venerdì, giugno 06, 2008

Mio figlio è un angioletto!


Io non sono poi così vecchio, però su una cosa posso dire anch'io:"Ai miei tempi...". Parlo di scuola. Ai miei tempi se succedeva qualcosa (un brutto voto, un richiamo del professore, un'assenza sospetta, il rischio di una bocciatura...) si poteva star pur certi che non avremmo avuto le spalle coperte dalla famiglia; anzi, il peggio cominciava proprio in famiglia. E non parlo solo di me, perché per tutti (o quasi) sarebbe stato così. Contava andare bene a scuola, non ottenere un pezzo di carta stiracchiato e a tutti i costi. Oggi pare proprio che le cose si siano invertite e i figli, qualsiasi cosa facciano, sono difesi a spada tratta dai genitori. Come se il loro compito educativo si fosse ridotto a nascondere a se stessi e agli altri, e spesso contro ogni evidenza, la realtà delle cose. Che c'entra questo discorso adesso? Niente probabilmente, però mi è venuto in mente in questi giorni dopo la dichiarazione di Napolitano sulla responsabilità del Nord nell'emergenza rifiuti al Sud. Mettete in fila le dichiarazioni della Lega, di gran parte del PDL e dei giornali che vogliono "rappresentare" politicamente il NORD (come LIBERO ad esempio). Sembrava di ascoltare una madre che minimizza le marachelle del figlio "Ma avrà menato i compagni al massimo un paio di volte..." o un padre che urla al professore di turno "ma come si permette di parlare male di mio figlio, si rende conto, di mio figlio!". In tutti e due i casi, chi difende non vuole conoscere la realtà delle cose, ma difende a priori. La differenza è che i bamboccioni da difendere, in questo caso, sono omoni belli e grossi che di solito chiamiamo, con rispetto, imprenditori.

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