venerdì, gennaio 25, 2008

A carte scoperte


"Quello che abbiamo in mente è un governo di responsabilità nazionale. E' interesse di tutti, maggioranza e opposizione, costruire un sistema che funzioni, che renda l’Italia competitiva e in grado di decidere. C'è la consapevolezza da parte di tutti che ora bisogna giocare a carte scoperte e far capire agli italiani chi è disponibile a far prevalere l'interesse particolare o quello del Paese. Possiamo anche alternarci alla guida del Paese, ma così come sono le cose non possono funzionare". (così Franceschini ha sintetizzato la riunione di oggi dei dirigenti del PD).

Riuscirà il PD a trascinarci fuori da quel gigantesco déjà vue che è diventata l'Italia da 15 anni a questa parte?

giovedì, gennaio 24, 2008

PORO PRODI, PORACCIO!


14:56 Contestatore si avventa contro auto Prodi
Un contestatore si è avventato contro l'auto del premier che, preceduta e seguita da auto di scorta, era appena uscito da Palazzo Chigi alla volta del Senato dove il premier è atteso per la fiducia al suo Governo. "Ci vuole ammazzare e lo rieleggono pure" ha urlato l'uomo gettandosi davanti all'auto di Prodi in piazza Colonna.

lunedì, gennaio 14, 2008

Un assaggio di diossina




Tutta questa brutta storia dell'"emergenza monnezza" un aspetto positivo pure ce l'ha. L'Italia, sotto sotto, sta mostrando la sua profonda unità nazionale. Non fermiamoci alla superficie degli eventi, con il nord che protesta perché non vuole la monnezza dei napoletani, andiamo al fondo della questione: gli imprenditori di tutto il Paese (Sud, Centro, Nord) hanno scaricato per anni nel terreno, nei fiumi e nei campi della Campania tonnellate di rifiuti tossici (amianto, cobalto, alluminio, arsenico...). Evidentemente la Camorra offre un servizio di smaltimento a costi molto concorrenziali...
Per fortuna, come mostra il documentario "Biùtiful cauntri", l'Unità d'Italia, per adesso, è salva... ma attenti alle mozzarelle!

lunedì, gennaio 07, 2008

Sfogliando il giornale

La Repubblica, Lunedì 7 Gennaio 2008

Prima pagina - "La Guerra dell'Africa al cibo globale" di Giampaolo Visetti
Pagina 7 - "Non detta più legge sull'economia, il declino dell'America è già iniziato" di Federico Rampini
Pagina 25 - "L'ultima trovata: liberalizzare i virus" di Mario Pirani

In una giornata di ordinaria informazione apprendo da uno dei più importanti giornali italiani che:

1. La globalizzazione ha messo in ginocchio gli agricoltori africani - Le aziende europee (tedesche e olandesi) allevano polli geneticamente modificati che hanno un petto enorme (tipo tacchino) e il resto del corpo minuscolo (atrofizzato). Vendono il petto ad europei e americani (perché le bocche europee e americane quello vogliono) e vendono quello che rimane agli africani, al prezzo che costerebbe la loro distruzione. Risultato: i produttori africani non sanno più che produrre.

2. I negoziati sulla riforma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), simbolo dello sfruttamento del Nord del Mondo sul Sud, mostrano che l'era in cui gli americani e gli europei comandavano nelle Istituzioni Internazionali, e dettavano legge nei grandi negoziati sul commercio mondiale, è definitivamente tramontata. Risultato: gli equilibri politici mondiali stanno cambiando velocemente.

3. La regione Veneto annuncia con orgoglio di aver eliminato l'obbligo della vaccinazione di massa dei bambini contro le più gravi malattie infettive, permettendoci di "uscire da un contesto storico ormai superato, in cui lo Stato doveva decidere della salute dei cittadini". Risultato: secondo loro dovremo ringraziare.

Ricapitolando. Viviamo in un'epoca in cui lo stesso fenomeno, la Globalizzazione, è allo stesso tempo e con la stessa intensità:

- elemento che tende a cambiare le carte in tavola nella politica mondiale, in certo senso, riequilibrando i giochi di forza;
- elemento che distribuisce disuguaglianze rafforzando gli elementi già forti ed affossando quelli già deboli.

In un contesto di tale complessità quale scelta "culturale" si imbocca per proteggere la vita dei cittadini?
Lasciare a loro la scelta su cosa sia meglio fare. In qualsiasi campo. Dalla compagnia telefonica che devo attivare in casa al vaccino da far fare a mio figlio. Non è un'assurdità ricoperta da estremismo ideologico pseudo- liberale (come dice Mario Pirani oggi su Repubblica)? Come faccio io a sapere se un vaccino è necessario o no? In base a cosa decido? Quali studi scientifici ho a disposizione? E chi me li fornisce? Internet? Ma siamo seri per favore.