lunedì, febbraio 11, 2008

Una scelta coraggiosa (di Maurizio Lombardi)

Tutti ne parlano: le elezioni, ma ancor di più si parla della scelta del Partito Democratico di presentarsi da solo. Secondo me è la scelta più giusta, perchè innanzitutto è, in caso di vittoria, garanzia di stabilità (anche se ciò è relativo, vista la legge elettorale, il "porcellum", per la quale si può creare una situazione di stretta maggioranza come la precedente). Se si allea con i soliti partitelli come i verdi, i comunisti italiani e tuti gli altri, innanzitutto si ripresenterebbe una coalizione già collaudata e che non ha funzionato; in secondo luogo, questi partitelli potrebbero fare il buono ed il cattivo tempo, con la costante minaccia di far cadere il governo. E' ora di finirla con questa storia dei partitelli che raggiungono si e no l'1% che fanno la voce grossa e che possono far cadere un governo con un solo senatore... Non si può governare in questo modo. La politica va rinnovata dalla A alla Z secondo me...Innanzitutto bisogna reinserire il voto di preferenza per il candidato alla camera e al senato. Con l'attuale legge elettorale si lascia troppo potere ai partiti. Questi dovrebbero rappresentare il popolo, le sue idee e le sue esigenze. E' anche per questo che io credo nel progetto del Partito Democratico, nato su una base di democrazia: le primarie, cioè il popolo che interviene attivamente nelle decisioni del partito. In una democrazia che funzioni, questo dovrebbere essere un fatto normale, anzi oserei dire obbligatorio per tutti i partiti, perlomeno per quanto riguarda la scelta del candidato premier alle elezioni. Ma è possibile poi che uno possa candidarsi per ben 6 volte a presidente del consiglio? Non c'è da stupirsi poi che la gente non abbia più fiducia nella politica, se si vedono sempre le stesse facce... Dovrebbe prevederlo la legge, che dopo uno o due mandati non ci si possa più presentare. Ma questo dovrebbe valere per tutte le cariche elettive, non solo per quella di presidente del consiglio. Un'altra cosa che non va secondo me è il fatto che un candidato al parlamento si possa presentare in più collegi elettorali. Bisogna garantire la stessa visibilità a tutti, ecco che allora ci si dovrebbe candidare, per legge, su un solo collegio: quello comprendente il luogo di nascita o dove si ha la residenza; ecco che allora tutti partirebbero sullo stesso piano. Dovrebbe essere inoltre garantita la massima trasparenza giudiziaria dei nostri rappresentanti al parlamento: non è possibile che in parlamento siedano persone che hanno legami con la mafia o che siano colpevoli di altri reati. Chi è colpevole di un reato, ed è stato condannato, e sottolineo condannato, non può rappresentare gli Italiani in parlamento, dovrebbe essere ovvio, ma così non è... Come dovrebbe essere ovvio che se se un parlamentare viene iscirtto nel registro degli indagati per un qualunque reato, questo dovrebbe essere sospeso dal suo incarico fino a quando non si appuri la sua colpevolezza o innocenza. Si dovrebbe quindi dare la precedenza a questi processi coinvolgenti parlamentari, così che si possano risolvere in pochi mesi. D'altronde penso che la cosa più importante sia garantire la trasparenza giudiziaria dei nostri rappresentanti in Parlamento. Non mi addentro poi nel discorso riguardante i costi della politica, dato che non basterebbe un giorno per elencare tutti gli sprechi che vengono fatti; senza contare gli stipendi e le pensioni dei parlamentari...
Concludo qui anche se ci sarebbero ancora molte cose da dire...Quando ho cominciato a scrivere questo articolo, pensavo solo di commentare la scelta del PD riguardo alle elezioni, ma poi le parole sono uscite fuori una dopo l'altra, chiaro segnale dell'esigenza di un ragazzo di diciotto anni di poter vivere in un'Italia migliore, dove il popolo torni veramente a contare qualcosa...

2 commenti:

Nadia ha detto...

credo sia molto più efficace di mille parole la vignetta pubblicata oggi sull'unità di Staino: una mongolfiera con la faccia di Veltroni che si libra in lato e lascia andare tutte le sue zavorre.

Il PD nasce con un progetto ambizioso, se vuole realizzarlo doveva, assolutamente fare questa scelta.
Io l'approvo in pieno e se la sera in cui cadde il governo Prodi davo per scontata l'ascesa di berlusconi, oggi sento invece con convinzione crescente l'idea che YES, WE CAN!

Rimbocciamoci le maniche, questi due mesi dobbiamo ribaltare tutti i sondaggi.
ps: in bocca al lupo Maurizio!

luigi ha detto...

Il PD è una risposta chiara a tre delle questioni sollevate da Maurizio: 1. Favorire il ricambio in politica: Lo Statuto del PD (pubblicato sul sito nazionale) prevede che "Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati"
2. Trasparenza della politica: Il PD ha un codice etico (pubblicato sul sito nazionale) che prevede che non si possono candidare persone che abbiano una condanna e, in caso di reati per mafia, neanche indagati.
3. I costi della Politica: Inun bell'articolo, oggi, Tito Boeri dimostra che i sistemi politici maggiormente frammentati sono quelli che generano livelli più elevati di spesa pubblica e conclude così "L’unico modo per uscire da questo circolo vizioso è che gli elettori penalizzino col loro voto i partiti minori. Bene, in ogni caso, che gli italiani siano consapevoli che c’è una tassa, nel vero senso della parola, associata al voto ai piccoli partiti".
Quindi anch'io credo che stiamo facendo la cosa giusta