mercoledì, aprile 16, 2008

E' INIZIATA (COMUNQUE) UNA NUOVA STORIA

Nonostante in molte realtà il PD abbia consistentemente superato la somma algebrica DS + Margherita siamo reduci da una brutta sconfitta elettorale.
Sconfitta immaginabile, così brutta no.
Premetto innanzitutto che stavolta qualche elemento di conforto ce l'ho: la nostra campagna elettorale, il tono, lo stile, il metodo comunicativo, le persone, le scelte, l’immagine.
Nelle ultime campagne elettorali nazionali (e talvolta non solo quelle..) quando siamo usciti sconfitti qualche rimpianto ce lo siamo trascinati dietro; l’armata Brancaleone del 2006, l’averci creduto troppo tardi con Rutelli nel 2001, l’apparente vittoria scontata dei Progressisti nell’oramai lontana 1994.
Stavolta No. Volevamo un segnale forte nei confronti di chi aveva ingessato il Governo Prodi, di chi lo aveva pugnalato per ben 2 volte in meno di dieci anni, l’abbiamo avuto e, la scelta di andare soli, è stata la prima grande spinta che ci ha esaltato all’inizio di questo percorso.
Volevamo “svecchiare” la nostra immagine, evolverci nelle forme comunicative, ritrovare la capacità di calamitare l’attenzione dei giovani e dei “disincantati” dalla politica; lo abbiamo avuto.
Volevamo (perlomeno) tentare di liberarci dell’immagine tassaiola, tentare di far breccia nell’impenetrabile muraglia elettorale del nord - est; ci abbiamo provato, fino in fondo porto come prove programma e candidati
.
Sconfitta però brutta; diciamocelo chiaramente, senza ipocrisie; questa destra la vuole (attualmente auspico) il paese, l’essenza stessa del PDL, lassista, apparentemente antistatalista, aziendalista, rassicura un certo elettorato.
Il PDL riesce a rilasciare nell’aria quella sensazione di permissivismo verso “il parcheggiatore in seconda fila“; una implicita rassicurazione verso cospicue fasce di elettorato prive di ogni timore reverenziale (leggi civico) verso le Istituzioni
.
Questo ha portato tanti votanti, matita alla mano, a scegliere una forza che, nella propria forma mentis, ritiene simile, di più, complice.
Trasformando ciò in voti si ha la gran parte di quel pesante distacco che ha reso la nostra sconfitta da onorevole a triste e deludente.
Ma il PD c’è. Penso che ogni mattina uscendo di casa una persona ogni tre che incontro è dei nostri, 12.100.000 persone in Italia. Un progetto a lungo termine e non una coalizione elettorale cui trovare un nuovo simbolo e nome per le prossime consultazioni. Un patrimonio elettorale umano e culturale enorme. E da qui ripartiremo, insieme. questo blog ha un nome ben preciso: inizia una nuova storia. è iniziata, non come volevamo ma è iniziata e nessuno deve fermarsi alla prima difficoltà!


Termino queste mie considerazioni scritte di getto con un ultimo pensiero relativo alla sinistra radicale.
Sento in questi giorni tanti proclami, un nuovo progetto, simboli, nomi ecc. l’elettorato non ha decretato la fine della storia politica del Partito Comunista, Socialista o Ecologista; ha decretato il fallimento dei loro vertici!
Di figure che, negli ultimi tre lustri non sono state in grado di dare risposte (se non anacronistiche) alla base, immobili nell’assistere alla migrazione dei propri elettori verso il centro destra Berlusconiano o peggio, verso la Lega al nord.
Il popolo dei votanti ha decretato il fallimento di figure che hanno rallentato o bloccato l’azione del Governo Prodi con ricatti quotidiani, con continui “no” privi di proposte alternative.
I vertici hanno saputo solo tirare in ballo la storia del voto utile che li ha danneggiati; una base convinta e motivata sarebbe stata insensibile al voto utile o disgiunto (e fondamentalmente lo è stata). Gli elettori hanno detto a questi signori che simboli e storia possono anche restare, loro no.
Stefano Pompozzi

4 commenti:

luigi ha detto...

Come dice Stefano, una nuova storia è cominciata. Il PD sembra già un partito consolidato, mentre è nato solo da qualche mese. Penso che dovremo iniziare una nuova fase anche noi come PD di Servigliano e questa tornata elettorale un aspetto positivo ce lo ha fatto sperimentare. Per la prima volta dopo anni abbiamo fatto una campagna elettorale "a testa alta", cioè con la convinzione di presentarci alle persone con una proposta politica credibile, coerente e trasparente.

pablo ha detto...

E' proprio così Luigi ed aggiuno una ulteriore considerazione limitata al nostro paese; alcuni degli storici punti di riferimento della sinistra locale (geografici ed umani) hanno dimostrato di non essere più tali. Per una parte (consistente) l'elettorato PD è spalmato sul paese e va scoperto (insieme a nuovi punti di riferimento) e coltivato. Non è più possibile continuare a confidare esclusivamente nell'exploit elettorale di alcune zone paesane auspicando che questo possa bastare a colmare il gap delle altre dove siamo storicamente più deboli. Dobbiamo cercare di andare più in profondità in tutto il paese; basarsi ancora sulle vecchie divisioni geografiche del voto rischia di portarci solo ad un peggioramento in termini di consensi.

pablo ha detto...

...mi sono dimenticato di firmare.. Stefano P.

paolo ha detto...

Complimenti Stefano per la bella analisi, con la quale concordo pienamente. Anche io, nonostante tutto, mi consolo pensando a quell'1 su 3 che ha votato Pd. Non è poco. Soprattutto perché si tratta di un punto di partenza, la prima prova di un partito ancora da svezzare. C'è da capire cosa fare, come muoversi per interpretare un ruolo di opposizione tutt'altro che semplice: dopo una campagna elettorale tutta rivolta al centro e in netta distinzione dalla sinistra radicale, ci ritroviamo con tanti voti presi a sinistra ma altrettanti persi al centro. E soprattutto in parlamento il Pd sarà la forza più di sinistra, oltre non ci sarà niente; nell'ultima fila dei banchi alla sinistra del presidente ci sarà sempre e comunque qualcuno del Pd, e a volte potrebbe capitare pure alla Binetti. Impressionante! Il lavoro è duro, e proprio per questo bisognerebbe scongiurare tentennamenti: il percorso disegnato da Veltroni è quello giusto, sarebbero disastrosi assestamenti verso sinistra. Vedremo. Intanto è il caso di parafrasare lo slogan del principale esponente dello schieramento a noi avverso: “meno male che il Pd c'è”.