mercoledì, febbraio 27, 2008

Sondaggi faziosi, comunisti e casinisti

Sito di Repubblica, rubrica "Bussole", di Ilvo Diamanti:

Berlusconi si è molto risentito, nei giorni scorsi, contro il PD e i giornali di sinistra. I quali farebbero, a suo avviso, informazione scorretta perché presentano sondaggi diversi da quelli di cui lui, personalmente, dispone. Che lui personalmente commissiona, visiona e divulga. E i sondaggi che Berlusconi personalmente commissiona, visiona e divulga danno il PdL sopra il PD di 10 punti percentuali. Non 6, come invece indicano i sondaggi artefatti commissionati dal PD e dai giornali di sinistra. (Sospettiamo che in questo giudizio c'entri, in qualche misura, l'Atlante Politico che abbiamo pubblicato su "la Repubblica" lunedì scorso).

In effetti, tutti sanno che Berlusconi non ha mai bluffato, con i sondaggi. Non li ha mai usati come strumenti di campagna elettorale, come profezie che si autoavverano. In fondo, due anni fa, ha avuto ragione lui. I suoi sondaggi "personali", commissionati a una nota agenzia americana, davano la CdL in parità già a metà febbraio. Quando tutti gli altri, invece, la stimavano in svantaggio di 5-6 punti. Come oggi il PD.

Effettivamente, due mesi dopo, fu sostanziale pareggio. Aveva ragione lui, quindi. Ne siamo davvero certi? Aveva ragione lui? Oppure quel sondaggio "profetizzava" ciò che sarebbe avvenuto due mesi dopo? Anche grazie all'incertezza che avrebbe suscitato, riaprendo una competizione considerata, dagli elettori, già chiusa? Chissà... Certo che, dopo il voto, il Cavaliere continuò a polemizzare duramente con gli alleati. Che non gli avevano creduto e non l'avevano sostenuto. (Magari per scelta consapevole). Aveva rimontato da solo, sostenne. Bastava una settimana di campagna elettorale, qualche trasmissione ancora: avrebbe completato la rimonta e realizzato il sorpasso.

Curiosa recriminazione, visto che i "suoi" sondaggi avevano registrato il pareggio due mesi prima del voto. Evidentemente il suo attivismo feroce nelle ultime settimane di marzo, compresa la grande performance all'assemblea degli industriali di Vicenza, l'ultimo faccia-a-faccia televisivo con Prodi, a pochi giorni dal voto (quando aveva scandito: "E infine toglieremo l'ICI. E forse anche la tassa dei rifiuti"). Non gli avevano fatto recuperare nulla. Ma, perfino, perdere qualcosa. In fondo era sul pari già due mesi prima...

Così, nei giorni scorsi, si è indignato. Perché i "suoi" sondaggi lo danno in vantaggio di dieci punti, non di 6 e mezzo. Il che genera, comunque, qualche dubbio. Visto che sabato scorso, al convegno degli amici di Giovanardi, usciti dall'Udc per confluire del PdL, Berlusconi aveva sostenuto che il vantaggio del PdL era di "12 punti". Due punti persi in due giorni. Il rischio è che, fra un paio di settimane, le stime del Cavaliere decretino il pareggio...

Il problema è che il Cavaliere interpreta sempre in modo creativo i "suoi" sondaggi. Che nel 1994 stimavano FI al 30%. Ottenne il 20%, ma pazienza: vinse egualmente. Nel 1996 assicuravano il successo del Polo delle Libertà. Si affermò l'Ulivo. Ma, sappiamo, a volte sbagliano gli elettori, non i (suoi) sondaggi. Nel 2001, invece, prevedevano il trionfo della CdL sull'Ulivo. Con oltre 10 punti percentuali di vantaggio.

Vinse sul serio. Ma con un punto in più, alla Camera.
Non importa. Perché il "senno di poi", nei sondaggi, non conta. Importa il "senno di prima". Le stime in tempi di campagna elettorale. Perché, effettivamente, entrano in campagna elettorale. Condizionano i sentimenti e gli atteggiamenti. Così oggi il Cavaliere si irrita se i sondaggi lasciano intendere che la partita è ancora aperta. Se fanno dubitare agli elettori che "la festa appena cominciata è già finita". Meglio discutere subito dei ministeri e degli incarichi istituzionali, così non perdiamo tempo... Per cui impone la verità dei "suoi" sondaggi. Contro tutti gli altri. Tutti. Non solo quelli del PD e dei giornali della sinistra. Perché Ipsos attribuisce al PD (e ai suoi alleati) 7 punti in più del PD (e liste collegate). Lo stesso, SWG. Peraltro, il Corriere della Sera aveva proposto, nei giorni scorsi, stime elettorali di Demoskopea che davano ragione al Cavaliere: 9 punti di vantaggio per il PdL. Ma la nuova rilevazione di Demoskopea per Sky Tg 24, di oggi, si allinea a sua volta: 7 punti di distacco.

Infine, vediamo il sondaggio di "fiducia" a cui fa riferimento il Cavaliere. La direttrice di Euromedia Research rivela in esclusiva al quotidiano on-line "Affari Italiani" che il distacco fra i due maggiori competitors è "compreso tra gli 8 e i 10 punti percentuali, in quanto è tra il 44 e il 46% la coalizione che indica Berlusconi premier e tra il 36 e il 38% quella che indica Veltroni" ("Affari Italiani", Martedì 26.02.2008, 14:32). Insomma: fra 10 e "8 punti". A metà: tra i sondaggi del Pd e quelli "personali" - nell'interpretazione "personale" - di Berlusconi.

Il problema è che i sondaggi non pre-vedono: vedono e misurano il presente. O, almeno, ci provano. Chi meglio, chi peggio. Possono servire a rilevare la distribuzione dei consensi in un determinato momento. Indicare quanti e chi sono gli incerti. Cosa pensano, cosa potrebbero decidere in seguito. Ma poi, alla fine, contano le elezioni. E, da qui alle elezioni, contano i comportamenti degli attori politici. La campagna elettorale. I media. Naturalmente, gli attori politici e la campagna elettorale occupano principalmente i media. Inoltre, i sondaggi contribuiscono allo spettacolo della campagna elettorale. Quindi, a definire e a modificare l'opinione pubblica. Per cui, quando sono resi pubblici, diventano - anzi, sono - strumenti di campagna elettorale. Indipendentemente dalla volontà e dalla qualità. Per questo suscitano tanta attenzione e tanta reazione. Rischiano di apparire profezie che si auto-avverano.

Berlusconi lo sa bene. Ne è stato, dal 1994, l'interprete più creativo. I sondaggi come forma di "pre-visione". Un modo per orientare "preventivamente" la "visione" e quindi le scelte degli elettori. Per questo è insofferente verso i dilettanti che pretendono di sfidarlo sullo stesso terreno. Verso gli analisti e gli istituti demoscopici che pensano, poverini, che i sondaggi servano solo a "vedere". No. Servono a "pre-vedere". Per cui vanno contrastati, se offrono "pre-visioni" moleste. Sgradevoli e sgradite. Se insinuano il dubbio che la partita non sia ancora chiusa. Se mobilitano gli elettori delusi e scoraggiati. Incerti se votare. Perché, al contrario di due anni fa, sono perlopiù di centrosinistra. Ma lo irritano, soprattutto, se ipotizzano che l'UdC (e la Rosa Bianca) non siano ancora scomparsi. Che abbiano ancora uno spazio elettorale. Anche il 6-7% - stimato dai sondaggi di sinistra e dai complici - è troppo. Perché si tratta di voti sottratti al PdL. L'unico bacino da cui il PdL possa ancora attingere. (A destra è rimasto poco). I suoi sondaggi non lo pre-vedono. In altri termini: alle elezioni "dovrà" ridursi a metà. E Casini sparire del tutto. Per cui, chi oggi vede e pre-vede diversamente: o è in malafede o è un comunista. Pardon: un "casinista".

sabato, febbraio 23, 2008

Un pezzo di SUD nel cuore del NORD (di Luigi Verducci)


Mi è rimasta impressa nella memoria una signora del "Nord" ripresa da un giornalista di rai tre, durante una manifestazione leghista, mentre urlava: "anche a noi ci spetta una TV". Solo adesso capisco appieno il valore di quella frase, che in verità esprime ciò che ha sempre rappresentato culturalmente e politicamente la Lega. E lo capisco con dieci anni di ritardo e grazie ad un articolo di Gad Lerner sul caso Malpensa. Il Nord che imprende e che conquista stava lasciando il campo al nord che pretende, che vuole un pezzo di "Roma ladrona" tutta per se. Come scrive Lerner, la Lega ha rappresentato e rappresenta "L'assistenzialismo declinato in Lumbard" tanto che "nella zona a più alta concentrazione industriale del Paese, sia Malpensa, sia l'avveniristica fiera di Rho, rischiano il declino tipico delle cattedrali nel deserto" mostrando il limite del "modello clientelare leghista, erogatore di una raffica di incarichi pubblici eguagliata a suo tempo solo dall'Irpinia demitiana"

giovedì, febbraio 21, 2008

Incontro discutere le candidature (di Stefano Pompozzi)

Domenica 24 febbraio, alle ore 10,00, a Piane di Montegiorgio, presso il Centro Sociale (di fronte alla chiesa) si terrà un incontro - dibattito, aperto a tutti i membri dei coordinamenti dei circoli della zona omogenea della media valle del Tenna ed a tutti coloro che hanno partecipato alle votazioni del 10 febbraio (quelle per l'elezioni dei coordinamenti paesani). l'incontro sarà volto a far emergere i nomi di possibili candidati da sottoporre agli organi nazionali e regionali in occasione della comilazione delle liste per le candidature alle Camere relativamente alla nostra Regione. sarà una discussione libera, senza votazione finale su nomi ecc. è quindi importante, meglio fondamentale, la partecipazione di tutti i membri del nostro coordinamento all'incontro e, se sapete di qualcuno che può essere interessato estendete l'invito!!
P.S. credo che noi più di altri dobbiamo esserci, possibilmente con una univoca proposta, vogliamo il nostro amico, membro del nostro circolo, compaesano Francesco Verducci riconfermato tra i candidati di queste prossime elezioni politiche.

venerdì, febbraio 15, 2008

Energia: Pd aderisce a campagna "M'illumino di meno"


Oggi 15 febbraio, dalle 18.10 alle 18.20, le luci e tutti i dispositivi elettrici della sede nazionale del Partito Democratico saranno spenti.

Il partito intende così aderire alla Giornata internazionale del risparmio energetico e all’invito pubblico di Caterpillar, programma di Radio2, che per il quarto anno consecutivo ha lanciato in Italia la campagna “M’illumino di meno”.

L'attenzione per l'ambiente non viene dimenticata neanche durante il viaggio di Veltroni per l'Italia.
"I pullman saranno attrezzati per lavorare, anche con postazioni internet. Sono mezzi italiani, dell’Iveco, all’avanguardia dal punto di vista delle emissioni a livello ambientale, già adatti alal direttiva Euro 5. Al termine del viaggio saranno ripiantati nei parchi italiani gli alberi necessari per bilanciare le emissioni di anidride carbonica prodotte durante il viaggio" (Ermete Realacci, presentazione del viaggio di Veltroni per lItalia)


A proposito, ecco le tappe di Veltroni nelle Marche:

Lunedì 25 Febbraio
Ascoli Piceno
Fermo
Macerata

Martedì 26 Febbraio
Ancona
Pesaro

mercoledì, febbraio 13, 2008

Toh, che modello! (di Gianluca Molinaro)

Ieri, leggendo il giornale, ho appreso che la popolarità del presidente francese Sarkozy, secondo l'ultimo sondaggio, è in ulteriore calo. Questa nuova contrazione dei consensi sarebbe dovuta, oltre alla sovraespozizione mediatica da parte del presidente delle sue vicende sentimentali, alla retromarcia fatta dal governo sulla liberalizzazione dei taxi, in seguito allo sciopero indetto dai sindacati di questi ultimi.

In Italia i Sarko-boys de noantri hanno dimostrato di comportarsi diversamente dal loro presunto modello, anzi all'opposto: non solo non hanno avviato nessuna liberalizzazione ma hanno difeso, in più di un'occasione, gli interessi particolari di categoria (tra cui, ironia della sorte, proprio quelli dei tassisti! sic!) a danno degli interessi della collettività.

Sempre a proposito di liberalizzazioni mi ricordo come il Pierfurby nazionale ha, in più circostanze, manifestato la sua stima per la Lanzillotta, affermando anche che il disegno di legge del ministro era stato talmente stravolto dalla sinistra da non poterlo più condividere. Bene. Alle prossime elezioni il PD si presenterà da solo e questo fatto, come ha ricordato Veltroni, renderà l'azione del Partito Democratico libera da condizionamenti. Mi sembra un buon argomento da spendere in campagna elettorale.


martedì, febbraio 12, 2008

Si può fare? allora facciamolo!

Ringrazio tutti i soci fondatori del locale circolo del Partito Democratico che hanno voluto concedermi la fiducia attraverso l’incarico di coordinatore.
Partiamo e, senza possibilità di lanciarci, di prender velocità, ci troviamo subito davanti una dura ma affascinante salita, la campagna elettorale per le elezioni politiche anticipate.
I sondaggi ci dicono che dobbiamo correre di rincorsa e noi lo faremo. Abbiamo fatto una scelta difficile (presentarci da soli) ma “desiderata e condivisa” dalla base da un decennio, forse già immediatamente dopo l’esperienza dei “Progressisti” di Achille Occhetto.
Questa scelta ha anzi rivitalizzato tutti coloro (persone provenienti da altre esperienze politiche e persone al loro primo impegno) che si sentono parte di questo NUOVO e grande soggetto politico.
Si nuovo, perché il Partito Democratico è l’unica vera novità del panorama politico nazionale. Non la solita alleanza pre-elettorale le cui forze che vi convergono scelgono un simbolo ed un nome ma una diversa e moderna filosofia politica che si esprime anche con innovative tecniche comunicative (forse fin troppo nuove considerato il torpore e la “staticità” cui è oramai abituato ed assuefatto l’elettorato).
Noi non solo accettiamo e condividiamo questa sfida ma ne saremo il braccio, un braccio, una delle mille braccia che in tutta Italia inciteranno alla partecipazione per il cambiamento, che distribuiranno volantini, imbusteranno materiale, attaccheranno manifesti.
Torneremo per qualche settimana a respirare quell’odore di carta stampata di cui è pregna l’aria quando si è sommersi di materiale da distribuire; torneremo ad organizzare piccole e grandi manifestazioni, e faremo tutto ciò con un entusiasmo nuovo, semplicemente non eseguendo direttive ma credendoci.
Questa è la grande vittoria del Partito Democratico, a prescindere dalle proiezioni dei risultati elettorali; ha fatto prender una “cotta” a persone che non si erano mai avvicinate a questo mondo ed ha instillato nuova fiducia a chi giurava di aver chiuso con la politica.
Noi abbiamo vinto. Adesso dobbiamo tentare di sovvertire il pronostico nazionale che ci da sfavoriti per aver maniera di dimostrare all’Italia che siamo gli unici in grado di governarla responsabilmente, di traghettarla verso le grandi sfide europee e mondiali che già si prefigurano all’orizzonte.
Lo faremo anche a Servigliano, busseremo alle case sapendo già di trovare persone sfiduciate, che si sentono tradite dalla classe politica. Ma parleremo, spiegheremo, con pazienza e coggiutaggine.
Vogliamo essere, da subito, il primo partito del nostro paese; per farlo però c’è bisogno di tutti voi.
Auguro quindi un buon lavoro a tutti gli amici del coordinamento;
Ringrazio e mi complimento con Luigi Verducci per lo scrupoloso lavoro svolto fino ad oggi (e lo considero un membro di diritto del coordinamento);
Ringrazio il Sindaco e i consiglieri del PD che, con la loro presenza e partecipazione ai lavori per l’elezione del locale coordinamento locale ci hanno fatto sentire la loro importante vicinanza.
Un’ultima ovvia considerazione, visto che si può fare, facciamolo!

Stefano Pompozzi

lunedì, febbraio 11, 2008

Anche a Servigliano "Si può fare"!



Il primo segretario del Circolo PD di Servigliano è Stefano Pompozzi.

Il Coordinamento è composto da:
1. Silvana Balacco
2. Mirko Barchetta
3. Paolino Bertazzo
4. Paolo Brandi
5. Roberto Cippitelli
6. Maurizio Lombardi
7. Maurizio Marinozzi
8. Luca Mercuri
9. Caterina Stortini
10. Carlo Verducci
11.Danilo Viozzi

Buon lavoro ed ecco alcune foto di ieri.

Una scelta coraggiosa (di Maurizio Lombardi)

Tutti ne parlano: le elezioni, ma ancor di più si parla della scelta del Partito Democratico di presentarsi da solo. Secondo me è la scelta più giusta, perchè innanzitutto è, in caso di vittoria, garanzia di stabilità (anche se ciò è relativo, vista la legge elettorale, il "porcellum", per la quale si può creare una situazione di stretta maggioranza come la precedente). Se si allea con i soliti partitelli come i verdi, i comunisti italiani e tuti gli altri, innanzitutto si ripresenterebbe una coalizione già collaudata e che non ha funzionato; in secondo luogo, questi partitelli potrebbero fare il buono ed il cattivo tempo, con la costante minaccia di far cadere il governo. E' ora di finirla con questa storia dei partitelli che raggiungono si e no l'1% che fanno la voce grossa e che possono far cadere un governo con un solo senatore... Non si può governare in questo modo. La politica va rinnovata dalla A alla Z secondo me...Innanzitutto bisogna reinserire il voto di preferenza per il candidato alla camera e al senato. Con l'attuale legge elettorale si lascia troppo potere ai partiti. Questi dovrebbero rappresentare il popolo, le sue idee e le sue esigenze. E' anche per questo che io credo nel progetto del Partito Democratico, nato su una base di democrazia: le primarie, cioè il popolo che interviene attivamente nelle decisioni del partito. In una democrazia che funzioni, questo dovrebbere essere un fatto normale, anzi oserei dire obbligatorio per tutti i partiti, perlomeno per quanto riguarda la scelta del candidato premier alle elezioni. Ma è possibile poi che uno possa candidarsi per ben 6 volte a presidente del consiglio? Non c'è da stupirsi poi che la gente non abbia più fiducia nella politica, se si vedono sempre le stesse facce... Dovrebbe prevederlo la legge, che dopo uno o due mandati non ci si possa più presentare. Ma questo dovrebbe valere per tutte le cariche elettive, non solo per quella di presidente del consiglio. Un'altra cosa che non va secondo me è il fatto che un candidato al parlamento si possa presentare in più collegi elettorali. Bisogna garantire la stessa visibilità a tutti, ecco che allora ci si dovrebbe candidare, per legge, su un solo collegio: quello comprendente il luogo di nascita o dove si ha la residenza; ecco che allora tutti partirebbero sullo stesso piano. Dovrebbe essere inoltre garantita la massima trasparenza giudiziaria dei nostri rappresentanti al parlamento: non è possibile che in parlamento siedano persone che hanno legami con la mafia o che siano colpevoli di altri reati. Chi è colpevole di un reato, ed è stato condannato, e sottolineo condannato, non può rappresentare gli Italiani in parlamento, dovrebbe essere ovvio, ma così non è... Come dovrebbe essere ovvio che se se un parlamentare viene iscirtto nel registro degli indagati per un qualunque reato, questo dovrebbe essere sospeso dal suo incarico fino a quando non si appuri la sua colpevolezza o innocenza. Si dovrebbe quindi dare la precedenza a questi processi coinvolgenti parlamentari, così che si possano risolvere in pochi mesi. D'altronde penso che la cosa più importante sia garantire la trasparenza giudiziaria dei nostri rappresentanti in Parlamento. Non mi addentro poi nel discorso riguardante i costi della politica, dato che non basterebbe un giorno per elencare tutti gli sprechi che vengono fatti; senza contare gli stipendi e le pensioni dei parlamentari...
Concludo qui anche se ci sarebbero ancora molte cose da dire...Quando ho cominciato a scrivere questo articolo, pensavo solo di commentare la scelta del PD riguardo alle elezioni, ma poi le parole sono uscite fuori una dopo l'altra, chiaro segnale dell'esigenza di un ragazzo di diciotto anni di poter vivere in un'Italia migliore, dove il popolo torni veramente a contare qualcosa...

sabato, febbraio 09, 2008

"Yes, We can"

I candidati del circolo di Sevigliano

Candidati al ruolo di Coordinatore del circolo:

Paolino Bertazzo

Stefano Pompozzi

Candidati al coordinamento del circolo:

1. Silvana Balacco

2. Mirco Barchetta

3. Paolino Bertazzo

4. Paolo Brandi

5. Roberto Cippitelli

6. Maurizio Lombardi

7. Luca Mercuri

8. Stefano Pompozzi

9. Caterina Stortini

10. Carlo Verducci

11. Danilo Viozzi