lo sanno tutti... l'ha detto anche Tremonti!"
Di Mediobanca fanno parte le più importanti banche del nostro paese (tipo Unicredit) e chi stà nel consiglio di amministrazione ha il compito di difenderne gli interessi. Ora io capisco che Berlusconi è noto per la sua capacità di separare interessi privati da quelli pubblici (e infatti proprio l'altro giorno ha detto che ci pensa lui a difendere le banche con i soldi pubblici), ma proprio non riesco a capire come B. e compagni riescano a stravolgere la realtà anche contro la più macroscopica delle evidenze.

sabato, settembre 20, 2008

A scuola con entusiasmo


E’ un’esperienza che viviamo tutti gli anni, nelle medie, il primo giorno di scuola.
Ragazzini e ragazzine si affollano nell’atrio, in attesa che suoni la campana per l’inizio delle lezioni, pieni di speranza, carichi di domande, pronti a scoprire e a far propri mondi nuovi. Nei loro occhi si legge tutta la voglia di esserci, brillano le aspettative. Appare qua e là qualche broncio, affiorano titubanze, perché l’amico del cuore è in altra classe, perché non si è ritrovata la compagna di giochi e di passeggiate, perché chissà come saranno i professori. Sono attimi, però. Il sentirsi “grandi”, il desiderio di fare proprie realtà nuove sono più forti di tutto.
Ci si chiede cosa fare perché l’entusiasmo non si attenui e non si perda per strada, perché non si appanni un po’ alla volta la luce degli occhi, perché lo studio, in classe e a casa, non diventi un peso da evitare, le ore non si carichino di noia da interrompere con richieste sempre più frequenti di uscire dall’aula, con matite che in continuazione cadono sul pavimento, con sgambetti ai compagni che passano… La sfida, giorno dopo giorno, è far crescere la voglia di cercare. Lo studio è ricerca, è scoperta. Coltivare la fantasia di adolescenti e di giovani, sollecitare e dare espressione alle potenzialità creative e propositive. Pochi margini restano oggi in questi ambiti, dall’infanzia in poi. Tutto è dato, tutto è confezionato. Gli spot rubano il piacere di seguire la narrazione, la banalizzano; i giochi elettronici cancellano il gusto della lettura. Fino a cinquanta-sessanta anni fa un bambino prendeva un sasso o un pezzo di legno e diceva “questa è una casa”, a un altro affidava la funzione di albero o di automobile. Inventava, creava. Il libro lo portava in mondi lontani; gli schiudeva orizzonti; diventava un amico cercato, indispensabile. Oggi queste risorse sono inaridite. Occorre averne consapevolezza e saperle recuperare, in forme diverse. Senza nostalgia.
L’Istat ha segnalato che nel volgere di sei-sette anni, tra 2000 e 2006, è crollata in Italia la percentuale dei quindicenni che hanno “una capacità di lettura alta”, mentre è cresciuto a dismisura il numero dei pari età che dispongono di una “capacità di lettura bassa”. Analfabetismo di ritorno, già al termine della scuola dell’obbligo. A queste condizioni, non abbiamo futuro. Ma non carichiamo l’istituzione scuola di responsabilità che non ha. Sono circa venti anni da quando un cantautore segnalava il professore di liceo che leggeva sempre la stessa pagina con lo stesso tono di voce. Ma non andremmo lontano se credessimo che il problema sia tutto qui. Ognuno deve fare la sua parte, in particolare Stato ed Enti locali, perché il professore “rinnovi” il tono di voce. E sgombriamo il campo da equivoci che negli ultimi anni si sono fatti strada. La scuola non è un’impresa, con la “i” grande o piccola che sia. Né in essa si può fare di tutto, ci si può disperdere nei rivoli di mille iniziative e di mille interessi. Superficialità e pressappochismo sono tra i mali peggiori. Missione centrale della scuola è, ancora oggi, istruire, educare, essere luogo privilegiato di trasmissione e di elaborazione di cultura, con un forte radicamento nel territorio di appartenenza. Noi poi, nel Fermano, abbiamo la fortuna di vivere in uno dei territori più belli, più ricchi di storia di arte, di cultura, più appassionanti…Leopardi e Licini ce lo ricordano. E non solo loro.
Infine, è di pochi giorni fa la proposta di un personaggio di rilevanza nazionale di abbattere il costo dei libri di testo (un problema reale!) con l’inserimento della pubblicità. Se ne sente proprio il bisogno che bambini e ragazzi siano inseguiti anche sui libri di scuola dalle immagini di merendine, di mostri, di zainetti griffati…
Carlo Verducci

giovedì, settembre 18, 2008

E' il format, amici telespettatori...


La domanda è questa:
Alitalia sta fallendo, la crescita dell'Italia è sottozero, i consumi diminuiscono, i prezzi sono fuori controllo (il petrolio è sceso sotto i 90 dollari al barile, ma la benzina costa come quando stava intorno ai 140) e su tutti aleggia una grande incertezza verso il futuro (che succede quando la banca dove ho tutti i risparmi fallisce, come sta avvenendo in America?)
Nonostante tutto ciò, Berlusconi nei sondaggi ha indici di popolarità "imbarazzanti", che vanno oltre il 60%.
Come è possibile?

Edmondo Berselli, sulla Repubblica di oggi, prova a dare una risposta. Che ne pensate? (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO)

venerdì, agosto 08, 2008

Oggi mi sento proprio semplificato


Finalmente abbiamo un governo che semplificherà la nostra vita! Nel decreto legge appena approvato (112 del 25 giugno 2008), oltre a tagli pesanti sui servizi pubblici (nota bene, servizi e non sprechi pubblici… è cosa diversa), è stato definito un percorso di semplificazione degli oneri amministrativi. Eccolo: il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione (Brunetta) e il ministro per la semplificazione normativa (Calderoni) provvedono, con proprio decreto, a definire le linee guida per la predisposizione dei piani di riduzione degli oneri amministrativi (senza trascurare la consultazione pubblica delle categorie e dei soggetti interessati). Poi i singoli ministri, di concerto con i ministri citati e sulla base delle linee guida di cui sopra, adottano i singoli piani di riduzione degli oneri amministrativi che, a loro volta confluiscono nel piano d’azione per la semplificazione e la qualità della regolazione che assicura la coerenza generale del processo nonché (udite, udite!) il raggiungimento dell’obiettivo finale. Questa semplice ed essenziale procedura è riportata nel decreto appena approvato sotto il muscolare titolo “taglia-oneri amministrativi”. Lo stesso articolo (precisamente il 25, così potete leggerlo dall’originale!) fissa al 2012 la conclusione della suddetta procedura. Non so voi, ma io mi sento già più semplificato!
Comunque già è molto che telegiornali, radio, megafoni per strada non abbiano strombazzato che il solo titolo “taglia-oneri amministrativi” ha avuto il magico effetto di ridurre del 25% le nostre leggi negli ultimi due-tre mesi. I precedenti in questo senso sono brillanti: il mitico effetto Brunetta, per esempio, che ha ridotto le assenze per malattia nella pubblica amministrazione prima ancora di essere approvato. Oppure passando al tema della sicurezza, il Giornale di ieri (6 agosto 2008) ha rivelato agli italiani che gli omicidi in Italia sono in calo e sono nettamente inferiori alla media europea (un dato già presentato un annetto fa dal precedente ministro degli interni, Amato, ma che evidentemente all’ora non era credibile). Se io fossi nell’ufficio stampa del governo non mi farei sfuggire l’opportunità di aver pensato un titolo geniale come “taglia-oneri amministrativi” e pubblicizzerei gli effetti che pure deve aver prodotto da qualche parte in giro per la penisola.

sabato, agosto 02, 2008

La scuola del Fermano


Quello che si temeva, si sta puntualmente verificando. La notizia è di qualche giorno fa. La gazzetta ufficiale pubblica la sede dei nuovi uffici delle neo province di Barletta, Fermo e Monza. Guarda caso, in quella di Fermo, contrariamente alle altre due, non è indicato l'Ufficio scolastico provinciale. Errore materiale? Dimenticanza? Decisione consapevole? Non è dato sapere, ancora. Il fatto, tuttavia, va ben al di là del semplice aspetto burocratico. Non perché questo non sia rilevante, ma perché chiama in causa questioni ben più importanti. Ne va di mezzo la funzionalità del sistema scolastico nella nuova provincia del Fermano, il ruolo che si attribuisce all'istruzione e all'educazione di bambini, adolescenti e giovani. Si fa un gran parlare di caduta dei valori, di problematiche e disagio di adolescenti e giovani. Poi si lascia fuori da ogni dibattito, dalle decisioni cosiddette più rilevanti, un settore così strategico per il futuro di questo territorio. Occorre che il mondo della scuola, e tutti coloro che ad esso sono in forme diverse interessati, riprendano le fila del confronto avviato lo scorso anno e pongano alcune priorità ineludibili: ambiti, tipologie e qualità dei servizi scolastici, valenza etica dei processi formativi, scuola e identità territoriale, scuola e sviluppo economico... su questi temi, nei prossimi giorni sarà formula una proposta, che verrà discussa a settembre, in una pubblica assemblea.
Carlo Verducci, Dirigente scolastico

martedì, luglio 22, 2008

Sul Pd e la sua identità


Non vorrei, come si dice in questi casi, "tirare per la giacchetta" un grande costituzionalista come Gustavo Zagrebelsky, ma a me sembra che nell'attuale (e purtroppo prolungato) momento di sbandamento post elettorale, questa sua frase semplice ed immediata contenga il progetto culturale, prima ancora che strettamente politico, intorno a cui si è costituito il PD:
"Si difende la Cosituzione anche, e soprattutto, con politiche rivolte a promuovere solidarietà e sicurezza, legalità e trasparenza, istruzione e cultura, fiducia e progetto: in una parola, legame sociale"
Ecco, utilizziamo la limpidezza di questa tensione culturale come bussola per orientare e valutare l'azione politica del Pd a tutti i livelli, nazionale e locale.

Per chi è interessato, ecco tutto l'articolo La costituzione ai tempi della democrazia autoritaria

sabato, luglio 12, 2008

PD, batti un colpo sul Decreto-Superciuk


Mettetevi nei miei panni. Lavoro nel settore pubblico da tre anni. So di essere fortunato per una serie di ragioni:
1. uno stipendio decente (soprattutto se paragonato a quello che avviene nel privato);
2. buone garanzie contrattuali (malattia, congedi parentali ecc…);
3. sicurezza per il futuro.
Per questo ho cercato sempre di fare al meglio il mio lavoro e di non lamentarmi. Insomma so che la situazione economica non è buona e che trovare lavoro è un’impresa (lo è stato anche per me per molti anni). Però, ad un certo punto, arrivano Berlusconi, Tremonti e Brunetta. Pensano bene che per far fronte all’inflazione (stimata già al 4%) devono punire i dipendenti pubblici. Non dico far funzionare meglio i servizi (sanità, scuola…), ma proprio punire. Ad esempio tagliando il salario accessorio. Il salario accessorio è quella parte dello stipendio che dipende dalla produttività del singolo lavoratore (anche se in molte organizzazioni, non la mia, viene dato “a pioggia”). Ho fratto un calcolo su di me. Da quest’anno perderò 1800 euro all’anno (nette, lorde sono di più) di stipendio.
La logica di ci governa è stringente. Per rendere efficiente l’amministrazione basta tagliare gli stipendi ai dipendenti. Ma dopo che mi è stato decurtato (e non di poco) lo stipendio, perché dovrei essere motivato a lavorare meglio e di più?
E per informarmi sulla batosta che mi hanno preparato devo sopportare la faccia del premier che campeggia sorridente sul sito del governo, dove è pubblicato il decreto Superciuk (vedi post precedente). Mi viene in mente la risposta data ad una disoccupata in campagna elettorale “mettiti con mio figlio che è miliardario”; e mi rendo sempre più conto che non era una battuta, ma un programma di governo.

lunedì, luglio 07, 2008

Salva l'Italia!

5 milioni di firme per dire no ad un governo che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni mentre l’Italia vive una pesante crisi e le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese.

"Salva l'Italia!”. S'intitola così la petizione che il Partito Democratico ha promosso e che partirà dal fine settimana per concludersi il 25 ottobre, in occasione della manifestazione nazionale indetta dal partito. La petizione ha al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo; la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni. “Salvare l'Italia, non il premier” è il titolo della parte istituzionale in cui si indicano problemi e provvedimenti presi a difesa degli interessi privati del presidente del Consiglio e non certo per aumentare la sicurezza.

martedì, luglio 01, 2008

Robin Hood o Superciuk?


Attenzione alle date.

Con l'intenzione di mettere sul tetto dei pannelli fotovoltaici, ad aprile 2008 sono andato ad informarmi per un mutuo. L'interesse (tasso fisso) era del 6,35%.

Il 10 Maggio Tremonti nella trasmissione di Lucia Annuziata, "In mezz'ora", avverte le banche che dovranno fare sacrifici.

Il 5 Giugno torno in banca (la stessa) ed il tasso di interesse è salito al 6,43%.

Per tutto giugno e fino al decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2208 Tremonti conferma che ci sarà un inasprimento fiscale per le banche tramite una "rimodulazione dell'imponibile".

Il 30 Giugno scopro che il tasso d'interesse in 20 giorni è schizzato al 6,56%.

Tremonti in questi mesi ha accostato i propri provvedimenti a Robin Hood che, come tutti sanno, rubava ai ricchi per dare ai poveri.
Secondo il Robin Hood de noantri chi pagherà quelle rate?
Non era più onesto se si paragonava al mitico Superciuk, che rubava ai poveri per dare ai ricchi?

P.S. Nel DPEF (Documento di Programmazione Economica e finanziaria) del governo è previsto che almeno fino al 2013 le tasse non caleranno. Alzi la mano chi ha notato la notizia sui giornali. Il giorno successivo alla notizia (il 25 giugno) ho consultato 16 prime pagine. Dal Giornale a Libero, dal Sole 24 ore al Corriere della Sera. L'informazione era riportata solo da La Repubblica e dal Mattino. Le tasse non fanno più notizia. Il mondo è proprio strano!

lunedì, giugno 23, 2008

Siamo dentro un film?


Verrebbe da chiedersi: "Quando arrivano i buoni a salvarci?"
In attesa di risposta due belle notizie da mettere in fila.
NOTIZIA NUMERO 1:
Entro l'estate il Polo Nord sarà senza ghiaccio.
L'ultima, allarmata valutazione è del National Geographic che sta seguendo, con un gruppo di ricercatori canadesi a bordo di un rompighiaccio, una missione scientifica in Artide. Secondo le valutazioni di questi ricercatori, i ghiacci che si trovano nelle immediate vicinanze del Polo Nord sarebbero molto giovani e dunque meno resistenti allo scioglimento: già al culmine di questa estate potremmo avere un Polo Nord libero dai ghiacci.
NOTIZIA NUMERO 2:
Si apre la partita al Polo
L'innalzamento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci artici aprono un nuovo scenario che dilata l'estensione dello spazio geopolitico del nostro pianeta.
Le poste in gioco principali sono le seguenti.
1)La caccia ai nuovi giacimenti energetici: si calcola che un quarto delle riserve mondiali di idrocarburi giaccia nei fondali artici.
2)L’apertura di nuove vie del commercio marittimo. Il mitico Passaggio a nord-ovest dovrebbe essere libero dai ghiacchi in un futuro non lontanissimo. Ad esempio, la rotta Yokohama-Rotterdam si ridurrebbe dalle attuali 11.200 miglia marine (via Suez) a circa 6.500.
3)In un contesto di maggiore insicurezza alimentare, la corsa alle riserve ittiche dell’Artico diventa strategica.

venerdì, giugno 20, 2008

Sulla carta "prepagata"

C'era una volta l'"elenco dei poveri". In ogni comune, un registro certificava le famiglie che, ufficialmente povere, avevano diritto di usufruire nel corso dell'anno di interventi assistenziali in denaro, generi alimentari, vestiario. Alla metà degli anni Settanta del secolo scorso, con l'affermazione di una visione di stato sociale moderna e rispettosa della dignità delle persone, fondata non più sul concetto di carità tradizionale, bensì su quello dei diritti di cittadinanza, con l'impegno a garantire a tutti le condizioni per una esistenza dignitosa, il sistema fu abrogato. Ritorna ora, con la carta "prepagata" del governo di centrodestra uscito vittorioso dalle ultime elezioni. Non un intervento organico sulle pensioni e sulle retribuzioni, come sarebbe necessario; ma, in cambio di circa 400 euro all'anno, i cittadini italiani saranno identificati come poveri quando vanno ad acquistare generi alimentari o a pagare qualche bolletta. Che l'aumento dei prezzi, senza precedenti e generalizzato, avvenuto negli ultimi mesi, abbia fatto esplodere le difficoltà di numerose famiglie, e che siano necessari al riguardo interventi appropriati da parte del governo nazionale, non vi è alcun dubbio. Sorprende, o forse no, che la strada individuata sia quella di passare sopra alla dignità delle persone e che queste debbano essere espropriate del diritto di decidere in proprio come utilizzare le risorse economiche a disposizione, tante o poche che siano.
Carlo Verducci

sabato, giugno 14, 2008

Incredibile!


Quello che sta avvenendo in Italia a me sembra sempre più incredibile.
Vengono chiamati i militari per proteggerci da rapine, furti, sequestri e via dicendo; intanto però viene vietato l'uso delle intercettazioni per contrastare rapine, furti, sequestri e via dicendo. Il bello è che non sono vietate solo le intercettazioni telefoniche, ma anche i filmati, i tabulati telefonici e le microspie. Tutti strumenti finora usati dalla polizia e che da domani (se il parlamento voterà il disegno di legge del governo) non potranno più utilizzare perché assimilati alle intercettazioni telefoniche. Altra chicca: se ascoltando una intercettazione (possibile solo per reati oltre i 10 anni di pena) si raccolgono prove per un reato diverso da quello per cui l'intercettazione telefonica era stata chiesta, chi sta indagando deve far finta di niente (qualunque sia il reato o la preparazione del reato) e bruciare tutto. Ora si che mi sento più sicuro

P.S. L'unica volta che ho visto militari pattugliare le strade è stato in Guatemala. Quando li vedevo arrivare con i fucili e le mimetiche ero preso dalla paura più che dalla "sicurezza" e capivo l'enorme differenza rispetto alla situazione in Italia.

mercoledì, giugno 11, 2008

Ritorniamo all'ambiente



Per un PD che riparta dall'ambiente, vi propongo la bella iniziativa di Cacciari a Venezia per sponsorizzare la bevuta "alla cannella" (vedi foto) e il link al blog del PD di Grottazzolina dove si è aperto un acceso dibattito sll'energia del futuro: Nucleare si, no o ni?

venerdì, giugno 06, 2008

Mio figlio è un angioletto!


Io non sono poi così vecchio, però su una cosa posso dire anch'io:"Ai miei tempi...". Parlo di scuola. Ai miei tempi se succedeva qualcosa (un brutto voto, un richiamo del professore, un'assenza sospetta, il rischio di una bocciatura...) si poteva star pur certi che non avremmo avuto le spalle coperte dalla famiglia; anzi, il peggio cominciava proprio in famiglia. E non parlo solo di me, perché per tutti (o quasi) sarebbe stato così. Contava andare bene a scuola, non ottenere un pezzo di carta stiracchiato e a tutti i costi. Oggi pare proprio che le cose si siano invertite e i figli, qualsiasi cosa facciano, sono difesi a spada tratta dai genitori. Come se il loro compito educativo si fosse ridotto a nascondere a se stessi e agli altri, e spesso contro ogni evidenza, la realtà delle cose. Che c'entra questo discorso adesso? Niente probabilmente, però mi è venuto in mente in questi giorni dopo la dichiarazione di Napolitano sulla responsabilità del Nord nell'emergenza rifiuti al Sud. Mettete in fila le dichiarazioni della Lega, di gran parte del PDL e dei giornali che vogliono "rappresentare" politicamente il NORD (come LIBERO ad esempio). Sembrava di ascoltare una madre che minimizza le marachelle del figlio "Ma avrà menato i compagni al massimo un paio di volte..." o un padre che urla al professore di turno "ma come si permette di parlare male di mio figlio, si rende conto, di mio figlio!". In tutti e due i casi, chi difende non vuole conoscere la realtà delle cose, ma difende a priori. La differenza è che i bamboccioni da difendere, in questo caso, sono omoni belli e grossi che di solito chiamiamo, con rispetto, imprenditori.

lunedì, giugno 02, 2008

2 giugno: perché vinca ancora la Repubblica


Ieri è stato ucciso Michele Orsi, il pentito che giovedì avrebbe dovuto deporre dinanzi al giudice per le indagini preliminari nel processo "Spartacus" sulla gestione dello smaltimento dei rifiuti


Riporto parte del commento di D'Avanzo sulla Repubblica di oggi:

"Il primo processo "Spartacus" (21 ergastoli, 844 anni di reclusione, 95 condanne per associazione mafiosa) li ha privati di ogni aura di invincibile impunità. Ne ha mostrato una debolezza che ha convinto un drappello di capi, sottocapi, assassini, imprenditori collusi o imprenditori vittime a raccontare quanto sapevano o a indicare i loro "carnefici" nel secondo processo "Spartacus". È una fragilità che oggi rende i "Casalesi" disperati e quindi più temibili. Prossimi, secondo alcuni investigatori, a fare anche un salto di qualità "stragista" o a colpire i magistrati più esposti in questa battaglia.

Lo Stato che, in questi giorni, sembra non disprezzare "l'uso della forza" per far rispettare decisioni non condivise sarà più credibile se quella forza la userà anche - e senza risparmio, con più uomini e più risorse - contro questo clan mafioso. A cominciare dalla "caccia" senza quartiere a Michele Zagaria e Antonio Iovine, gli uomini della diarchia che, come ha spiegato Roberto Saviano, reggono oggi le sorti e gli affari dell'organizzazione. Sono latitanti da dieci anni. È giunto il tempo che la loro fuga finisca"

venerdì, maggio 30, 2008

Giusto per capirci


Il nuovo governo ha abolito l'ICI sulla prima casa a tutti gli italiani. Sospiro di sollievo. Per onestà occorre però dire che il governo Prodi aveva già abolito l'ICI sulla prima casa per le abitazioni dal valore di 50000 (valore catastale, non commerciale... ed è una bella differenza). Una abolizione che riguardava il 40% degli italiani (quelli con redditi più bassi).
Ora l'abolizione è stata estesa a tutti (tranne per i castelli e roba del genere. Ma chi è che ha un castello come prima casa?). E' bene però valutare una misura in base a dove vengono presi i soldi per finanziarla. Bene, per abolire totalmente l'ICI (per la misura sugli straordinari e per l'ennesimo prestito all'Alitalia) sono stati stornati fondi già stanziati su varie voci, dal trasporto locale a quello per l'occupazione (165 milioni), dall'ammodernamento delle rete idrica nazionale a quello dedicato al recupero dei centri storici, dal fondo anti violenza per le donne a quello per l'inclusione sociale degli immigrati, da quello per l'abbattimento degli ecomostri a quello per il sostegno al trasporto ferroviario delle merci, fino al bonus per finanziare il cinema e al fondo per le aree sottoulizzate (500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009).
Infine, in periodo di allarme sicurezza, sorprende il taglio alle risorse destinate alla sicurezza stradale (17,5 miliardi di euro nel 2008, 25 miliardi nel 2009; 30 nel 2010; 49 nel 2011; 56 nel 2012 e 4 nel 2013) e per la costruzione del centro polifunzionale della Polizia di Stato previsto a Napoli.
Infine la chicca sul famoso ponte sullo stretto che verrà finanziato con le risorse destinate dal precedente governo alle nuove infrastrutture di Calabria e Sicilia. Insomma il ponte si farà, magari sarà un pò difficile arrivarci, ma si farà!


P.S. Per calcolare la rendita catastale c'è una formula abbastanza semplice, fate un fischio se vi interessa.

domenica, maggio 25, 2008

Tolleranza zero

In questi giorni si è presentato il nuovo Governo Berlusconi. Tutti sembrano più contenti.

Con B. è arrivata la tolleranza zero.

1 - Gli immigrati clandestini andranno tutti in carcere.
2 - Se un reato è commesso da un irregolare la mena sarà più alta di un terzo

In fin dei conti, se non parlassimo di cose che mettono in discussione i diritti di tutte le persone (di solito si punisce un reato, non una condizione soggettiva), anche io ho provato una certa soddisfazione nel vedere il nuovo governo in azione.
Qualche tempo fa, forse in maniera propagandistica, si diceva che era facile riconoscere la destra: forte con i deboli, debole con i forti.
In Italia ci sono molti stranieri che hanno un lavoro ma non sono regolari e per questo, senza necessità di commettere alcun reato, da oggi rischiano tutti i giorni di andare in carcere. Una sorta di carcere preventivo. In compenso c'è una rete che da 10 anni trasmette con le frequenze scippate ad un concorrente e tutti i giorni il governo cerca di trovare il modo per rendere legale la cosa. Forte con i deboli, ma debole con i forti, si diceva.
Ma vai a vedere che non era tutta propaganda?

Sul pacchetto sicurezza leggetevi quello che pensa Bruno Tinti, procuratore aggiunto presso la Procura di Torino

martedì, aprile 29, 2008

Pensieri disordinati di un lunedì mattina..

Stamattina non capisco se il gusto amaro che ho in bocca mi viene dai recenti esiti elettorali o dal probabile inizio del nostro ciclico periodo “masochistico” di analisi e riflessione sul voto… ma propendo più per questa seconda ipotesi.
Riflessioni ed analisi, il tutto, ovviamente, elevato all’ennesima potenza.
Il nostro DNA ci obbliga a non poterci permettere una valutazione troppo semplicistica o forse sempliciotta della attuale situazione socio – politica, del momento storico non tanto italiano quanto europeo e mondiale.
E’ troppo apolitico pensare che la sconfitta di Rutelli sia figlia della cosiddetta onda lunga del voto nazionale (entusiasmo dell’elettorato del PDL – demotivazione dell’elettorato PD) mista ai recenti fatti di cronaca che dovremmo sapere bene (e chi meglio di noi!!!) hanno un effetto immediato di gran lunga superiore ai risultati del “modello Roma”; non importa se i giornali americani restano basiti nel sentire i media che sbandierano il problema sicurezza dipingendo la capitale come territorio messo a ferro e fuoco da unni e barbari evidenziando come i numeri dicano che Roma non è mai stata così sicura.
Poco importa se Prodi risana i conti e trova un acquirente per Alitalia e bla bla bla.
Noi perdiamo e ci tuffiamo in “serie” riflessioni volte per la gran parte a livellare assetti interni delle varie correnti all’interno del partito (il tutto ovviamente ad uso e consumo dei media).
Il PD è giovane, gran parte della sua immagine si fonda sul suo stesso leader, l’unica cosa su cui deve concentrare il proprio operato è continuare il lavoro di radicamento nella società e resistere.
Questi ultimi decenni ci mostrano grandi mutamenti dell’assetto sociale e culturale del vecchio continente.
Immensi flussi di persone che si muovono, transitano, si insediano in nuove nazioni. Nazioni stesse che non esistono più altre che nascono, si dividono.
Di fronte a tali fenomeni le risposte dell’Unione Europea sono state (e sono tuttora) tardive.
Non risposte di chiusura, sarebbe utopistico, ma di regolamentazione e forse addirittura di facilitazione.
L’Italia, porto naturale dell’Europa viene attraversata da questo fenomeno che porta con se anche una minima parte di situazioni di pericolo.
Essere in tale contesto una forza riformista di centro sinistra implica dare risposte che vanno al di fuori della facile demagogia dei nostri avversari.
Gli italiani chiedono sicurezza e il centro destra la offre proponendo ricette (inapplicabili oltretutto) severe ma perfette da sbandierare in campagna elettorale tanto che, in fondo in fondo, anche una piccola parte dei nostri elettori, nel chiuso dell’urna, ha spostato all’ultimo istante la matita verso altri simboli, verso fiamme e guerrieri con la spada sguainata.
Noi siamo li, incuneati tra un elettorato che non tollera tali discorsi repressivi e l’ala opposta che chiede risposte sulla falsariga di quelle che possono permettersi di urlare i nostri avversari.
Abbiamo spazi di manovra ridotti ed un futuro immediato non facile dove l’unica ricetta è incassare, subire cercando di non dar nell’occhio con le smorfie date dal dolore dei colpi ricevuti.
In tutto ciò però chiediamo pietà… non fateci sentire di rese dei conti, della tal corrente che chiede più visibilità, della Margherita che vuol pesare più dei DS ecc. ecc. perché se pensiamo di aver subito abbastanza sottovalutiamo un altro ipotetico possibile ulteriore danno!! Tutte le persone avvicinatesi al PD (..tante..) in quanto nuovo (anzi innovativo) progetto politico, lontano da vecchie logiche di partito, potrebbe restar deluse in caso di scenari da resa dei conti ed allora, se si aprirebbe anche quel recinto……
La politica è ciclica, da qui a un decennio potremmo governare le Regioni (alcune delle quali perderemo a breve), comuni come Roma, l’Italia.. occorre una serie riflessione, chiediamo soltanto che non scada in una “analisi harakiri”. . . . anche se . . . qualche capello bianco mi fa pensare a scenari analoghi…
P.S.: scusate per questa specie di polpettone ma il "disordinati" era stato anticipato..
Stefano P.

venerdì, aprile 25, 2008

Liberi tutti!



Ieri ho visto una bella puntata di Anno Zero sulla Mafia. Un modo per festeggiare la Liberazione pensando a quello che ancora ci tiene "legati".
Solo una cosa non condivido della puntata. Santoro ha chiesto come mai in campagna elettorale il tema delle mafie non viene toccato dai politici. A quale campagna elettorale si riferiva? Che politici aveva in mente? Il PD e Walter Veltroni hanno impostato la campagna elettorale con parole e proposte nette sull'argomento. Probabilmente Santoro si sente ancora in par conditio, cioè non può riconoscere i meriti e le differenze fra i politici e quello che dicono.

mercoledì, aprile 16, 2008

E' INIZIATA (COMUNQUE) UNA NUOVA STORIA

Nonostante in molte realtà il PD abbia consistentemente superato la somma algebrica DS + Margherita siamo reduci da una brutta sconfitta elettorale.
Sconfitta immaginabile, così brutta no.
Premetto innanzitutto che stavolta qualche elemento di conforto ce l'ho: la nostra campagna elettorale, il tono, lo stile, il metodo comunicativo, le persone, le scelte, l’immagine.
Nelle ultime campagne elettorali nazionali (e talvolta non solo quelle..) quando siamo usciti sconfitti qualche rimpianto ce lo siamo trascinati dietro; l’armata Brancaleone del 2006, l’averci creduto troppo tardi con Rutelli nel 2001, l’apparente vittoria scontata dei Progressisti nell’oramai lontana 1994.
Stavolta No. Volevamo un segnale forte nei confronti di chi aveva ingessato il Governo Prodi, di chi lo aveva pugnalato per ben 2 volte in meno di dieci anni, l’abbiamo avuto e, la scelta di andare soli, è stata la prima grande spinta che ci ha esaltato all’inizio di questo percorso.
Volevamo “svecchiare” la nostra immagine, evolverci nelle forme comunicative, ritrovare la capacità di calamitare l’attenzione dei giovani e dei “disincantati” dalla politica; lo abbiamo avuto.
Volevamo (perlomeno) tentare di liberarci dell’immagine tassaiola, tentare di far breccia nell’impenetrabile muraglia elettorale del nord - est; ci abbiamo provato, fino in fondo porto come prove programma e candidati
.
Sconfitta però brutta; diciamocelo chiaramente, senza ipocrisie; questa destra la vuole (attualmente auspico) il paese, l’essenza stessa del PDL, lassista, apparentemente antistatalista, aziendalista, rassicura un certo elettorato.
Il PDL riesce a rilasciare nell’aria quella sensazione di permissivismo verso “il parcheggiatore in seconda fila“; una implicita rassicurazione verso cospicue fasce di elettorato prive di ogni timore reverenziale (leggi civico) verso le Istituzioni
.
Questo ha portato tanti votanti, matita alla mano, a scegliere una forza che, nella propria forma mentis, ritiene simile, di più, complice.
Trasformando ciò in voti si ha la gran parte di quel pesante distacco che ha reso la nostra sconfitta da onorevole a triste e deludente.
Ma il PD c’è. Penso che ogni mattina uscendo di casa una persona ogni tre che incontro è dei nostri, 12.100.000 persone in Italia. Un progetto a lungo termine e non una coalizione elettorale cui trovare un nuovo simbolo e nome per le prossime consultazioni. Un patrimonio elettorale umano e culturale enorme. E da qui ripartiremo, insieme. questo blog ha un nome ben preciso: inizia una nuova storia. è iniziata, non come volevamo ma è iniziata e nessuno deve fermarsi alla prima difficoltà!


Termino queste mie considerazioni scritte di getto con un ultimo pensiero relativo alla sinistra radicale.
Sento in questi giorni tanti proclami, un nuovo progetto, simboli, nomi ecc. l’elettorato non ha decretato la fine della storia politica del Partito Comunista, Socialista o Ecologista; ha decretato il fallimento dei loro vertici!
Di figure che, negli ultimi tre lustri non sono state in grado di dare risposte (se non anacronistiche) alla base, immobili nell’assistere alla migrazione dei propri elettori verso il centro destra Berlusconiano o peggio, verso la Lega al nord.
Il popolo dei votanti ha decretato il fallimento di figure che hanno rallentato o bloccato l’azione del Governo Prodi con ricatti quotidiani, con continui “no” privi di proposte alternative.
I vertici hanno saputo solo tirare in ballo la storia del voto utile che li ha danneggiati; una base convinta e motivata sarebbe stata insensibile al voto utile o disgiunto (e fondamentalmente lo è stata). Gli elettori hanno detto a questi signori che simboli e storia possono anche restare, loro no.
Stefano Pompozzi

martedì, aprile 15, 2008

Fuori sincrono... si, ma noi!


Come al solito la realtà è diversa da quello che ci si aspetta. Una vittoria di Berlusconi era scontata, ma di queste proporzioni?
A Servigliano ha vinto il centrosinistra, ma mentre i nostri voti sono confermati, quelli del centrodestra (PDL soprattutto) sono aumentati di circa il 5%.

Comunque ecco i risultati direttamente dal Ministero dell'Interno che ha fatto un sito veramente ottimo.

SENATO SERVIGLIANO
CAMERA SERVIGLIANO

Mi chiedo solo, se non ci fosse stato il PD che sarebbe ora di noi?

venerdì, aprile 11, 2008

Fuori sincrono


Ho appena sentito Berlusconi. So che non devo convincere nessuno che legge questo blog, ma il sentimento più forte che mi ha suscitato è l'imbarazzo.

Perchè è stata una discussione completamente fuori dal tempo. Ma dove vive?

1. Per sostenere i redditi degli italiani vuole abolire l'ICI sulla prima casa. Ha già dimenticato che la Finanziaria 2007 (Governo Prodi) ha già cancellato l'ICI sulla prima casa per chi ha un reddito annuo fino a 50.000 euro? Pensa forse che per contrastare il prezzo del pane occorre sostenere chi guadagna più di 50.000 euro l'anno?

2. Dice che per pagare il bollo auto bisogna andare all'ufficio del registro. A parte che l'Uffcio del registro non c'è più da almeno un lustro (da quanto è nata l'Agenzia delle Entrate), ma alzi la mano chi va in qualche ufficio per pagare il bollo. A meno che non si consideri la tabaccheria un ufficio pubblico.

3. Vuole usare i soldi che risparmia tagliando la spesa pubblica (ma non era aumentata nei suoi 5 anni di governo?) per la rottamazione delle auto incentivando l'acquisto di macchine euro 4 (tra l'altro sono già in commercio le euro 5) quando, come dice Veltroni, è ora di rottamare non le auto, ma il petrolio.

4. Vuole digitalizzare la pubblica amministrazione. Giusto. C'è molto da fare in questo campo, ma ce lo deve dire lui? Provate a fare una visura catastale. 5 anni fa bisognava fare giri assurdi, oggi basta andare sul sito dell'Agenzia del Territorio. Ci vuole spacciare per novità una cosa che sta già avvenendo? Non gli basta far sapere che sa mandare gli sms?
Scusate ma è fuori tempo, mi viene in mente Ghezzi che parla e il movimento delle labbra non corrisponde alle parole che ne escono. Così Berlusconi muove le labbra, ma le parole che escono potevano avere un senso 15 anni fa.

Per concludere si vanta di aver realizzato l'85% del programma del 2001 e ha lasciato l'Italia alla frutta (o c'è qualcuno che può dichiarare che durante Berlusconi le cose andavano a gonfie vele?). L'idea che questa volta realizzi al 100% i suoi programmi mi sembra una minaccia bella e buona.

dal sito di Repubblica, di Claudia Fusani

(questo bel pezzo ben descrive il vuoto programmatico ed umano del nostro candidato avversario ed onestamente, spesso, del suo seguito elettorale):

Più che il comizio conta il luogo. E il luogo parla chiaro: Roma, Colosseo, Arco di Costantino, l'arco trionfale che il Senato romano eresse nel 315 per celebrare la vittoria dell'imperatore Costantino contro Massenzio. Silvio Berlusconi sceglie questo luogo per il comizio finale della campagna elettorale: non importa quanta gente arriva, cosa dirà "Lui" e cosa vorranno sentirsi dire queste persone assiepate lungo la passeggiata archeologica, ai piedi del colle Palatino e poi anche oltre la strada. Importa che Berlusconi sale su questo palco che lo scenografia ha voluto proprio ai piedi dell'arco; importa che il logo tondo bianco-azzurro "Popolo della libertà-Berlusconi presidente" ha lo stesso diametro dell'arco e che in prospettiva l'Arco diventa la cornice naturale del palco e del simbolo. Importa che Berlusconi stasera a Roma celebre il suo trionfo. Almeno tre giorni prima del responso delle urne. "Trentamila persone" dicono gli organizzatori. La questura non si pronuncia. Chi se ne intende dice che alla fine saranno al massimo diecimila. Ma il cuore della manifestazione è quando tutto finisce, quando "Meno male che Silvio c'è" smette di suonare e il Cavaliere, novello imperatore, fa a piedi 7-800 metri a fianco del Colosseo, stringendo mani, parlando con le persone, abbracciando bambini, ricevendo nelle mani bigliettini con - si presume - richieste scritte, desideri, speranze. Come gli ex voto a un santo o i desideri infilati nelle fessure del Muro del pianto a Gerusalemme. Ecco sì, c'è qualcosa di messianico in questa passeggiata: nei gesti, nei tempi, negli atteggiamenti. Ed è questo quello che conta. Mica il comizio. Conta che c'è una fetta di questo paese che ha bisogno di avere santi ed eroi. E di coltivare personalità.
Il comizio in realtà è un flop. Convocato per le diciassette, inzia con le note un po' tristi dell'orchestrina del maestro Morselli, repertorio da Santana a "10 ragazze per me" di Mogol, ragazze sul palco vestite di lurex che ballano a tempo ma senza cuore. Il popolo della libertà arriva piano piano. Difficile decifrarlo: sarà per l'ora - mezzo pomeriggio di un giorno feriale - sarà per il tempo - nuvole in cielo che minacciano pioggia - e sarà anche perché di questa campagna elettorale siamo un po' tutti stanchi, non c'è una grande ressa. Età media, più donne che uomini, e quegli uomini per lo più in età da baby pensionati, parecchi ragazzini, molte borse Vuitton e Prada imitate, giacche a vento, scarpe da ginnastica e golfini, zaini e jeans. Insomma, platea popolare e per lo più femminile. Quattro pullman arrivano da Gaeta e srotolano uno striscione che è un programma: "Silvio, le donne di Gaeta con te. Assolutamente in piedi". Prima parla Alemanno candidato sindaco ed è un monologo sulla sicurezza, "via gli zingari", via gli extracomunitari "che si passano la voce sulla coste dell'Africa e si danno tutti appuntamento a Roma". Boati, applausi e bandiere. Passa il tempo, il Cavaliere non arriva ma sta registrando Porta a Porta. Ci pensa Fini ad intrattenere la folla che via via riempie la passeggiata archeologica. Il presidente di An, lassù, solo, su quel palco che non è riuscito a convocare le migliaia di militanti previsti, sembra uno di quegli sposi che aspettano nervosi in chiesa la sposa ritardataria. "Ci sono momenti in cui prima del partito viene la patria" spiega Fini cercando di giustificare la fusione del partito di via della Scrofa nel Pdl. "Sarei stato solo l'ennesimo candidato premier...". Alle 19 arriva Berlusconi e la platea un po' sonnecchiosa si sveglia. Bandiere, cori, grida, basta l'apparizione per soddisfare gli animi. Lo chiamano culto della personalità. Che in genere è una deriva dei regimi. Il canovaccio dell'intervento è quello di sempre: Ici, sicurezza, riduzione delle tasse, soprattutto la demolizione pezzo per pezzo dell'avversario Walter Veltroni "uno straordinario affabultatore a cui avevamo quasi creduto ma che invece ha raccontato un sacco di bugie". Poi l'ossessione del voto utile "non datelo ai partiti minori" e dei brogli: "Andate e convincete le genti"; "Andate e sorvegliate". Poi le donne, quasi il tormentone di questa campagna elettorale. Sale sul palco Alessandra Mussolini, "bella tusa" le dice il Cavaliere. "Ma io le donne-domine-nostre padrone, le amoooo - sorride Berlusconi - siete le più brave, le più essenziali, quelle più abituate alla vita e al dolore. Vi amiamo anche perché siete il 53 per cento dell'elettorato". E se poi ha chiesto di fare qualche crostata per i responsabili di lista in servizio ai seggi ... e via, cosa sarà mai. Il pubblico femminile è d'accordo. E lo dimostra. Quando Berlusconi lascia il palco sono le 19 e 45. Prima l'Inno di Mameli, cantato da tutti con la mano sul cuore (una risposta a Veltroni?), poi le note di "Azzurra è libertà" e infine "presidente siamo con te, meno male che Silvio c'è" mentre Berlusconi fa il solito giochino delle domande. "Volete voi un paese governato dai comunisti?" noooooo. E via di questo passo. Qualche goccia d'acqua. Sembra tutto finito ma il meglio deve ancora arrivare. Il corteo delle sei auto con cui di solito va in giro, è pronto, portiere aperte, per ripartire. Ma Berlusconi decide di fare a piedi la passeggiata che parte dall'Arco di Costantino e costeggia il Colosseo. Quella della via Crucis, anche. Lungo le transenne si accalcano fan, adulatori, quasi "credenti" in adorazione. Le signore Rossana, Alma e Silvana gli hanno appena stretto la mano: "Lui è una boccata d'aria, che bel sorriso, un po' di ottimismo". Sì signora, ma i conti pubblici, il caro vita...."Eh, piano piano con un po' di ottimismo si aggiusta tutto". Ildegarda ha 13 anni e farà di tutto, accudita dalla mamma, per avere il suo autografo: aspetta, spinge, spintona, chiama. Alla fine ce la fa. Perché proprio lui? "Mi piace per il carattere...". Poi tocca al piccolo Domenico, sei mesi, cuffietta bianca in testa: i genitori vogliono che Berlusconi lo prenda in braccio, lo tolgono dalla culla e glielo consegnano. Il Cavaliere si fa anche fotografare. Quando il padre lo riprende in braccio sussurra felice al piccolo Domenico: "Sarai un bambino ricchissimo". Ce n'è per tutti, sono le venti e trenta, sembra non finire mai. Un giovane comunica a Berlusconi che Totti ha fatto la campagna per Rutelli. Il presidente del Milan non ha dubbi: "Peggio per lui, si attirerà l'antipatia di tutti. Non ci sta con la testa". Le celebrazione di un trionfo, appunto. Peccato che si debba ancora votare!! (10 aprile 2008)
Il commento lo inserisco direttamente qui: ragazzi, che tristezza! povera Italia e forza Walter!!

giovedì, aprile 10, 2008

Cari concittadini...


Clicca sull'immagine per leggere la lettera di Francesco

martedì, aprile 08, 2008

E Zapatero che dice?

Un pò tutti a sinistra invocano il modello Zapatero, rivendicando di essere il corrispettivo italiano. Ma Zapatero se fosse in Italia per chi voterebbe? Per il PD chiaramente!






a

venerdì, aprile 04, 2008

Ma che sei matto? Io non voto


In questi giorni sento tante persone che vorrebbero cambiare la politica e, quindi, hanno deciso di non votare.
Posso capire chi non si sente rappresentato da nessuno, posso capire che ormai si pensa che basta presentarsi alle elezioni e "dietro chi sa che c'è"... posso capire tante cose, ma non venitemi a dire che non votando si può cambiare qualcosa.
Soprattutto nel momento in cui la politica sta cercando di cambiare, grazie alla novità del PD, che non è solo Veltroni, ma soprattutto un nuovo modo di partecipare alla politica (statuto), trasparenza (codice etico) e ideali (manifesto dei valori). Ma per cambiare ci vuole un "mandato popolare", ci vogliono tante persone che sostengono il cambiamento. Io credo che siamo ad un punto di svolta, fra chi vuole esserci e provarci e chi vuole soltanto lamentarsi un pò e continuare come sempre.
Da qualunque parte state, vi propongo questo post sul non voto che mi sembra interessante.
Segnalo anche il sillabario di Nanni Moretti per il 13 e 14 aprile

martedì, aprile 01, 2008

Il 30 marzo a Servigliano

Sotto la Magnolia durante l'intervento di Francesco


A Curetta durante la visita di Letizia De Torre (la seconda a sinistra), Candidata nelle Marche alla Camera

lunedì, marzo 24, 2008

SERVIGLIANO DOMENICA 30 MARZO



Clicca sull'immagine per ingrandirla

Verso le elezioni


Come promesso, ecco le informazioni sui candidati del PD nelle Marche. Cominciamo dai primi otto della Camera.
Clicca su un nome e si aprirà una scheda con le informazioni.
Inseriamo la foto di Francesco, iscritto al nostro circolo.

REGIONE MARCHE – ORDINE DI LISTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI:
1 - MERLONI MARIA PAOLA
2 - GIOVANNELLI ORIANO
3 - PISTELLI LAPO
4 - AGOSTINI LUCIANI
5 - VANNUCCI MASSIMO
6 - DE TORRE LETIZIA
7 - CAVALLARO MARIO
8 - VERDUCCI FRANCESCO
9 - BRIZZI MARTINA
10 - BOMPREZZI ANDREA
11 - CICCOLA GERMANA
12 - TEMPERILLI BARBARA
13 - LAURI MASSIMO
14 - PESARESI PATRIZIA
15 - GUERRIERI FALERIO
16 - BASTIANELLI CHIARA

venerdì, marzo 21, 2008

Contro la precarietà

Veltroni risponde alla lettera di una "precaria"








Vedi anche il video "La scuola al centro della vita pubblica"

martedì, marzo 11, 2008

E' attiva anche la nostra casella mail

Da oggi è possibile contattare (ed essere aggiornati sui piccoli e grandi eventi che organizzeremo) il nostro Circolo anche alla seguente casella di posta eletronica: pdservigliano@libero.it Vi prego di scriverci inviandoci il vostro indirizzo mail onde poter creare una banca dati cui inviare tempestivamente comunicazioni in merito alle nostre iniziative (che ovviamente continuerete a trovare anche sul blog grazie al lavoro di Luigi Verducci).
Vi prego di diffondere il nostro indirizzo mail (e del blog ovviamente) anche ai vostri amici e conoscenti e di farci avere quanti più indirizzi di posta elettronica possibile.
Cercheremo di spostare sempre più la comunicazione on line, approfittando della maggiore velocità/praticità e dei minori costi (senza bandire i metodi tradizionali quando opportuno).
Grazie anticipatamente a chi aderirà alla creazione di questa nostra piccola "mailing list".
Stefano Pompozzi.

sabato, marzo 08, 2008

Un giorno di ordinaria disinformazione (di Luigi Verducci)


Ieri tornando a casa da lavoro ascoltavo, come al solito, Caterpillar. Un programma intelligente che dà molte informazioni divertendo. L'ospite del momento, era intorno alle 19:00, commentava i dati Istat sul lavoro femminile e l'analisi di fondo era che se molte donne hanno potuto lavorare negli ultimi 10-20 anni è grazie alle nonne e ai nonni giovani che badavano ai figli. Ma ormai l'età in cui si decide di fare il primo figlio è sempre più alta ed i nonni non solo hanno difficoltà a dare una mano con i nipoti, ma molto spesso hanno bisogno loro stessi di cure. Il rischio del prossimo futuro è un calo drastico della percentuale di donne lavoratrici. Il dato è preoccupante, ma per fortuna c'è ormai un elemento diffusamente "consolatorio" in Italia. I due bravi conduttori chiedono ridendo all'ospite (mi scuso, ma non ricordo con precisione i nomi e non mi va di sbagliarli) se i nostri politici si occupano di questo dato. La risposta, sempre sorridente, viene data come cosa ovvia: "ditemi voi se ne state sentendo parlare in questo momento di programmi elettorali". No corale e la morale è sempre quella, sicura e confortante come un tempo la girella: i politici non si occupano o, peggio ancora, non sanno come vivono gli italiani.

PECCATO PERO'

1. che recentemente ho assistito all'assemblea a Porto San Giorgio di Veltroni che ha parlato proprio del tema del lavoro femminile e degli asili nido;


2. che nel programma del PD uno dei punti su cui ci si sofferma di più è proprio il lavoro femminile. Vedi Punto 6 del programma lettere b) Sono le donne l'asso dello sviluppo e c) Asili nido per tutti e bambini più felici, dai primi giorni di vita CLICCA QUI)

3. che avendo militato nei DS conosco la consulta Gianni Rodari, che da anni è impegnata per dare una rilevanza nazionale a questi temi, organizzando convegni, iniziative, facendo proposte di legge (CLICCA QUI)

4. che la presidente della consulta sia Anna Serafini, presente, proprio in questi giorni, sugli editoriali sarcastici di molti giornali con l'accusa di essere nelle liste del PD solo perché moglie di Piero Fassino.

Come è ormai prassi nazionale, leggere ed informarsi è troppo faticoso; è molto meglio dire che i politici sono tutti uguali e guardano solo i fatti loro. Non costa nessuna fatica ed è "consolatorio" sapere che c'è qualcuno peggio di noi con cui prendercela.

mercoledì, marzo 05, 2008

il PD completa le liste dei candidati

Ieri i massimi organi del PD hanno completato e votato l’elenco definitivo dei candidati alle elezioni per il rinnovo delle Camere.
Un lavoro duro, intenso, certosino, portato a termine con una settimana di anticipo rispetto al termine previsto per queste consultazioni elettorali.
Ovvie (e in alcuni casi giustificate) reazioni da parte di “illustri” sconosciuti collocati in posizioni di rilievo tra i candidati e di esclusi “eccellenti”; reazioni che seguono quelle dell’opinione pubblica che ha sottolineato alcuni “accostamenti” forti; il leader delle piccole e medie imprese insieme a rappresentanti del mondo operaio, l’illustre teorico economico simpatizzante della flessibilità e l’operatrice di call center che della flessibilità è simbolica vittima, laici, radicali e teodem.
Ritengo personalmente in molti casi esagerate tali critiche, il Partito Democratico è la vera novità del panorama politico nazionale, ha saputo far presa su tante persone disincantate dalla politica, ha saputo penetrare a fondo nella società, abbattendo quello che era oramai il vero limite della politica stessa; questo mix di candidature è espressione della forza penetrante del PD; un progetto che lega insieme vittima e carnefice (es. datore di lavoro – operaio – profetizzante di flessibilità – lavoratore precario) verso una comune meta. Verso la realizzazione del programma del PD, elaborato ed accettato da tutte queste (apparentemente) persone, di estrazione professionale, sociale, culturale diversa.
Ritengo che il segnale dato dal partito, chiudere le liste in poche ore, sintetizzando il lavoro di queste settimane, senza infiniti stillicidi, mercanteggiamenti e accordi dell’ultima ora sia un segnale più forte di tutto il resto.
Vediamo adesso in dettaglio i candidati di nostro diretto interesse, cioè i nomi relativi alla nostra regione (mi permetto di sottolineare, con immenso piacere, la notizia che abbiamo tra i candidati alla Camera un nostro concittadino, Francesco Verducci, motivo di orgoglio per il nostro circolo e credo, senza ombra di dubbio, per tutto il nostro paese a prescindere dal proprio personale credo politico):


REGIONE MARCHE – ORDINE DI LISTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI:
1 - MERLONI MARIA PAOLA
2 - GIOVANNELLI ORIANO
3 - PISTELLI LAPO
4 - AGOSTINI LUCIANI
5 - VANNUCCI MASSIMO
6 - DE TORRE
7 - CAVALLARO MARIO
8 - VERDUCCI FRANCESCO
9 - BRIZZI MARTINA
10 -
BOMPREZZI ANDREA
11 - CICCOLA GERMANA
12 - TEMPERILLI BARBARA
13 - LAURI MASSIMO
14 - PESARESI PATRIZIA
15 - GUERRIERI FALERIO
16 - BASTIANELLI CHIARA

REGIONE MARCHE – ORDINE DI LISTA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA:
1- TONINI GIORGIO
2 - AMATI SILVANA
3 - MAGISTRELLI MARINA
4 - ROSSI NICOLA
5 - MORRI FABRIZIO
6 - MATTEI CARMEN
7 - MONACHESI CARLA
8 - RUGGERI ORLANDO

Inizieremo nei prossimi giorni a pubblicare notizie più approfondite su ognuno dei 24 candidati della nostra Regione, in modo da fornire elementi ai nostri lettori per una prima conoscenza, e sperando comunque di averne il maggior numero possibile ospiti nel corso della nostra campagna elettorale.

Stefano Pompozzi

mercoledì, febbraio 27, 2008

Sondaggi faziosi, comunisti e casinisti

Sito di Repubblica, rubrica "Bussole", di Ilvo Diamanti:

Berlusconi si è molto risentito, nei giorni scorsi, contro il PD e i giornali di sinistra. I quali farebbero, a suo avviso, informazione scorretta perché presentano sondaggi diversi da quelli di cui lui, personalmente, dispone. Che lui personalmente commissiona, visiona e divulga. E i sondaggi che Berlusconi personalmente commissiona, visiona e divulga danno il PdL sopra il PD di 10 punti percentuali. Non 6, come invece indicano i sondaggi artefatti commissionati dal PD e dai giornali di sinistra. (Sospettiamo che in questo giudizio c'entri, in qualche misura, l'Atlante Politico che abbiamo pubblicato su "la Repubblica" lunedì scorso).

In effetti, tutti sanno che Berlusconi non ha mai bluffato, con i sondaggi. Non li ha mai usati come strumenti di campagna elettorale, come profezie che si autoavverano. In fondo, due anni fa, ha avuto ragione lui. I suoi sondaggi "personali", commissionati a una nota agenzia americana, davano la CdL in parità già a metà febbraio. Quando tutti gli altri, invece, la stimavano in svantaggio di 5-6 punti. Come oggi il PD.

Effettivamente, due mesi dopo, fu sostanziale pareggio. Aveva ragione lui, quindi. Ne siamo davvero certi? Aveva ragione lui? Oppure quel sondaggio "profetizzava" ciò che sarebbe avvenuto due mesi dopo? Anche grazie all'incertezza che avrebbe suscitato, riaprendo una competizione considerata, dagli elettori, già chiusa? Chissà... Certo che, dopo il voto, il Cavaliere continuò a polemizzare duramente con gli alleati. Che non gli avevano creduto e non l'avevano sostenuto. (Magari per scelta consapevole). Aveva rimontato da solo, sostenne. Bastava una settimana di campagna elettorale, qualche trasmissione ancora: avrebbe completato la rimonta e realizzato il sorpasso.

Curiosa recriminazione, visto che i "suoi" sondaggi avevano registrato il pareggio due mesi prima del voto. Evidentemente il suo attivismo feroce nelle ultime settimane di marzo, compresa la grande performance all'assemblea degli industriali di Vicenza, l'ultimo faccia-a-faccia televisivo con Prodi, a pochi giorni dal voto (quando aveva scandito: "E infine toglieremo l'ICI. E forse anche la tassa dei rifiuti"). Non gli avevano fatto recuperare nulla. Ma, perfino, perdere qualcosa. In fondo era sul pari già due mesi prima...

Così, nei giorni scorsi, si è indignato. Perché i "suoi" sondaggi lo danno in vantaggio di dieci punti, non di 6 e mezzo. Il che genera, comunque, qualche dubbio. Visto che sabato scorso, al convegno degli amici di Giovanardi, usciti dall'Udc per confluire del PdL, Berlusconi aveva sostenuto che il vantaggio del PdL era di "12 punti". Due punti persi in due giorni. Il rischio è che, fra un paio di settimane, le stime del Cavaliere decretino il pareggio...

Il problema è che il Cavaliere interpreta sempre in modo creativo i "suoi" sondaggi. Che nel 1994 stimavano FI al 30%. Ottenne il 20%, ma pazienza: vinse egualmente. Nel 1996 assicuravano il successo del Polo delle Libertà. Si affermò l'Ulivo. Ma, sappiamo, a volte sbagliano gli elettori, non i (suoi) sondaggi. Nel 2001, invece, prevedevano il trionfo della CdL sull'Ulivo. Con oltre 10 punti percentuali di vantaggio.

Vinse sul serio. Ma con un punto in più, alla Camera.
Non importa. Perché il "senno di poi", nei sondaggi, non conta. Importa il "senno di prima". Le stime in tempi di campagna elettorale. Perché, effettivamente, entrano in campagna elettorale. Condizionano i sentimenti e gli atteggiamenti. Così oggi il Cavaliere si irrita se i sondaggi lasciano intendere che la partita è ancora aperta. Se fanno dubitare agli elettori che "la festa appena cominciata è già finita". Meglio discutere subito dei ministeri e degli incarichi istituzionali, così non perdiamo tempo... Per cui impone la verità dei "suoi" sondaggi. Contro tutti gli altri. Tutti. Non solo quelli del PD e dei giornali della sinistra. Perché Ipsos attribuisce al PD (e ai suoi alleati) 7 punti in più del PD (e liste collegate). Lo stesso, SWG. Peraltro, il Corriere della Sera aveva proposto, nei giorni scorsi, stime elettorali di Demoskopea che davano ragione al Cavaliere: 9 punti di vantaggio per il PdL. Ma la nuova rilevazione di Demoskopea per Sky Tg 24, di oggi, si allinea a sua volta: 7 punti di distacco.

Infine, vediamo il sondaggio di "fiducia" a cui fa riferimento il Cavaliere. La direttrice di Euromedia Research rivela in esclusiva al quotidiano on-line "Affari Italiani" che il distacco fra i due maggiori competitors è "compreso tra gli 8 e i 10 punti percentuali, in quanto è tra il 44 e il 46% la coalizione che indica Berlusconi premier e tra il 36 e il 38% quella che indica Veltroni" ("Affari Italiani", Martedì 26.02.2008, 14:32). Insomma: fra 10 e "8 punti". A metà: tra i sondaggi del Pd e quelli "personali" - nell'interpretazione "personale" - di Berlusconi.

Il problema è che i sondaggi non pre-vedono: vedono e misurano il presente. O, almeno, ci provano. Chi meglio, chi peggio. Possono servire a rilevare la distribuzione dei consensi in un determinato momento. Indicare quanti e chi sono gli incerti. Cosa pensano, cosa potrebbero decidere in seguito. Ma poi, alla fine, contano le elezioni. E, da qui alle elezioni, contano i comportamenti degli attori politici. La campagna elettorale. I media. Naturalmente, gli attori politici e la campagna elettorale occupano principalmente i media. Inoltre, i sondaggi contribuiscono allo spettacolo della campagna elettorale. Quindi, a definire e a modificare l'opinione pubblica. Per cui, quando sono resi pubblici, diventano - anzi, sono - strumenti di campagna elettorale. Indipendentemente dalla volontà e dalla qualità. Per questo suscitano tanta attenzione e tanta reazione. Rischiano di apparire profezie che si auto-avverano.

Berlusconi lo sa bene. Ne è stato, dal 1994, l'interprete più creativo. I sondaggi come forma di "pre-visione". Un modo per orientare "preventivamente" la "visione" e quindi le scelte degli elettori. Per questo è insofferente verso i dilettanti che pretendono di sfidarlo sullo stesso terreno. Verso gli analisti e gli istituti demoscopici che pensano, poverini, che i sondaggi servano solo a "vedere". No. Servono a "pre-vedere". Per cui vanno contrastati, se offrono "pre-visioni" moleste. Sgradevoli e sgradite. Se insinuano il dubbio che la partita non sia ancora chiusa. Se mobilitano gli elettori delusi e scoraggiati. Incerti se votare. Perché, al contrario di due anni fa, sono perlopiù di centrosinistra. Ma lo irritano, soprattutto, se ipotizzano che l'UdC (e la Rosa Bianca) non siano ancora scomparsi. Che abbiano ancora uno spazio elettorale. Anche il 6-7% - stimato dai sondaggi di sinistra e dai complici - è troppo. Perché si tratta di voti sottratti al PdL. L'unico bacino da cui il PdL possa ancora attingere. (A destra è rimasto poco). I suoi sondaggi non lo pre-vedono. In altri termini: alle elezioni "dovrà" ridursi a metà. E Casini sparire del tutto. Per cui, chi oggi vede e pre-vede diversamente: o è in malafede o è un comunista. Pardon: un "casinista".

sabato, febbraio 23, 2008

Un pezzo di SUD nel cuore del NORD (di Luigi Verducci)


Mi è rimasta impressa nella memoria una signora del "Nord" ripresa da un giornalista di rai tre, durante una manifestazione leghista, mentre urlava: "anche a noi ci spetta una TV". Solo adesso capisco appieno il valore di quella frase, che in verità esprime ciò che ha sempre rappresentato culturalmente e politicamente la Lega. E lo capisco con dieci anni di ritardo e grazie ad un articolo di Gad Lerner sul caso Malpensa. Il Nord che imprende e che conquista stava lasciando il campo al nord che pretende, che vuole un pezzo di "Roma ladrona" tutta per se. Come scrive Lerner, la Lega ha rappresentato e rappresenta "L'assistenzialismo declinato in Lumbard" tanto che "nella zona a più alta concentrazione industriale del Paese, sia Malpensa, sia l'avveniristica fiera di Rho, rischiano il declino tipico delle cattedrali nel deserto" mostrando il limite del "modello clientelare leghista, erogatore di una raffica di incarichi pubblici eguagliata a suo tempo solo dall'Irpinia demitiana"

giovedì, febbraio 21, 2008

Incontro discutere le candidature (di Stefano Pompozzi)

Domenica 24 febbraio, alle ore 10,00, a Piane di Montegiorgio, presso il Centro Sociale (di fronte alla chiesa) si terrà un incontro - dibattito, aperto a tutti i membri dei coordinamenti dei circoli della zona omogenea della media valle del Tenna ed a tutti coloro che hanno partecipato alle votazioni del 10 febbraio (quelle per l'elezioni dei coordinamenti paesani). l'incontro sarà volto a far emergere i nomi di possibili candidati da sottoporre agli organi nazionali e regionali in occasione della comilazione delle liste per le candidature alle Camere relativamente alla nostra Regione. sarà una discussione libera, senza votazione finale su nomi ecc. è quindi importante, meglio fondamentale, la partecipazione di tutti i membri del nostro coordinamento all'incontro e, se sapete di qualcuno che può essere interessato estendete l'invito!!
P.S. credo che noi più di altri dobbiamo esserci, possibilmente con una univoca proposta, vogliamo il nostro amico, membro del nostro circolo, compaesano Francesco Verducci riconfermato tra i candidati di queste prossime elezioni politiche.

venerdì, febbraio 15, 2008

Energia: Pd aderisce a campagna "M'illumino di meno"


Oggi 15 febbraio, dalle 18.10 alle 18.20, le luci e tutti i dispositivi elettrici della sede nazionale del Partito Democratico saranno spenti.

Il partito intende così aderire alla Giornata internazionale del risparmio energetico e all’invito pubblico di Caterpillar, programma di Radio2, che per il quarto anno consecutivo ha lanciato in Italia la campagna “M’illumino di meno”.

L'attenzione per l'ambiente non viene dimenticata neanche durante il viaggio di Veltroni per l'Italia.
"I pullman saranno attrezzati per lavorare, anche con postazioni internet. Sono mezzi italiani, dell’Iveco, all’avanguardia dal punto di vista delle emissioni a livello ambientale, già adatti alal direttiva Euro 5. Al termine del viaggio saranno ripiantati nei parchi italiani gli alberi necessari per bilanciare le emissioni di anidride carbonica prodotte durante il viaggio" (Ermete Realacci, presentazione del viaggio di Veltroni per lItalia)


A proposito, ecco le tappe di Veltroni nelle Marche:

Lunedì 25 Febbraio
Ascoli Piceno
Fermo
Macerata

Martedì 26 Febbraio
Ancona
Pesaro

mercoledì, febbraio 13, 2008

Toh, che modello! (di Gianluca Molinaro)

Ieri, leggendo il giornale, ho appreso che la popolarità del presidente francese Sarkozy, secondo l'ultimo sondaggio, è in ulteriore calo. Questa nuova contrazione dei consensi sarebbe dovuta, oltre alla sovraespozizione mediatica da parte del presidente delle sue vicende sentimentali, alla retromarcia fatta dal governo sulla liberalizzazione dei taxi, in seguito allo sciopero indetto dai sindacati di questi ultimi.

In Italia i Sarko-boys de noantri hanno dimostrato di comportarsi diversamente dal loro presunto modello, anzi all'opposto: non solo non hanno avviato nessuna liberalizzazione ma hanno difeso, in più di un'occasione, gli interessi particolari di categoria (tra cui, ironia della sorte, proprio quelli dei tassisti! sic!) a danno degli interessi della collettività.

Sempre a proposito di liberalizzazioni mi ricordo come il Pierfurby nazionale ha, in più circostanze, manifestato la sua stima per la Lanzillotta, affermando anche che il disegno di legge del ministro era stato talmente stravolto dalla sinistra da non poterlo più condividere. Bene. Alle prossime elezioni il PD si presenterà da solo e questo fatto, come ha ricordato Veltroni, renderà l'azione del Partito Democratico libera da condizionamenti. Mi sembra un buon argomento da spendere in campagna elettorale.


martedì, febbraio 12, 2008

Si può fare? allora facciamolo!

Ringrazio tutti i soci fondatori del locale circolo del Partito Democratico che hanno voluto concedermi la fiducia attraverso l’incarico di coordinatore.
Partiamo e, senza possibilità di lanciarci, di prender velocità, ci troviamo subito davanti una dura ma affascinante salita, la campagna elettorale per le elezioni politiche anticipate.
I sondaggi ci dicono che dobbiamo correre di rincorsa e noi lo faremo. Abbiamo fatto una scelta difficile (presentarci da soli) ma “desiderata e condivisa” dalla base da un decennio, forse già immediatamente dopo l’esperienza dei “Progressisti” di Achille Occhetto.
Questa scelta ha anzi rivitalizzato tutti coloro (persone provenienti da altre esperienze politiche e persone al loro primo impegno) che si sentono parte di questo NUOVO e grande soggetto politico.
Si nuovo, perché il Partito Democratico è l’unica vera novità del panorama politico nazionale. Non la solita alleanza pre-elettorale le cui forze che vi convergono scelgono un simbolo ed un nome ma una diversa e moderna filosofia politica che si esprime anche con innovative tecniche comunicative (forse fin troppo nuove considerato il torpore e la “staticità” cui è oramai abituato ed assuefatto l’elettorato).
Noi non solo accettiamo e condividiamo questa sfida ma ne saremo il braccio, un braccio, una delle mille braccia che in tutta Italia inciteranno alla partecipazione per il cambiamento, che distribuiranno volantini, imbusteranno materiale, attaccheranno manifesti.
Torneremo per qualche settimana a respirare quell’odore di carta stampata di cui è pregna l’aria quando si è sommersi di materiale da distribuire; torneremo ad organizzare piccole e grandi manifestazioni, e faremo tutto ciò con un entusiasmo nuovo, semplicemente non eseguendo direttive ma credendoci.
Questa è la grande vittoria del Partito Democratico, a prescindere dalle proiezioni dei risultati elettorali; ha fatto prender una “cotta” a persone che non si erano mai avvicinate a questo mondo ed ha instillato nuova fiducia a chi giurava di aver chiuso con la politica.
Noi abbiamo vinto. Adesso dobbiamo tentare di sovvertire il pronostico nazionale che ci da sfavoriti per aver maniera di dimostrare all’Italia che siamo gli unici in grado di governarla responsabilmente, di traghettarla verso le grandi sfide europee e mondiali che già si prefigurano all’orizzonte.
Lo faremo anche a Servigliano, busseremo alle case sapendo già di trovare persone sfiduciate, che si sentono tradite dalla classe politica. Ma parleremo, spiegheremo, con pazienza e coggiutaggine.
Vogliamo essere, da subito, il primo partito del nostro paese; per farlo però c’è bisogno di tutti voi.
Auguro quindi un buon lavoro a tutti gli amici del coordinamento;
Ringrazio e mi complimento con Luigi Verducci per lo scrupoloso lavoro svolto fino ad oggi (e lo considero un membro di diritto del coordinamento);
Ringrazio il Sindaco e i consiglieri del PD che, con la loro presenza e partecipazione ai lavori per l’elezione del locale coordinamento locale ci hanno fatto sentire la loro importante vicinanza.
Un’ultima ovvia considerazione, visto che si può fare, facciamolo!

Stefano Pompozzi

lunedì, febbraio 11, 2008

Anche a Servigliano "Si può fare"!



Il primo segretario del Circolo PD di Servigliano è Stefano Pompozzi.

Il Coordinamento è composto da:
1. Silvana Balacco
2. Mirko Barchetta
3. Paolino Bertazzo
4. Paolo Brandi
5. Roberto Cippitelli
6. Maurizio Lombardi
7. Maurizio Marinozzi
8. Luca Mercuri
9. Caterina Stortini
10. Carlo Verducci
11.Danilo Viozzi

Buon lavoro ed ecco alcune foto di ieri.