mercoledì, ottobre 08, 2008

Disgusto (di Luigi Verducci)


“Sensazione che offende il senso del gusto; nausea, ripugnanza” e ancora “Ripugnanza morale, senso di fastidio, di avversione, di intolleranza”. Fin qui la definizione di disgusto. Mi sembra proprio il sentimento più appropriato alla situazione che stiamo vivendo. La crisi economica è mondiale e non ho nessuna intenzione di ridurla a questione interna italiana o a lotta tra schieramenti politici. Eppure… provo disgusto per la sequela di dichiarazioni che ci stanno regalando gli esponenti del centrodestra in questi giorni. A cominciare da Tremonti che di colpo è diventato un “no global” e si è messo a fare i sermoni sull’etica.
Continua a ripetere che aveva previsto tutto nei suoi libri e ci delizia con giochi di parole tipo “è la fine del principio” per profetizzare che le cose peggioreranno. Ora io non ho letto i suoi libri illuminati, però 2 + 2 riesco ancora a farlo e allora vi propongo un quiz:

Chi ha introdotto in Italia termini come cartolarizzazione (*) e finanza creativa?

Ammetto l’ignoranza, ma io ho appreso dell’esistenza di queste parole tra il 2000 e il 2006, dalla boccuccia geniale del ministro Tremonti.
Proprio quello che ha cercato di cartolarizzare il colosseo (ve la ricordate Patrimonio s.p.a.?) adesso non perde occasione per dire che lui lo diceva che il mondo non poteva andare avanti impunemente affidandosi alla finanza “poco seria”. Lui? Proprio lui? Il nostro genietto tutto italiano?
DISGUSTO!


*Molti commentatori (vedi Alberto Ronchey sul corriere di oggi) fanno risalire la crisi attuale al sistema delle cartolarizzazioni.

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