lunedì, gennaio 07, 2008

Sfogliando il giornale

La Repubblica, Lunedì 7 Gennaio 2008

Prima pagina - "La Guerra dell'Africa al cibo globale" di Giampaolo Visetti
Pagina 7 - "Non detta più legge sull'economia, il declino dell'America è già iniziato" di Federico Rampini
Pagina 25 - "L'ultima trovata: liberalizzare i virus" di Mario Pirani

In una giornata di ordinaria informazione apprendo da uno dei più importanti giornali italiani che:

1. La globalizzazione ha messo in ginocchio gli agricoltori africani - Le aziende europee (tedesche e olandesi) allevano polli geneticamente modificati che hanno un petto enorme (tipo tacchino) e il resto del corpo minuscolo (atrofizzato). Vendono il petto ad europei e americani (perché le bocche europee e americane quello vogliono) e vendono quello che rimane agli africani, al prezzo che costerebbe la loro distruzione. Risultato: i produttori africani non sanno più che produrre.

2. I negoziati sulla riforma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), simbolo dello sfruttamento del Nord del Mondo sul Sud, mostrano che l'era in cui gli americani e gli europei comandavano nelle Istituzioni Internazionali, e dettavano legge nei grandi negoziati sul commercio mondiale, è definitivamente tramontata. Risultato: gli equilibri politici mondiali stanno cambiando velocemente.

3. La regione Veneto annuncia con orgoglio di aver eliminato l'obbligo della vaccinazione di massa dei bambini contro le più gravi malattie infettive, permettendoci di "uscire da un contesto storico ormai superato, in cui lo Stato doveva decidere della salute dei cittadini". Risultato: secondo loro dovremo ringraziare.

Ricapitolando. Viviamo in un'epoca in cui lo stesso fenomeno, la Globalizzazione, è allo stesso tempo e con la stessa intensità:

- elemento che tende a cambiare le carte in tavola nella politica mondiale, in certo senso, riequilibrando i giochi di forza;
- elemento che distribuisce disuguaglianze rafforzando gli elementi già forti ed affossando quelli già deboli.

In un contesto di tale complessità quale scelta "culturale" si imbocca per proteggere la vita dei cittadini?
Lasciare a loro la scelta su cosa sia meglio fare. In qualsiasi campo. Dalla compagnia telefonica che devo attivare in casa al vaccino da far fare a mio figlio. Non è un'assurdità ricoperta da estremismo ideologico pseudo- liberale (come dice Mario Pirani oggi su Repubblica)? Come faccio io a sapere se un vaccino è necessario o no? In base a cosa decido? Quali studi scientifici ho a disposizione? E chi me li fornisce? Internet? Ma siamo seri per favore.

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