martedì, dicembre 29, 2009

.. Auguri .. anticrisi .. dal Coordinamento del Circolo Democratico di Servigliano..!

domenica, dicembre 27, 2009

IL FALSO MITO DEL "SENSO COMUNE" (Ilvo Diamanti, Repubblica.it)

E' tornato a parlare agli italiani, Silvio Berlusconi, dopo l'aggressione avvenuta a Milano due settimane fa.
E la soddisfazione, nelle sue parole, ha largamente sopraffatto i segni della paura e del dolore. D'altronde, il moto di emozione e di solidarietà, seguito all'episodio, ha aiutato Berlusconi a risalire nei sondaggi, dopo mesi e mesi di declino. Il premier non ha mancato di rammentarlo in una telefonata al Tg1, due giorni fa, citando i suoi sondaggi personali. Secondo i quali due italiani su tre lo incoraggiano ad andare avanti (dati Euromedia). Oggi, d'altronde, anche altri istituti demoscopici confermano questa tendenza, seppure con stime diverse e più ridotte.
La quota di elettori che esprime un indice di fiducia almeno "sufficiente" nei confronti del premier (con un voto da 6 a10) è intorno al 55-56%, secondo l'Ipsos diretta da Nando Pagnoncelli. Lo stesso dato è indicato dall'Ispo di Renato Mannheimer. In entrambi i casi: una crescita di 6-7 punti percentuali. Da ciò la determinazione del premier ad andare avanti nell'azione di governo e con le riforme. Perché il suo volto, più degli altri, raffigura e rispecchia il "senso comune". La volontà popolare degli italiani, che magari provano disagio verso i suoi comportamenti e il suo relativismo etico. Ma, in fondo, anche per questo, lo percepiscono come uno di loro. E gli vorrebbero assomigliare. Questi italiani: individualisti e familisti, spacconi e donnaioli, un po' evasori, diffidenti verso i poteri pubblici, liberisti a parole, soprattutto quando si tratta degli altri. Innamorati dell'immagine, sperduti nel mondo dei media e della televisione, attratti dal gossip e dai salotti tivù. E, quindi, dal principale protagonista e autore della realtà mediale. Lui. Silvio Berlusconi. L'aggressione ai suoi danni e il suo volto insanguinato: uno degli eventi mediatici del decennio. Lo hanno beatificato. La vittima sacrificale dell'odio espresso dalla parte invidiosa del Paese oggi è stata risarcita moralmente.
E pochissimi si sono azzardati a eccepire. Criticare. Salvo i soliti noti - Di Pietro in testa. Condannati alla pubblica esecrazione. L'onda impetuosa della solidarietà personale verso il premier sembra aver trascinato con sé anche il consenso per le riforme. Che, come ha affermato Berlusconi nella telefonata al Tg1, verranno fatte senza esitazioni. A partire, immaginiamo, da quella sulla giustizia. E dai provvedimenti utili ad allontanare gli effetti dei processi che lo riguardano. In nome dello snellimento della macchina giudiziaria. A tutela delle alte cariche dello Stato ma anche di governo. E' il potere del "senso comune". Che, oltre a Berlusconi, vede protagonista anche la Lega, che interpreta e respira le paure "della gente". Invece l'opposizione - la sinistra, il centrosinistra e perfino il centro - è troppo aristocratica per immergersi nel "senso comune" che pervade la vita quotidiana, dove c'è bisogno di certezze. Un mondo di cose date per scontate che, tuttavia, si possono costruire e manipolare. Semplicemente isolando alcuni aspetti e rimuovendone altri. Ad esempio, se consideriamo i dati di Ipsos presentati da Pagnoncelli a Ballarò (martedì 22 dicembre), Berlusconi è "gratificato" dal 55% di italiani che nutrono fiducia (alta, ma anche appena discreta) nei suoi riguardi. Ma altri leader politici e istituzionali e altre figure pubbliche non sono da meno. Oppure lo superano largamente. Il Presidente della Repubblica Napolitano: 84%; il Presidente della Camera Fini: 68%; il Ministro dell'Economia Tremonti: 56%; il presidente della Fiat e della Ferrari, Cordero di Montezemolo: 55%. Perfino Bersani si attesta al 54%. Insomma, la pietas suscitata dall'aggressione di Tartaglia ha permesso a Berlusconi di riprendere consensi. Senza tuttavia svettare sugli altri. Lo stesso vale per i giudizi politici e sulle politiche. La fiducia nel governo è anch'essa risalita. Tuttavia, il giudizio dei cittadini sulle "politiche" non è cambiato rispetto a prima. In particolare, in tema di giustizia (ancora Ipsos). Sulla "sospensione temporanea dei processi o su una legge 'ad personam' che permetta di sbloccare la situazione politica" e di riprendere il dialogo sulle riforme si dice d'accordo solo il 25% degli elettori. Un italiano su quattro. E il 48% degli elettori di Pdl e Lega. Cioè: meno della metà. La solidarietà verso il premier e la sua maggioranza non si traduce, quindi, in consenso verso le leggi "ad personam". Né verso scorciatoie come il cosiddetto "processo breve", percepito alla stregua di un indulto. Che fa rima con "insulto". Tanto che nel luglio 2006, quando venne approvato dal governo Prodi, ne trascinò in basso il consenso. Immediatamente. Con il contributo della propaganda di alcune forze politiche oggi al governo e allora all'opposizione. Non è di senso comune, però, neppure l'appoggio alle politiche del governo su "lavoro e occupazione", valutate negativamente dal 60% degli elettori, mentre i provvedimenti in materia di tasse e fisco sono avversate dal 56% della popolazione. Inoltre (Demos-Coop, dicembre 2009), il 70% degli italiani si dice favorevole alle manifestazioni a sostegno della libertà di stampa e addirittura l'86%, cioè la quasi totalità, approva le proteste contro i tagli e le carenze di risorse relativi alla ricerca. D'altronde, nella gerarchia dei problemi da affrontare, per gli italiani, i temi dell'occupazione e dello sviluppo sono di gran lunga prioritari. Le riforme istituzionali e sulla giustizia, invece, in fondo alla lista. Senza eccessive differenze fra destra e sinistra. Noi, per istinto e formazione, diffidiamo del "senso comune". Parola magica, sospesa tra mito e ideologia. Tuttavia, proprio per questo, conviene evitare di dare per scontato che gli argomenti sostenuti da Berlusconi e la Lega siano - naturaliter - di "senso comune". Popolari. E quelli dell'opposizione - di sinistra e centrosinistra e anche di centro - impopolari. Prima di convincersi che perfino fare opposizione sia impopolare. E anti-italiano. L'opposizione: almeno si informi.

martedì, dicembre 22, 2009

Protezione civile Super Spa (da L'Espresso, articolo di Fabrizio Gatti)

Con questa inchiesta che riporto in modo integrale dal sito de "L'Espresso" voglio iniziare un ciclo di pubblicazioni di dossier su importanti temi nazionali che hanno poco spazio tra i principali mass media:

La struttura di Bertolaso si trasforma in società per azioni. Così sui contratti per gli eventi ci saranno ancora meno controlli. Mentre il dossier choc sul rischio catastrofi viene ignorato
Aiuto, qualcuno protegga i nostri soldi da Guido Bertolaso. Ora che la Protezione civile diventa una società per azioni nessuno potrà più chiedere conto al governo su appalti ed eventuali spese allegre. Pochi giorni fa, il 17 dicembre, Gianni Letta ha fatto approvare al Consiglio dei ministri il decreto studiato e voluto dal Guido più amato dagli italiani, e da Silvio Berlusconi, in cambio del ritiro delle sue annunciate dimissioni. Un'altra mossa che toglie di mezzo il Parlamento. Il passaggio chiave è scritto in poche parole: «Il rapporto di lavoro dei dipendenti della società è disciplinato dalle norme di diritto privato». Scende così un ulteriore velo di riservatezza su forniture, contratti, progetti per centinaiae centinaia di milioni di euro all'anno, e su assunzioni e consulenze, che non dovranno più passare sotto la lente della trasparenza pubblica. Una scorciatoia che unita alle ordinanze di urgenza e ai poteri di emergenza di cui gode la Protezione civile, trasformerà Bertolaso, 60 anni il 20 marzo prossimo, in un vicerè dalle mani d'oro a completo servizio del presidente del Consiglio di turno. Come già succede ora, ma con meno obblighi da rispettare.
La questione non riguarda soltanto la rapidità di intervento dopo terremoti, frane o alluvioni. Prendete il tentativo di Berlusconi, per adesso soltanto rinviato, di scippare il Tfr agli italiani, la liquidazione di milioni di lavoratori dipendenti. Quei soldi il governo li voleva trasferire al fondo Grandi eventi di Palazzo Chigi. Cioè la cassaforte affidata in questi anni proprio a Bertolaso per organizzare summit, party esclusivi, adunate religiose, gare sportive attraverso procedure d'urgenza e poteri straordinari. Da quando nel 2001 diventa capo e indossa la famosa maglietta blu, fior di ingegneri e tecnici vengono dirottati a occuparsi di serate di gala, piscine e trampolini (Roma, mondiali di nuoto 2009), alberghi, aiuole e parcheggi (La Maddalena e L'Aquila, vertice G8 2009), asfaltatura di strade e rotonde (Varese, mondiali di ciclismo 2008). Risorse e professionalità che così non possono essere dedicate a tempo pieno ai veri pericoli naturali che minacciano l'Italia. Negli armadi della Protezione civile in via Ulpiano e in via Vitorchiano a Roma vengono infatti tenute segrete previsioni da paura.
capo del gruppo c'è una ex interprete dell'ambasciatore Usa in Vaticano, Maria Criscuolo, 47 anni, ben addentro al potere. Dal centrodestra al centrosinistra. Da Gianni Letta a Walter Veltroni. E anche nella Santa Sede. Maria Criscuolo guadagnava bene già nel 1994, con un fatturato in lire equivalente a 632 mila euro. Spiccioli rispetto a quanto fattura ora: 28 milioni 32 mila 705 euro, secondo i bilanci 2008 delle sue società a responsabilità limitata. Guido Bertolaso non bada a spese quando c'è da fare bella figura. Per il vertice Nato-Russia del 27 maggio 2002 a Pratica di Mare, alle porte di Roma, la Triumph di Maria Criscuolo incassa dalla Protezione civile 7 milioni 45 mila euro soltanto per le attività connesse all'organizzazione, gli allestimenti, la ristorazione, le fotocopiatrici, gli interpreti. Per preparare i due giorni di incontri, a cui partecipano Vladimir Putin e George Bush, il dipartimento di Bertolaso firma contratti per 36 milioni 284 mila euro. E nel resoconto non mancano cifre curiose. Come i 74 mila euro per il «facchinaggio da Pratica a Castelnuovo e trasporto statue»: 69 chilometri al costo di 1.072 euro a chilometro. Oppure il milione di euro per il taglio di prato e siepi, i 662 mila per la «riqualificazione del circolo ufficiali», i 21 mila per la «pedana per giornalisti», i 457 mila per la «consultazione dei notiziari di agenzia», i 42 mila per gli «annunci viabilità», i 17 mila per la stampa di menù e inviti. Nel settore Maria Criscuolo ha la stessa fama di Michael Schumacher. Continua a vincere. Sono consulenze che pagano bene. Firmano contratti con lei ministri ed ex: Roberto Maroni, Franco Frattini, Antonio Martino, Altero Matteoli, Gianni Alemanno, Rocco Buttiglione, Giuliano Urbani, oltre al presidente dell'Istituto per il commercio estero, l'ambasciatore Umberto Vattani con cui allestisce il G8 di Genova. Il 7 dicembre 2007 un alto ufficiale delle forze armate che lavora a Palazzo Chigi scrive su due fogli e sigilla in due buste i nomi di chi vincerà l'appalto per l'organizzazione del G8 2009. È una specie di scommessa tra colleghi. Berlusconi è all'opposizione e in quel periodo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, vuole portare
A capo del gruppo c'è una ex interprete dell'ambasciatore Usa in Vaticano, Maria Criscuolo, 47 anni, ben addentro al potere. Dal centrodestra al centrosinistra. Da Gianni Letta a Walter Veltroni. E anche nella Santa Sede. Maria Criscuolo guadagnava bene già nel 1994, con un fatturato in lire equivalente a 632 mila euro. Spiccioli rispetto a quanto fattura ora: 28 milioni 32 mila 705 euro, secondo i bilanci 2008 delle sue società a responsabilità limitata. Guido Bertolaso non bada a spese quando c'è da fare bella figura. Per il vertice Nato-Russia del 27 maggio 2002 a Pratica di Mare, alle porte di Roma, la Triumph di Maria Criscuolo incassa dalla Protezione civile 7 milioni 45 mila euro soltanto per le attività connesse all'organizzazione, gli allestimenti, la ristorazione, le fotocopiatrici, gli interpreti. Per preparare i due giorni di incontri, a cui partecipano Vladimir Putin e George Bush, il dipartimento di Bertolaso firma contratti per 36 milioni 284 mila euro. E nel resoconto non mancano cifre curiose. Come i 74 mila euro per il «facchinaggio da Pratica a Castelnuovo e trasporto statue»: 69 chilometri al costo di 1.072 euro a chilometro. Oppure il milione di euro per il taglio di prato e siepi, i 662 mila per la «riqualificazione del circolo ufficiali», i 21 mila per la «pedana per giornalisti», i 457 mila per la «consultazione dei notiziari di agenzia», i 42 mila per gli «annunci viabilità», i 17 mila per la stampa di menù e inviti. Nel settore Maria Criscuolo ha la stessa fama di Michael Schumacher. Continua a vincere. Sono consulenze che pagano bene. Firmano contratti con lei ministri ed ex: Roberto Maroni, Franco Frattini, Antonio Martino, Altero Matteoli, Gianni Alemanno, Rocco Buttiglione, Giuliano Urbani, oltre al presidente dell'Istituto per il commercio estero, l'ambasciatore Umberto Vattani con cui allestisce il G8 di Genova. Il 7 dicembre 2007 un alto ufficiale delle forze armate che lavora a Palazzo Chigi scrive su due fogli e sigilla in due buste i nomi di chi vincerà l'appalto per l'organizzazione del G8 2009. È una specie di scommessa tra colleghi. Berlusconi è all'opposizione e in quel periodo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, vuole portareil vertice alla Maddalena. Bertolaso fa propria l'idea. Anche se la sua nomina viene firmata da Berlusconi il 7 settembre 2001, la sua formazione professionale cresce nel centrosinistra come vicecommissario per il Giubileo del 2000, accanto a Francesco Rutelli, commissario e sindaco di Roma. Ma il suo padrino politico è Giulio Andreotti. Come ripete più volte ai suoi collaboratori, Bertolaso è diventato Bertolaso grazie agli insegnamenti dell'anziano leader democristiano che il capo della Protezione civile chiama pubblicamente «zio Giulio». Un rapporto nato quando Andreotti era presidente del Consiglio e Guido, laureato in medicina, un giovane assistente del suo seguito. Tra il 2008 e il 2009 la Protezione civile indice le gare e assegna gli appalti per il G8 dell'estate scorsa. Le buste sigillate con le previsioni sui vincitori non hanno nessun valore legale. Ma l'alto ufficiale e i suoi colleghi, che chiedono l'anonimato, indovinano con mesi di anticipo. Il contratto ultramilionario e riservato per il vertice della Maddalena, poi trasferito a L'Aquila, lo vince ancora una volta la Triumph. E dal 23 settembre scorso, sul sito Internet della società già si guarda avanti: «La dottoressa Maria Criscuolo, presidente del Gruppo Triumph», è scritto, «è stata inserita da Eduardo Montefusco, vicepresidente dell'Unione industriali di Roma, nel comitato tecnico di Expo 2015». Le scommesse a Palazzo Chigi azzeccano anche chi sarà il coordinatore del G8 per la Protezione civile. È Marcello Fiori, 50 anni il mese prossimo, promosso dirigente generale della presidenza del Consiglio con un salto in avanti di diverse posizioni. Fiori ha una laurea in lettere e nessuna esperienza con alluvioni e terremoti. Un passato di portavoce dell'Acea, l'Azienda elettrica di Roma, nel 2007 è segretario generale del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni.
Il suo nome appare il 22 marzo 1999 in una lettera di raccomandazione firmata da Francesco Rutelli, di cui allora è vice capo di gabinetto. Il sindaco-commissario per il Giubileo chiede al segretario generale della presidenza del Consiglio, Paolo De Ioanna, di affidare a Fiori l'incarico «di coordinare le attività nell'azione di lotta al degrado ambientale, ai fini della salvaguardia del decoro nella città di Roma». Sospinto da Rutelli e Bertolaso, farà strada. Fino ai rifiuti di Napoli. Prima però Fiori diventa responsabile dell'ufficio emergenze della Protezione civile. La notte del 26 dicembre 2004 la sala operativa di via Vitorchiano lo sveglia per avvertirlo del fortissimo terremoto registrato dai sismografi di tutto il mondo e del successivo maremoto. Dove? In Indonesia, rispondono dalla sala operativa. Va bene, buona notte. Qualche ora dopo Gianni Letta, chiamato dal ministero degli Esteri, butta giù dal letto Bertolaso che ancora non sa nulla. La regola prevede che sia il capodipartimento ad informare il governo. Questa volta succede il contrario. Ci sono migliaia di turisti italiani ed europei di cui non si hanno più notizie. Bertolaso vuole fare tutto da solo. Gestisce i soccorsi e i 16 milioni e 156 mila euro raccolti dagli italiani con l'idea degli sms. Snobba perfino il ministro degli Esteri. Il capo della Protezione civile fa decollare due Canadair del servizio antincendio, Can 23 e Can 24. Sono aerei inadatti alle operazioni di lungo raggio. Non superano i 365 chilometri orari di velocità e le 6 ore di autonomia. Quanto tempo impiegano per arrivare in Sri Lanka lo racconta una scheda sul sito della presidenza del Consiglio: «Partiti dall'Italia il 31 dicembre e arrivati a destinazione dopo quattro giorni di volo». L'aereo è progettato per scaricare acqua. Non ha spazio per trasportare materiali. Così a ogni missione vengono recapitate soltanto 6 tende. Alla fine i piloti accumulano 452 ore di volo di cui 59 ore per distribuire soltanto 250 tende. Al costo di esercizio di un Canadair: 14 mila euro l'ora. Guido Bertolaso non parla mai più del dovuto. Quando davanti al consiglio comunale della Maddalena un rappresentante del Pdl critica i metodi di affidamento degli appalti, lui lo interrompe: «Lei è pregato di misurare le parole... Io posso anche fare direttamente degli esposti alle autorità competenti, per le affermazioni ingiuriose nei confronti di un rappresentante del governo. Sia ben chiaro».Così nemmeno in quell'occasione il capo spiega perché la Protezione civile abbia invitato alle gare per il G8 e per i mondiali di nuoto proprio la famiglia di un imprenditore,
Diego Anemone, 38 anni, in società con Filippo Balducci, 30 anni, figlio di Angelo: cioè il soggetto attuatore degli appalti che dal 2003, dall'emergenza Gran Sasso, al 2008 fa coppia fissa con Bertolaso nell'applicazione delle ordinanze di urgenza. La sua Protezione civile si occupa nel frattempo della canonizzazione di padre Pio (2002), di quella del fondatore dell'Opus Dei, Josemarìa Escrivà de Balaguer (2002), dell'incontro nazionale di Azione cattolica a Loreto con il papa (2004), dei funerali del papa (2005), della regata Vuitton Cup a Trapani (2007), dell'incontro a Loreto con il nuovo papa (2007), dei mondiali di ciclismo a Varese (2008), dei Giochi del Mediterraneo a Pescara (2009) e del 150° anniversario dell'Unità d'Italia (da celebrare fino al 2011). Tra feste e raduni, nonostante l'Abruzzo sia tra i territori più aggiornati nel censimento degli edifici pubblici a rischio sismico, il protocollo di prevenzione tra Regione e Protezione civile viene lasciato scadere (2008). E il 6 aprile a L'Aquila abbiamo visto come è andata a finire. Meglio affidare la prevenzione delle catastrofi ai collaboratori esterni? Sembra di sì: infatti sono passati dai 113 del 2008 ai 199 di quest'anno. Quasi il doppio. Un po' per la ricostruzione a L'Aquila, un po' per le voci che prevedono un'infornata di trecento assunzioni nella nuova Protezione civile servizi spa. Ma anche loro devono dividersi.
Come Flaminia Lais, messa per metà del tempo a lavorare sulle frane del 2007 in provincia di Messina e l'altra metà sui grandi eventi. Nel 2008 l'emergenza messinese può contare anche su Gilda Miele, Fabrizia Spirito e Maria Anna Tortora. Quattro donne, 24 mila euro a testa Quest'anno i collaboratori per Messina e provincia salgono a quota sette. Cinque però hanno il compito di «far fronte ai problemi del traffico». Gli altri due possono dedicarsi agli «eccezionali eventi atmosferici» del 2007: nessuno però verifica che l'allerta meteo dell'ottobre 2009 nella stessa zona sia tradotta in uno sgombero preventivo di Giampilieri, Scaletta Zanclea e Altolia. Sei mesi dopo l'allarme mancato in Abruzzo, altri trentasei morti. E questo è nulla rispetto agli scenari custoditi negli armadi del dipartimento.Esistono modelli in grado di stabilire il numero delle vittime di un terremoto, in base al materiale e all'anno di costruzione di case, uffici, scuole e ospedali. Se oggi si ripetesse il sisma di Avezzano del 1915, i morti e i feriti sarebbero 22.448. Gli sfollati 385.784. E i danni supererebbero i 20 miliardi. Nel caso di un terremoto e un maremoto a Messina come nel 1908, ci sarebbero 112.312 morti e feriti, 399.675 senzatetto, 25 miliardi di danni. Con onde che distruggerebbero il porto ed entrerebbero nella città per 350 metri. Sulle pagine di questi rapporti riservati, una piccola nota spiega che il danno economico è stato calcolato in base a un costo di ricostruzione di 820 euro al metro quadro. Per gli alberghi del G8 mancato alla Maddalena, gli uomini di Guido Bertolaso hanno invece autorizzato costi di costruzione di 4.345 euro al metro quadro. Ecco la differenza tra una e l'altra Protezione civile.

martedì, dicembre 08, 2009

Momenti della cena di fine anno del nostro Circolo

Pubblichiamo alcune foto della bella e partecipata cena (eravamo un centinaio e ci siamo limitati al passaparola senza invio di inviti ecc.) di fine anno del Circolo Cittadino.
Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti gli intervenuti; i nostri amici simpatizzanti hanni risposto con l'entusiasmo che da sempre li contraddistingue ed aggiungiamo alcuni speciali ringraziamenti: uno grande a tutti i nostri rappresentanti all'interno massime istituzioni, tutti presenti:
- Paolo Petrini (Vice Governatore delle Marche);
- Rosalba Ortenzi (Consigliere Regionale);
- Giuseppe Buondonno, Renzo Offidani e Renato Vallesi (gli Assessori del PD nella Giunta della Provincia di Fermo);
- I Sindaci, Assessori Com.li, Consiglieri Com.li (tra i tanti Marcello Vallorani Sindaco di Monte Rinaldo; Maurizio Marinozzi Sindaco di Servigliano; Danilo Pallotti Sindaco di Belmonte Piceno; Stefano Maria Ciavaglia Vice - Sindaco di Santa Vittoria in Matenano).
uno speciale ringraziamento ai titolari del Ristorante "Re Leone" per l'ottimo trattamento riservatoci.
uno GRANDISSIMO ringraziamento a tutti coloro che si sono prodigati per organizzare una serata così bella, primi tra tutti i membri del direttivo.
...Grazie a tutti!










Trovate tutte le foto (qui sarebbe stato impossibile inserirle tutte) sul profilo facebook di Stefano Pompozzi

venerdì, dicembre 04, 2009

Proposta di deliberazione C.C.: "Atto di indirizzo sull’acqua e sul servizio idrico come bene e servizio pubblico locale privo di rilevanza economica"

E' mia intenzione fornire questo testo ai Consiglieri Comunali da noi espressi affinchè esso diventi materia di dibattito e (auspico) deliberazione da parte del C.C. di Servigliano.

Ho attinto a piene mani anche dalla delibera di C.C. approvata dal Consiglio di un Comune limitrofo.
La pubblico sul nostro blog affinchè i membri del Direttivo cittadino e/o chiunque abbia interesse possa lasciare eventuali sugggerimenti e/o integrazioni.


Il Coordinatore cittadino
Stefano Pompozzi

“Con l’art. 15 del Decreto Legge 25 settembre 2009 n. 135 il Governo fa un passo decisivo verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici.
Già l’art. 23-bis del D.L. 112/2008 prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione
dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati.
Ora tale articolo viene modificato dal citato art. 15 del D.L. n. 135/2009 che dispone l’affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%, e la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni (in essere al 22/08/2008) alla data del 31 dicembre 2011.
Attraverso il solito ricatto della questione di fiducia, il Governo ha ottenuto dal Parlamento la conversione del D.L. n. 135/2009 con la Legge 20 novembre 2009 n. 166.
Gli effetti di tale provvedimento sono molteplici, ma il più rilevante è la privatizzazione dell’acqua. In pratica viene sottratta ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarla, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne così un nuovo business per i privati. Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita, della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale. Un provvedimento inaccettabile! L’acqua potabile non può essere considerata alla stregua di una qualunque merce da scambiare sul mercato: è un diritto universale. La sua privatizzazione avrebbe delle gravissime conseguenze per i cittadini, in particolare per l’aumento incontrollato delle tariffe.
Non si ritiene assolutamente possibile che l’acqua potabile sia considerata come una qualunque merce e che sia quindi assoggettata alle regole che disciplinano l’affidamento dei servizi pubblici locali. L’acqua è un bene comune prezioso e insostituibile per la vita delle persone, è un patrimonio di tutti e a nessuno è concesso il diritto di appropriarsene a titolo di proprietà privata o renderla oggetto di scambio commerciale. Invece, purtroppo, ancora oggi la salvaguardia della risorsa acqua viene spesso relegata a margine dell'iniziativa politica, quando non addirittura fatta irresponsabilmente oggetto di scelte speculative. E questo ha fatto il Governo che, a colpi di fiducia, ha “blindato” il cosiddetto decreto Ronchi che mira a privatizzare la risorsa acqua.
A questa legge siamo fortemente contrari per i suoi effetti che rischiano di avere conseguenze molto pericolose: dalla negazione dell'accesso all'acqua per crescenti strati di popolazione all'accelerazione dei mutamenti già in corso degli stili di vita che, una massiccia politica di mercificazione dell'acqua fondata su dati fuorvianti circa la qualità delle nostre sorgenti di rubinetto, fanno dell'Italia il primo paese al mondo per consumo pro capite di acqua in bottiglia. E’ una legge che rappresenta la totale negazione dei valori in cui crediamo, che in futuro rischiano di venir cancellati: il controllo, la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse idriche, il confronto su alcuni aspetti centrali quali le tariffe, gli investimenti, l'assetto idrogeologico, la carta dei servizi, la partecipazione dei cittadini.
In proposito ci fa piacere la posizione assunta dalla Regione Marche che, con il Piemonte, l’Emilia Romagna e la Puglia, ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto Ronchi.
Di fronte alla gravità del nuovo quadro normativo, vogliamo esprimere il nostro dissenso nei confronti della privatizzazione dell’acqua, proponendo al Consiglio Comunale di riconoscere l’acqua come “un bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione degli enti locali.”;
Si propone dunque di deliberare quanto segue: di riconoscere l’acqua come “un bene comune e un diritto umano universale” e il servizio idrico come “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione degli enti locali; d
i trasmettere il presente atto alla Regione Marche e alla Provincia di Fermo.

martedì, novembre 17, 2009

7 DICEMBRE: Cena del Circolo Democratico di Servigliano

Il Circolo Democratico "Cinque" di Servigliano organizza per il giorno 7 dicembre 2009 una cena aperta a tutti: iscritti, simpatizzanti, parenti, amici ed a tutti coloro che vogliano trascorrere una serata in allegria degustando del buon cibo in compagnia degli Assessori e Consiglieri Regionali e Provinciali eletti nel Fermano;

hanno già confermato la propria partecipazione:
  • Paolo Petrini (Vice Presidente della Regione Marche ed Assess. Reg.le PD);
  • Rosalba Ortenzi (Consigliere Regionale PD);
  • Renzo Offidani (Assessore PD della Provincia di Fermo);
  • Giuseppe Buondonno (Assessore PD della Provincia di Fermo);
  • Renato Vallesi (Assessore PD della Provincia di Fermo);
La cena, con inizio alle ore 20:35, si svolgerà c/o il Ristorante RE LEONE, questo il menu proposto dai proprietari, i F.lli Tidei:
  • ANTIPASTO DI AFFETTATO MISTO;

  • RAVIOLI AI TESORI;

  • SELLA DI VITELLO CON CONTORNO DI PATATE AL FORNO;

  • TIRAMISU';

  • CAFFE',

  • ACQUA E VINO.

Per informazioni e prenotazioni (da effettuarsi entro la data del 30/11) rivolgersi ai seguenti recapiti (anche sms):
  • Stefano 339/1162703;
  • Caterina 333/9601131;

Il costo della cena è di € 20 . . . Vi aspettiamo numerosi!!

lunedì, novembre 16, 2009

corsi e ricorsi storici.

"Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".La relazione così prosegue:“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.


RELAZIONE DELL'ISPETTORATO PER L'IMMIGRAZIONE DEL CONGRESSO AMERICANO SUGLI IMMIGRATI ITALIANI NEGLI STATI UNITI (OTTOBRE 1912)

domenica, novembre 15, 2009

Il neo anti-comunismo: personaggi ed interpreti

Riporto di seguito il testo integrale dell'articolo uscito dalla magistrale penna di Ilvo Diamanti (sito www.repubblica.it del 15 novembre), ritengo fotografi l'attuale situazione politica con assoluta chiarezza e semplicità:
È proprio vero che le ideologie sono finite? Dissolte insieme al muro di Berlino, vent'anni fa? In parte sì. Ma solo in parte. Perché resistono ancora. Anche se ridotte a parole e immagini, sedimentate nel senso comune. E interpretate dai leader politici. Personalizzate, come tutta la
politica, in quest'epoca senza partiti - dove i partiti sono, comunque, entità flou. In questo "paese personale". È il tempo dell'anticomunismo senza il comunismo. In cui il "comunismo" ritorna come un mantra, nei discorsi del premier, dei suoi ministri, degli uomini del suo governo. Proprio - e tanto più - perché non c'è più. Ma serve. Come ha confessato Confalonieri a Sabelli Fioretti sulla Stampa: "È

un ottimo argomento di vendita". Utile a catalogare gli Altri, quelli che stanno a centrosinistra. Ma anche al centro, perfino a destra. Comunque: a est del muro di Arcore che ha sostituito quello di Berlino. Dove si stende la terra del neo-comunismo. Costellata di riferimenti reali ad alto contenuto simbolico e di simboli ad alto contenuto realista. Recitati ad alta voce da testimonial e leader d'opinione. Gli ideologi del neo-anticomunismo (senza il comunismo). Che colgono fratture antiche e latenti e le proiettano nel presente. Con un linguaggio e argomenti popolari. Parole gridate, sempre più forte, secondo le regole della "politica pop". Pensiamo, in primo luogo e soprattutto, al ministro Brunetta. Onnipresente sui media. Sempre alla ricerca della provocazione. Buca lo schermo. Suscita, per questo, grande consenso, ma anche ostilità. Nel suo stesso governo. (Com'è avvenuto di recente con Tremonti). Il suo marchio è la missione contro l'inefficienza della pubblica amministrazione. Contro i "fannulloni" che vi si annidano. Nell'intento - meritevole - di premiare i meritevoli. Con l'esito - non involontario - di coniare un'etichetta onnicomprensiva e indelebile, per chiunque insegni oppure operi negli uffici pubblici. Condannato, ora e sempre, a una carriera da "fannullone".
Altra figura importante - e popolare - è la ministra Gelmini. Si occupa della scuola e dell'università. Persegue, in modo determinato, l'obiettivo di ridurre gli sprechi e aumentarne l'efficienza. Anche la riforma dell'università, appena presentata, segue un disegno virtuoso. Introdurre criteri di qualità ed efficienza: nell'offerta formativa, nell'insegnamento, nel reclutamento, nell'organizzazione. Ma appare mossa da una preoccupazione dominante - anche legittima, per carità. Destrutturare il sistema di potere fondato sul ruolo dei professori ordinari. Disarmare i famigerati "baroni". Senza chiarire cosa dovrà diventare, questa università. Scossa da un processo di riforma continua. Da oltre 10 anni. Con una sola costante: la riduzione continua di risorse destinate all'università e alla ricerca. Prevista, puntualmente, anche da questa finanziaria. Con il rischio che, insieme ai baroni, affondi anche l'università. La meno finanziata di tutti i paesi dell'Ocse. La scuola, l'università, la burocrazia, insieme, definiscono il regno della sinistra. Che ancora oggi attinge i suoi consensi maggiori proprio in quest'area sociale. Nell'impiego pubblico, fra gli insegnanti e nelle professioni intellettuali. Gli intellettuali. Invece, il neo-anticomunismo rappresenta il mondo di "quelli che lavorano sul serio". Interpretato efficacemente dal ministro Sacconi. Spietato con gli ex-comunisti o presunti tali. Con la Cgil. Il sindacato comunista. (E chi lo è stato in passato è destinato a rimanerlo per sempre). Accusato di agire ispirato da pregiudizio politico più che dagli interessi dei lavoratori. I suoi iscritti operai, d'altra parte, resistono solo nelle grandi fabbriche. Quasi estinte. Oppure sono pensionati. Ex lavoratori che non lavorano più. Assistiti dallo Stato. Anche per questo votano prevalentemente a sinistra. Contro la sinistra pubblica e intellettuale agisce la Lega popolana e plebea. Immersa nel territorio delle piccole imprese. Ma anche nelle campagne. Come rammenta Zaia. Ministro dell'Agricoltura. Un drago della comunicazione. Contadino fra i contadini, allevatore fra gli allevatori. Anche se non è mai stato né l'uno né l'altro. È su questa linea di demarcazione che è stato costruito il muro del neo-anticomunismo senza il comunismo. Il nuovo muro. Da una parte, a ovest, il mondo dei lavori e dei lavoratori "che usano le mani". Gli imprenditori e gli artigiani che producono, faticano. Fanno. Dall'altra parte, quelli che parlano, dicono, predicano. A spese dello Stato. Da un lato il privato e dall'altro il pubblico. Da un lato le cose concrete dall'altro quelle virtuali. Da un lato i "fannulloni" e dall'altro i "fantuttoni", per citare Francesco Merlo. Quelli che fanno a quelli che dicono. I piccoli imprenditori e i lavoratori "veri" contro gli statali, i maestri, i professori, i baroni. Contro i giornalisti. Ma anche contro "attori e attrici, artisti e commedianti, registi e teatranti, cantanti e cantautori (...) Schiavi e proni. In attesa di una nuova rivoluzione". Come li ha apostrofati il ministro Bondi, in una lettera al Foglio, a commento della visita degli artisti al Quirinale. Bondi: fino a ieri persona mite e rispettosa. Si è adeguato al linguaggio e allo stile del tempo. All'ideologia che fa ritenere l'"industria culturale" quasi un ossimoro. Berlusconi non si limita a ispirare questa rappresentazione del mondo. Ne scrive il copione, ne sceglie i personaggi. Delinea la scena con obiettivi simbolicamente reali e realmente simbolici. Offerti dall'emergenza presente. Luoghi come Napoli - da liberare dall'immondizia; l'Aquila - da ricostruire sulle macerie del terremoto. Oppure il ponte sullo Stretto. Più che un'infrastruttura: una sovrastruttura marxiana. Ideologia allo stato puro. Berlusconi è l'uomo-che-fa, alla guida del governo-italiano - che - ha-fatto-di-più-negli-ultimi-150-anni. Cioè: da quando esiste l'Italia unita. Un vitalismo che schiaccia l'opposizione. Rappresentata e guidata da funzionari, uomini di Stato. Politici di professione. Giornalisti. Artisti. E intellettuali. Quindi ex oppure neo-comunisti. L'opposizione. Dovrebbe certamente avvicinarsi di più al mondo dei lavori. E magari rifiutare, senza rassegnarsi, questa ideologia. Che considera la cultura inutile. E l'intellettuale una figura improduttiva. Più che una categoria: un insulto.

8 mesi in tenda

Mille aquilani che vivono ancora nelle tendopoli hanno mandato una lettera di aiuto al Presidente Napolitano.
Ecco il testo

mercoledì, novembre 11, 2009

Riunione del Coordinamento cittadino

VENERDI' 13 NOVEMBRE, ORE 21:15, presso la sede del circolo cittadino di Servigliano (lungo la Circonvallazione Clementina) si riunirà la direzione locale per individuare e sviluppare il programma delle future iniziative politiche.

Si da notizia anche tramite il blog ufficiale onde "estendere" l'invito a tutti gli iscritti e simpatizzanti che vogliano dare il loro contributo in termini di proposte.


Il Coordinatore





Cosentino dimettiti subito

Nicola Cosentino deve essere arrestato. L'accusa è pesantissima, concorso esterno in associazione mafiosa, per cui il PD torna a chiederne le dimissioni, per la terza volta in un anno.Alla presidenza della Camera è arrivata la richiesta del gip napoletano Raffaele Piccirillo, nei confronti del sottosegretario all'Economia e coordinatore del PDL nella regione Campania, che voleva candidarsi alla presidenza della regione. Per i magistrati il politico di Casal di Principe avrebbe avuto, dagli esordi nel Psdi a metà anni Ottanta e fino ai giorni nostri, rapporti organici con i clan casalesi di Francesco Schiavone, alias “Sandokan”, e di Ciccio Bidognetti, il famigerato “Cicciotto ’e mezzanotte”, favorendoli nella corsa a importanti appalti pubblici (soprattutto nel settore dei rifiuti) e giovandosi del loro appoggio per gli affari di famiglia, tutti ruotanti intorno all’Aversana Petroli, azienda di commercializzazione di combustibili per autotrazione gestita dai numerosi fratelli del leader del Pdl. Pina Picierno, deputata casertana e responsabile Legalità del PD, ne ha chiesto subito le dimissioni: "Nicola Cosentino è un uomo di riferimento della Camorra? E’ colluso con essa e di conseguenza il governo è infiltrato dalla Camorra? Ciò è quanto deve essere accertato a seguito di accuse gravissime e dettagliate".Come ricorda la Picierno "Nicola Cosentino non è una figura secondaria perché non solo fa parte del Governo ed è il candidato in pectore per la guida della regione Campania, ma dirige il Cipe avendo quindi la possibilità di gestire danaro e in grandi quantità. Si accerti la verità e per una volta la politica cerchi di non trasformare una vicenda giudiziaria in un caso politico. Data la gravità della vicenda sarebbe opportuno che lo stesso Cosentino offrisse le sue dimissioni consentendo così un più rapido accertamento della verità". Ma il Pdl è scattato con riflesso pavloviano in difesa di Cosentino, se Fini avrebbe chiesto a Cosentino di non candidarsi Niccolò Ghedini ha parlato invece di interferenze tra indagini e politica al solo fine di screditare Cosentino ed impedire la sua candidatura alla guida della regione Campania.Laura Garavini, capogruppo del Pd in commissione Antimafia, gli ha risposto subito: "Siamo convinti che la magistratura non interferisca mai sulla politica: le accuse di Niccolò Ghedini che , fanno parte della solida retorica anti-giudici del partito di Berlusconi. Del resto, Ghedini non può dimenticare che nel caso Cosentino la politica avrebbe dovuto esercitare la sua responsabilità: in questo senso, al di là dell’esito processuale dell’inchiesta che lo vede coinvolto, un segnale potrebbe ancora essere dato con le dimissioni del sottosegretario Cosentino".Dimissioni chieste anche da Luisa Bossa, deputata del Pd, componente della commissione antimafia: "A mio parere non c’è garantismo che tenga; Cosentino ha, ovviamente, il diritto di difendersi e di proclamarsi innocente. Tale è fino al terzo grado di giudizio. Tuttavia non si può permettere che un uomo su cui pende una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione camorristica sieda nei banchi del Governo. Ne va della serietà, del decoro, della dignità delle istituzioni. Quando si è colpiti da accuse così gravi si ha il dovere civico di lasciare, evitando di proiettare anche solo un sospetto sulle istituzioni di cui si fa parte. E non voglio nemmeno immaginare che si intenda candidare un uomo con una richiesta di arresto già firmata”. Insomma le accuse sono gravi, per questo il PD chiede che la Camera conceda l’autorizzazione a procedere e già oggi Cosentino deve fare solo una cosa: scivere una lettera di dimissioni.

Bersani segretario del PD

Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.
"Dentro la vittoria di tutti c'è anche la mia" ha commentato. Poco dopo nella sua prima conferenza stampa annuncia: "Costruirò il partito, sono orgoglioso di farlo. Questa è una grande vittoria di tutti, elettori e militanti e con Dario e Ignazio lavoreremo assieme, un lavoro di squadra. Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Franceschini e Marino, lavoreremo insieme per il nostro partito. Voglio ringraziare Dario Franceschini che mi ha telefonato riconoscendo il risultato delle primarie". E a chi tra i giornalisti si chiede se sarà così solo fino al sette novembre, giorno dell'Assemblea del PD, sembra rispondere poco dopo: "Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il PD non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro". Bersani sottolinea un passaggio importante che prefugura la sua linea: "Preferisco che il Pd si definisca un partito dell'alternativa piuttosto che dell'opposizione, perché l'alternativa comprende anche l'opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla". Il neo segretario a spoglio in corso riflette: "Voglio cominciare con l'orgoglio per quanto successo oggi. Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia. Tre milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie sono un grande risultato. Noi siamo orgogliosi di essere quelli che stanno costruendo un partito. Chi fa un partito realizza la costituzione repubblicana che parla di partiti e non di "popoli". Questo mette l'Italia al pari delle altre democrazie mondiali che non hanno partiti con dei padroni. Spero che questo nostro esempio induca qualcuno a riflettere sull'assenza di trasparenza su altri soggetti politici. Noi siamo stati e siamo un libro aperto. Questo risultato mi consegna la responsabilità di guidare il Pd. Sopra o sotto il 50%? Vedremo, a noi risulta sopra il 50%. Ora collaborazione con tutte le opposizioni, ma io voglio il partito dell'alternativa". E annuncia la sua prima iniziativa sul tema del lavoro: "Domani sarò a Prato, per incontrare gli artigiani che vivono la crisi, perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori". Il distretto toscano del tessile è infatti in affanno, stretto tra la delocalizzazione delle fabbriche in Cina e nell'Europa dell'Est, e pesa anche la "concorrenza sleale" delle ditte gestite da cinesi, spesso irregolari e abusive.

lunedì, ottobre 26, 2009

Primarie 25 Ottobre - Seggio Servigliano - Risultati

Risultati del seggio di Servigliano
ELEZIONE DELL'ASSEMBLEA E DEL SEGRETARIO NAZIONALE:
  • Votanti 181
  • Voti validi 180
  • Bianche 1
  • Nulle 0
  • Pierluigi Bersani 55 (pari al 30,55%)
  • Dario Franceschini 104 (pari al 57,78%)
  • Ignazio Marino 21 (pari all'11,67%)

ELEZIONE DELL'ASSEMBLEA E DEL SEGRETARIO REGIONALE:

  • Votanti 178
  • Voti validi 177
  • Bianche 0
  • Nulle 1
  • Pierluigi Bersani per Palmiro Ucchielli 53 (pari al 29,94%)
  • Dario Franceschini per Palmiro Ucchielli 98 (pari al 55,37%)
  • Ignazio Marino per Palmiro Ucchielli 26 (pari al 14,69%)
  • Voti validi per il candidato unico alla segreteria reg.le Palmiro Ucchielli 177 su 178

Un sincero augurio di buon lavoro al neo segretario naazionale Pierluigi Bersani ed al suo pari regionale Palmiro Ucchielli, adesso è il tempo di essere uniti e il tempo del fare come ci hanno ricordato le tantissime persone che hanno affollato i nostri seggi nella bellissima manifestazione democratica che sono state le primarie.

Un doveroso ringraziamento a tutti i concittadini che hanno contribuito al successo delle primarie anche a Servigliano (dove non si ravvisava un così alto numero di elettori dai tempi delle primarie per l'investitura di Romano Prodi) ed a tutti coloro che hanno collaborato per l'allestimento ed il funzionamento del seggio e di tutte le operazioni elettorali.

il Coordinatore / il Presidente di Seggio

sabato, ottobre 17, 2009

PD = Preferisco Dario


Preferisco Dario Franceschini perchè è l'unica vera novità nel panorama politico nazionale, perchè è l'unico vero difensore di questo laicismo tanto sbandierato (a parole) da tutti; perchè è l'unico capace di trasmette sicurezza quando afferma che da segretario non tutelerà alcuna vecchia casta interna e perchè ha le mani più libere di tutti gli altri candidati in occasione di importanti scelte politiche.


Preferisco Dario Franceschini perchè la sua elezione comporta anche avere un mio amico e compagno di viaggio in questa avventura politica che dura oramai da 15 anni nell'Assemblea nazionale (il mio e Vostro concittadino Francesco Verducci è infatti capolista dei candidati di Franceschini in tutto il territorio delle Province di Fermo ed Ascoli Piceno).

Preferisco Dario Franceschini perchè è l'unico che ha saputo attaccare l'attuale capo di governo senza infiniti cumuli di parole (gli è stato contestato di essere troppo "antiberlusconiano").

Ritengo Dario Franceschini la persona con le giuste doti umane e politiche per guidare la principale forza di centro sinistra al governo di questa disastrata nazione, gli altri ci condannerebbero a 20 anni di opposizione. troppo ingombranti i pesi che si portano dietro; non voglio un Bassolino ancora candidato alla Presidenza della Regione Campania e non voglio ancora le strane situazioni di più voti che iscritti come si è verificato in molti congressi di circolo in alcune regioni del sud. Voglio Finestre aperte per fare entrare aria fresca e pulita; non voglio D'Alema che dai tempi della Bicamerale (infausta scelta da lui voluta invece di affossare per sempre il Silvio nazionale) di questi tempi torna ad essere l'interfaccia con cui si rapporta il cavaliere.

Vi invito con il cuore e con assoluta responsabilità politica a condividere con me questa scelta.

il 25 ottobre rechiamoci nel nostro seggio di Servigliano, ospitato nella nostra bella sede (lungo la Circonvallazione Clementina, di fronte al cinema) e votiamo Dario Franceschini.

E' un momento difficile per la democrazia, la politica e le istituzioni. un motivo in più per far vedere a questi pseudo-governanti che io ci tengo, mostratelo anche Voi!

IL SEGRETARIO CITTADINO
Stefano Pompozzi



Piero Fassino, ultimo Segretario dei Democratici di Sinistra sostiene Dario Franceschini.


Sostienilo anche tu, io ci credo.


PRIMARIE DEL 25 OTTOBRE - ELEZIONE DEL SEGRETARIO NAZIONALE


Il 25 ottobre si terranno le primarie del Partito Democratico per l'elezione del Segretario nazionale, dell'Assemblea nazionale e regionale.

si voterà dalle 7 alle 20. in ogni paese sarà attivo un seggio dove poter votare (a Servigliano il seggio sarà allestito presso la sede del Circolo, lungo la Circonvallazione Clementina).

E' importante recarsi alle urne, è il modo migliore per rispondere all'arroganza della destra sempre più pressante e forte.

per votare basta un documento di identità o la tessera elettorale; occorre avere almeno 16 anni ed essere cittadini italiani o stranieri ma nuniti di permesso di soggiorno.

Gli elettori riceveranno due schede: una di colore azzurro per l'elezione del segretario e dell'assemblea nazionale, un'altra rosa per l'elezione del segretario e dell'assemblea regionale.

si vota tracciando un unico segno su una delle liste di candidati ad esso collegati.

al momento del voto verrà richiesto un contributo minimo di un euro.

IL 25 OTTOBRE SCEGLI IL TUO SEGRETARIO, FAI VEDERE CHE CI TIENI !!

Per ogni ulteriore informazione basta scrivere alla mail pdservigliano@libero.it oppure telefonare al numero 848 88 88 00

Ti aspettiamo al seggio!!

venerdì, ottobre 09, 2009

Questione di spessore


Spesso sono i comportamenti di fronte alle difficoltà che evidenziano lo spessore delle persone. E quando si tratta di persone scelte democraticamente per governare, i loro atteggiamenti determinano anche la fiducia e il rispetto dei cittadini verso le istituzioni e lo Stato.

Per convincersene, basta confrontare quello che Berlusconi sta dicendo e facendo in Italia e il comportamento del primo ministro israeliano Ehud Olmert (accusato di corruzione) che si è dimesso dicendo: "Sono orgoglioso di aver guidato un Paese in cui anche un primo ministro può essere indagato come un semplice cittadino".

In Israele i guai giudiziari del premier hanno rafforzato la fiducia e l'orgoglio verso le istituzioni democratiche, l'Italia viene INCENDIATA pur di salvare il primo ministro. E per una volta non è questione di destra e sinistra, ma di spessore personale e politico.

domenica, settembre 20, 2009

Ascoli Piceno, Colle San Marco, 3 ottobre 1943, per non dimenticare, mai.

il 3 ottobre 1943 il Colle San Marco fu teatro di uno dei primi epidosi (a livello nazionale) di Resistenza ovviamente non ancora organizzata. Molti civili e militari sbandati si erano rifugiati sul Colle San Marco per evitare la leva obbligatoria imposta dalla R.S.I.Ben presto il numero divenne consistente e i tedeschi ritennero necessaria una azione volta a stanare i ribeli. All'alba del 3 ottobre 1943 le truppe tedesche iniziarono a battere il Colle San Marco; nonostante fossero pochi e male armati i Patrioti opposero resistenza. gli scontri terminarono il 5 ottobre quando sul Colle iniziarono a salire genitori e parenti dei Patrioti uccisi per dare degna sepoltura ai corpi. quelli catturati vivi furono rinchiusi al Forte Malatesta e successivamente deportati. Un monumento, posto in località Pianoro di Colle San Marco, (poco dopo la Frazione Piagge, lo si incontra lungo la strada principale) ne ricorda i nomi e la provenienza. Il monumento è spoglio e sporco. Vi invito a trovare un'ora tra il 3 ed il 5 ottobre per passare di li e lasciare un fiore, un pensiero o quanto possa essere utile a a ricoprire di affetto il monumento, simbolo dei caduti di Colle San Marco, uno dei primi episodi di resistenza al nazifascismo. Questo eventi durerà due giorni e sarà quindi difficle (per chi deciderà di passare di li) incontrarsi. Esprimo quindi da questa pagina l'auspicio di poter inserire, al termine, le foto del monumento imbrattato di fiori. Colgo anche l'occasione per ringraziare anticipatamente chi, non potendo estenderà comunque l'invito ad amici reali e virtuali (o magari avrà la pazienza e la volotnà di lasciare un pensiero tramite questo blog).
Tendiamo a dimenticare facilmente il nostro passato mentre intorno a noi dilaga la mania revisionistica.
  • La Provincia di Ascoli Piceno è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 9 aprile 1975;
  • Il Comune di Ascoli Piceno è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Miiltare il 12 aprile 2001;
Buon 3 ottobre a tutti.
Stefano Pompozzi


Quelli che seguono sono i nomi dei Patrioti riportati sul monumento del Pianoro:
  • CONCETTA CAFINI, 22 anni, Ascoli Piceno;
  • ADRIANO CINELLI, 17 anni, Ascoli Piceno;
  • DINO ANGELINI, 20 anni, Ascoli Piceno;
  • SILVIO ANGELINI, 18 anni, Ascoli Piceno;
  • EMIDIO BARTOLOMEI, 20 anni, Ascoli Piceno;
  • NAZZARENO BRANDIMARTE, 27 anni, Ascoli Piceno;
  • LUIGI BIONDI, 16 anni, Foggia;
  • VINCENZO BIONDI, 19 anni, Foggia;
  • PAOLO CAGNETTI, 41 anni, Ascoli Piceno;
  • MARIO CARUCCI, 18 anni, Roma;
  • SERAFINO CELLINI, 22 anni, Ascoli Piceno;
  • EMIDIO CIABATTONI, 18 anni, Ascoli Piceno;
  • NATALE CIAMPINI, 50 anni, Ascoli Piceno;
  • ANTONIO COSSU', 24 anni, Nuoro;
  • ATTILIO DI GIANLUCA, 22 anni, Ascoli Piceno;
  • RODOLFO D'INTINO, 32 anni, Ascoli Piceno;
  • MARCELLO FEDERICI, 17 anni, Ascoli Piceno,
  • LUIGI FERRI, 36 anni, Ascoli Piceno;
  • NARCISO GALIE', 18 anni, Ascoli Piceno;
  • MARCELLO GIOVANNELLI, 55 anni, Ascoli Piceno;
  • CARLO GRIFI, 20 anni, Ascoli Piceno;
  • ATTILIO LELLI, 18 anni, Macerata;
  • PIETRO MARUCCI, 34 anni, Ascoli Piceno;
  • CARLO MORONI, 37 anni, Ancona;
  • GIACINTO NERI, 18 anni, Teramo;
  • ALBERTO PACI, 19 anni, Ascoli Piceno;
  • ANTONIO PAGLIACCI, 37 anni, Ascoli Piceno;
  • PIETRO PAGLIACCI, 73 anni, Ascoli Piceno;
  • FRANCESCO PALIOTTI, 30 anni, Ascoli Piceno;
  • ALESSANDRO PANICHI, 20 anni, Ascoli Piceno;
  • NICOLA RAZZETTI, 37 anni, Teramo;
  • PASQUALE RAZZETTI, 51 anni, Teramo;
  • ADRIANO RIGANTE', 19 anni, Ascoli Piceno;
  • EMIDIO ROZZI, 22 anni, Ascoli Piceno;
  • FAUSTO SIMONETTI, 25 anni, Ascoli Piceno;
  • SALVATORE SPATARO, 19 anni, Salerno;
  • LUIGI STRACCIA, 29 anni, Ascoli Piceno;
“A te, l’Appennino autunnale, / le foglie di ruggine, il vento / le case chiuse nel sonno / gli occhi chiusi per sempre. // la giovinezza muore, sui monti, / le siepi sono nude e stracciate. / Ora il tuo passo s’è perduto, addio / e addio ancora, viene / un inverno favoloso / di nevi e fiamme, un tempo quieto / che ci scorderemo di te”


(Attilio Bertolucci)

martedì, settembre 15, 2009

L'Abruzzo invisibile, oggi ore 21:00 su YOUDEM.TV

"Caro dottor Vespa,

Le scrivo per comunicarle la mia indisponibilità a partecipare alla puntata di Porta a Porta del 23 settembre.
Quando nei giorni scorsi il mio ufficio stampa ha ricevuto l’invito dalla sua redazione a partecipare alla trasmissione ho comunicato la mia disponibilità ritenendo si trattasse della programmazione ordinaria. Leggo ora alcune sue dichiarazioni secondo le quali la mia presenza a Porta a Porta sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l’incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell’azienda allo scopo di garantire al Presidente del Consiglio una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d’Abruzzo.
E’ un’operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo
" (Lettera di Dario Franceschini a Bruno Vespa).

Ecco per questo motivo stasera guarderemo dalle 21 su YouDem lo speciale l'Abruzzo invisibile

venerdì, settembre 11, 2009

Congresso del nostro Circolo



il 10 settembre 2009 il Circolo PD di Servigliano ha celebrato il proprio congresso.


Numerosissimi gli iscritti e simpatizzanti intervenuti (fa sempre un bell'effetto vedere la sede piena e la gente in piedi sulla porta..!!).


Presente anche una delegazione della Federazione provinciale ed i sostenitori delle mozioni a sostegno dei 3 candidati alla carica di segretario nazionale i quali hanno esposto le loro argomentazioni.


Questo l'esito della votazione finale:


PIER LUIGI BERSANI 4 VOTI (11,43%)
DARIO FRANCESCHINI 25 VOTI (71,43%)
IGNAZIO MARINO 6 VOTI (17,14%)


Un grazie a tutti gli intervenuti.

Il Coordinamento del Circolo Cittadino

venerdì, settembre 04, 2009

mercoledì, settembre 02, 2009

Acqua in bocca!


“Siamo più stabili degli altri Paesi, l’Italia affronterà la crisi meglio degli altri e ne uscirà avvantaggiata”. Per mesi Tremonti ha pronunciato frasi come questa. Una specie di litania quotidiana. Evidentemente pensava alle Banche e infatti in Italia nessuna Banca ha fallito. Di certo non pensava agli italiani, perché il nostro prodotto interno lordo è diminuito del 5% rispetto all’anno scorso, il doppio rispetto al resto d’Europa, dove è diminuito del 2,5%. Questo significa che le nostre aziende stanno vendendo molto meno e quindi hanno meno bisogno di produrre e quindi hanno meno bisogno di forza lavoro e quindi licenziano (quando non chiudono).
E infatti negli ultimi 6 mesi la cassa integrazione è aumentata nelle Marche dell’84%. E stiamo parlando di lavoratori “garantiti” perché la cassa integrazione è per chi ha un contratto a tempo indeterminato. Tutti gli altri (precari con i più fantasiosi tipi di contratto: a termine, a progetto, a chiamata…) stanno perdendo il lavoro nel silenzio e senza nessun intervento di tutela da parte del governo.
Tutto questo mentre il nostro Premier è impegnato in storie di festini e di elargizione di favori e incarichi politici in base alle sue preferenze sessuali. Ma guai a parlarne perché si tratta di gossip e poi mica vorrete avere a che fare coi suoi super avvocati?
Nel Bel Paese si sta conciliando l’inconciliabile: libertà e bocca chiusa. Viva l’Italia.

domenica, agosto 09, 2009

L'ITALIA IN UN GRAFICO


Clicca sull'immagine per ingrandirla

ATTENZIONE! Questa immagine descrive l'Italia di oggi molto meglio di tanti discorsi.
E' tratta dal Rapporto dell'Osservatorio di Pavia sulla presenza del problema "criminalità" sulle televisioni italiane.
Il rapporto ci dice che i reati (tutti i tipi di reati) in Italia sono in diminuzione dal primo semestre 2007 (Governo Prodi), ma l'allarme criminalità in televisione dipende da chi è al governo. Secondo i nostri telegiornali, quelli di Mediaset ma anche quelli della Rai, il problema criminalità in Italia era allarmante (nonostante i reati fossero in calo) durante l'ultima campagna elettorale (chissà perché!?), mentre ora è tutto passato.
I telegiornali di prima serata delle 6 reti maggiori (Rai e Mediaset) hanno dedicato agli episodi criminali ben 3500 servizi nel secondo semestre del 2007 (ripeto, nonostante i reati fossero in calo), poco più di 2500 nel secondo semestre del 2008 e meno di 2000 nel primo semestre di quest'anno.

Questi dati mostrano in maniera evidente la subordinazione della Rai (anche quando a governare era il centrosinistra) alle decisioni di Mediaset; non stupisce, quindi, che abbia deciso di combattere, anche contro i propri interessi economici, una dura lotta contro Sky. Come se i nemici di Mediaset fossero automaticamente anche nemici della televisione pubblica e dell'Italia tutta.
Siamo proprio al capolinea... come nazione!

sabato, agosto 08, 2009

Ci conviene privatizzare l'acqua dei Sibillini?


Secondo me dobbiamo seguire attentamente questa vicenda!

Ascoli Piceno, 21 luglio 2009

Presto in bottiglia l’acqua minerale dei Monti Sibillini, presente nella zona ascolana. Lo annuncia il nuove assessore provinciale Aleandro Petrucci, che è anche l’attuale sindaco di Arquata del Tronto, un paesino sulla statale Salaria e nel centro del Parco Nazionale degli stessi Sibillini.
Secondo Petrucci, entro l’anno in corso dovrebbe esserci la pubblicazione del bando per la relativa concessione di sfruttamento ai privati. Per il momento lo stabilimento dell’acqua interessato al progetto di privatizzazione è quello esistente nell’area industriale di Pescara del Tronto, ampio circa 8 mila metri quadri.
L’assessore provinciale Petrucci afferma di aver avuto già incontri per discutere della questione con il presidente del Ciip (Consorzio idrico del Piceno) Paolo Migrotti. Da ricordare che il sindaco di Arquata del Tronto, nella passata legislatura provinciale a guida del centrosinistra, per protesta contro la
negazione dell’autorizzazione per la privatizzazione di una parte dell’acqua dei Sibillini, da parte dell’ex presidente Massimo Rossi, arrivò ad incatenarsi nella sala del Consiglio provinciale di Ascoli, a Palazzo San Filippo.
Ora, con la nuova giunta di centrodestra, guidata da Piero Celani, sembra proprio che l’orientamento sulla questione dell’imbottigliamento dell’acqua dei Sibillini sia completamente cambiato. È facile prevedere che l’annuncio del neo assessore Petrucci provocherà non poche polemiche nel territorio piceno.
Fonte Agi

domenica, agosto 02, 2009

SegreDARIO FRANCESCHINI


Poche righe per iniziare il ragionamento sulle mozioni congressuali e relative candidature alla segreteria nazionale (e non viceversa);
due anni fa abbiamo scelto di intraprendere questa "avventura politico-social-riformista" sposando il progetto del Partito Democratico.


Alcuni convintamente, altri meno, altri ancora convinti sul progetto ma scettici sul metterlo in campo in una nazione fortemente conservatrice; alla fine abbiamo fatto questa scelta.
Credevamo nel progetto. le elezioni politiche ci hanno costretto ad una brusca accelerazioni del processo radicativo (certamente non ben riuscita) e da quel momento in poi la nostra strada è stata tortuosa e sempre in salita; ma noi non abbiamo mai messo in dubbio il progetto; abbiamo forse avuto remore sul pilota, su alcuni suoi assistenti, il progetto continua ad affascinare le nostre menti, conserva intatto quel nuovo stimolo politica capace di dare al centro sinistra italiano quell'identità nuova che tutti cerchiamo dai primi anni novanta.
Quel progetto, con alcuni correttivi è quello che vuol portare avanti Dario Franceschini.

Io sono persona che approda al PD da sinistra ma ciò non conta. i candidati sono sostenuti da "schieramenti" trasversali. ci sono ex Ds ed ex DL dietro ogni candidatura. lo stesso Franceschini ha tra i suoi principali sostenitori Piero Fassino (ultimo segretario dei Democratici di Sinistra), Sassoli, la dirigenza CGIL, Debora Serracchiani, ecc.
Non occorre che stia a sintetizzare gli aspetti peculiari della mozione depositata a sotegno della sua candidatura (che comunque vi invito a leggere così da chiarire una volta per tutte che punti essenziali come la laicità e la strutturazione forte del partito sono contemplati eccome!) perchè la questione è altra. portare avanti il progetto PD vuol dire sostenere Franceschini; sostenerne una versione edulcolorata vuol dire sostenere la mozione a sostegno della candidatura di Bersani. non contempla egli la laicità in modo particolare avendo necessità di corteggiare i cattolico - popolari. soprattutto preclude alla sinistra la possibilità di coalizioni più spostate al centro.

Ignazio Marino (di cui rispetto l'integrità delle idee) è portatore di un progetto in cui rivedo molto i progessisti di Achille Occhetto del 1994, fortemente appiattimento verso posizioni di sinistra che purtroppo ci vedrebbe condannati all'opposizione per le prossime generazioni.
Pierluigi Bersani tenta una apertura verso il centro a differenza di Marino, ma non sufficiente (ne gradita a mio avviso) per costruirvi una coalizione di governo (forse in qualche regione al massimo, ma non a livello nazionale) mettendo il partito in una posizione di stallo.

Dario Franceschini è l'unico ad avere le carte in regola per completare il progetto democratico, della grande forza laica r riformista dove centro e sinistra non siano più acque ed olio ma fuse.
Dobbiamo crederci, altrimenti saremmo tutti andati all'assemblea fondativa di sinistra e libertà, se siamo qui invece è perchè abbiamo responsabilità ed ambizione di governo ed allora non possiamo tentennare ancora lungo la strada già di irta.
Vi aspetto e vi voglio al mio fianco affinchè la nostra piccola realtà, il nostro circolo cittadino confermi il sostegno al progetto democratico.

IL COORDINATORE
Stefano Pompozzi


La foto risale all'ultima visita di Piero Fassino nel fermano svoltasi pochi mesi fa; egli è un grande amante di queste zone ed in genere del contatto con tutti gli iscritti e simpatizzanti del PD.
Fassino sarà nuovamente a Fermo per presentare la mozione a sostegno di Dario Franceschini il prossimo 27 agosto.
Pubblicheremo su questo blog orario e luogo dell'incontro non appena verranno ufficializzati.

domenica, luglio 26, 2009

Papi, dove hai buttato i nostri soldi?

In un anno e mezzo di governo della destra la spesa corrente dello Stato è aumentata del 4,9%, cioè di 35 miliardi di euro. Per spesa corrente si intende la spesa ordinaria necessaria a far funzionare la Pubblica Amministrazione, quindi non riguarda gli investimenti e le misure anticrisi (per cui in Italia sono stati investiti solo 3 miliardi di euro, lo 0,2 del PIL contro il 3% del PIL speso dagli altri paesi europei per affrontare la crisi economica).

La Gelmini taglia le risorse alla scuola e riduce di un quarto gli insegnanti; Brunetta è da mesi che si vanta di aver ridotto del 50% le assenze per malattia dei lavoratori pubblici; Il mondo dello spettacolo il 1 luglio è sceso in piazza davanti a Montecitorio per protestare per i tagli subiti; carabinieri e polizia da mesi denunciano che non hanno neanche i soldi per far uscire le macchine dai garage... E allora? Come sono stati sprecati 35 miliardi di euro in più in un anno e mezzo?

Come scrive Scalfari sulla Repubblica di oggi, "Che cosa ne avete fatto di quei 35 miliardi di euro?"

sabato, luglio 25, 2009

Scudo fiscale

"Lo ripeto, i soldi detenuti illegalmente all’estero derivano o da evasione, o da riciclaggio o dalla corruzione. Quando si dà uno scudo, cioè si garantisce l’anonimato a chi sana, non si sa se questo è un evasore o un mafioso" (Vincenzo Visco, 24 luglio 2009)

giovedì, luglio 23, 2009

«Se vince Bersani bipolarismo a rischio» dal Corriere della Sera del 23 luglio

MILANO - Dal congresso del Pd e dal suo esito non passa soltanto il futuro del partito, che pure è una cosa im­portante. Passa anche il futuro as­setto della politica italiana dopo Berlusconi; e quindi la questione ri­guarda tutti. Sento il dovere di pen­sare cosa succederà dopo la chiusu­ra di un’epoca, che può essere o fi­siologica, con la fine della legislatu­ra, o traumatica. Abbiamo il dove­re di pensare che dopo Berlusconi non venga azzerato l’orologio e non si ricominci tutto da capo; co­me se il bipolarismo e l’alternanza di governo non fossero una con­quista di tutti, che ha reso più mo­derno e più semplice il paese, ma fossero legati solo all’esistenza di Berlusconi come leader o come av­versario. Il che sarebbe un dram­ma.
Segretario Franceschini, sta di­cendo che se vince Bersani si tor­na indietro, alla Prima Repubbli­ca?
In questi anni di transizione dal ’94 a oggi, con tutti gli scontri e i limiti che abbiamo visto, due co­se sono state condivise dai due campi: la nascita di uno schema bi­polare, centrodestra e centrosini­stra che si alternano al governo; e la nascita del Pd prima e del Pdl poi. Si è passati da un bipolarismo fondato su coalizioni eterogenee, frammentate, litigiose, a un bipola­rismo più europeo, con due grandi partiti alternativi e alcune forze in­termedie. Ma non dobbiamo crede­re che questo sistema sia acquisito per sempre, come se fosse consoli­dato da decenni. Dobbiamo pensa­re che questo sistema vada salva­guardato; perché non riguarda so­lo la politica, ma anche le istituzio­ni, l’economia, la competitività, l’aggancio all’Europa.
Il bipolarismo è davvero in peri­colo secondo lei?
Io prendo un impegno: garanti­re che questo schema sopravviva a Berlusconi. Invece a volte ho l’im­pressione che, se questo schema non si consolida, possa scattare un meccanismo per cui, finito Berlu­sconi, la politica italiana si rimette in moto su binari antichi e, attra­verso cambi di legge elettorali o at­traverso scelte politiche, torni uno schema in cui le maggioranze e i governi non sono più decisi dagli elettori ma sono variabili e mobili. Il bipolarismo italiano e il campo riformista non sono nati in funzio­ne anti-Berlusconi; corrispondono a un assetto globale, tipico delle de­mocrazie di tutto il mondo. Ma se noi sbagliamo rischiamo di perde­re questa conquista.
Lei ne parla come se il Cavalie­re non avesse ancora un lungo mandato davanti a sé.Del dopo-Berlusconi dobbia­mo cominciare a occuparci. Nes­sun uomo di buonsenso può pen­sare che si ricandidi a fine legisla­tura; è una scadenza inevitabile. Ma ci sono tutti gli ingredienti per una fine traumatica anticipata. L’autunno sarà il momento di mas­simo impatto della crisi: piccole e medie imprese che non riaprono perché hanno finito credito e liqui­dità, lavoratori dipendenti o auto­nomi con redditi ormai totalmente insufficienti, decine di migliaia di lavoratori dipendenti o autonomi che perdono il lavoro e si trovano a zero euro senza ammortizzatori. Una situazione che si prospetta esplosiva dal punto di vista socia­le, con deficit, spesa pubblica, debi­to pubblico in aumento....
Berlusconi le replicherà che lei fa del pessimismo ai limiti del di­sfattismo.
Non è pessimismo; è realismo. Inutile pensare di risolvere il pro­blema nascondendolo. A fronte di una crisi gravissima, c’è un presi­dente del Consiglio profondamen­te indebolito sia rispetto alla sua credibilità nel Paese, sia rispetto al­la sua forza nella coalizione. Quan­do cominciano i processi di inde­bolimento, non si fermano più. E noi dobbiamo ragionare affinché ciò che abbiamo raggiunto nella stabilizzazione dell’assetto politico del paese non finisca con Berlusco­ni.
Quale può essere lo scenario, se al congresso e alle primarie le sue idee non prevarranno?Tutto potrebbe tornare a essere elastico e possibile, con alleanze non dichiarate agli elettori che le scelgono ma frutto di accordi parla­mentari, cui potranno essere dati nomi nobili — governo di conver­genza, grande coalizione — ma che di fatto smontano una conqui­sta. Perché bipolarismo e alternan­za non sono garantiti, come qual­cuno pensa, da una legge elettora­le, per quanta influenza abbia. Il bi­polarismo sopravvive a qualsiasi legge se ci sono due grandi partiti alternativi. Se invece — consape­volmente o inconsapevolmente— scomponi questi grandi partiti e torni a un sistema centro-sinistra e centro-destra, con il famoso trat­tino, tutto torna in movimento; non ci sono più due grandi partiti avversari, ma prevale il vecchio schema con la sinistra da una par­te e il centro del centrosinistra dal­­l’altra.
Sta dicendo che teme per l’inte­grità e la tenuta del partito?
Tenuta in quanto contenitore no. Penso però che il Pd, per esse­re se stesso, debba coltivare le pro­prie diversità, viverle come una ric­chezza e non come un limite. Per questo credo non debba esserci in nessun modo una parte che preva­le sull’altra. L’arcipelago di posizio­ni che sostengono la mia ricandida­tura, laici e cattolici, persone che provengono da storie diverse, aree più moderate e aree più a sinistra, è la garanzia che il Pd continui a essere un grande partito.
Bersani rivendica di poter par­lare di partito di sinistra.Io sarei cauto nell’uso delle pa­role. Sinistra è una parola e una storia nobilissima, cui io sono an­che legato. Da ragazzo ero nella si­nistra Dc con Zaccagnini, e ricordo convegni in cui si discuteva se con­siderarci sinistra della Dc o sini­stra nella Dc. Conosco la forza, l’or­goglio della parola sinistra. Ma so pure che c’è una parte degli eletto­ri e dei gruppi dirigenti del Pd che non si riconosce solo in quella pa­rola. O il partito resta la casa di tut­ti, liberal, cattolici, laici, ambienta­­listi, oppure diventa un’altra co­sa. Anche Bersani ha con sé cattoli­ci come Letta e Bindi.Ma non c’è dubbio che nello schieramento che lo sostiene ci sia un’identità organizzativamente e politicamente prevalente. Provia­mo a rovesciare il ragionamento: se per assurdo un’identità di cen­tro esercitasse una egemonia sulle altre, chi si sente di sinistra rimar­rebbe volentieri?.
Una scissione?
Non necessariamente. Se si la­scia aperto uno spazio, il vuoto sa­rà riempito. Io non escludo una fu­tura alleanza con l’Udc. Ma voglio un Partito democratico che non ri­nuncia a competere direttamente con il Pdl, che non ha bisogno di appaltare a qualcuno la funzione di parlare con i mondi produttivi, di conquistare il voto mobile. Vo­glio un Pd che rappresenti l’eletto­rato di sinistra ma competa al cen­tro. L’esito del nostro congresso peserà sull’intera politica italiana: se consolidiamo il Pd, reggerà an­che il Pdl dopo Berlusconi; se il Pd si scomponesse, anche il Pdl scom­parirebbe e tutto ricomincerebbe da capo.
Aldo Cazzullo

martedì, luglio 21, 2009

Cala la fiducia in Berlusconi - il premier scende sotto quota 50

Dal sito repubblica.it:
Silvio Berlusconi perde 4 punti secchi in 60 giorni e va sotto il 50%. E' il dato più eclatante del sondaggio mensile Ipr Marketing sulla fiducia degli italiani nel premier, nel governo e nei partiti. Dopo un mese di intervallo dovuto alla scadenza elettorale delle europee e delle amministrative, il rilevamento per Repubblica.it fornisce un nuovo responso. In mezzo, oltre al voto che ha premiato in modo non travolgente il centrodestra ci sono stati altri due fatti: il dispiegarsi dello scandalo delle escort in tutta la sua evidenza e l'innegabile successo del G8 dell'Aquila. Entrambi, probabilmente hanno inciso.

Per la prima volta da quando è al governo (maggio 2008) la fiducia in Silvio Berlusconi scende sotto il 50%. La metà del campione interpellato, infatti esprime "poca" o "nessuna" fiducia nel premier, mentre il 49% si dichiara "molto" o "abbastanza" fiducioso nel Cavaliere e nel suo operato. L'1 per cento è senza opinione. Lo scorso maggio, Berlusconi raccoglieva il 53% di consensi contro un 46% di "sfiducia". Significa che 4 italiani su cento gli hanno voltato le spalle: uno spostamento piuttosto notevole in un panorama nazionale che non si muove molto facilmente. Nel maggio del 2008, appena insediato al governo, il premier era partito dal 53% di "fiduciosi" contro il 46% di pareri negativi. Da lì, per alcuni mesi è salito fino a un picco impressionante del 62% (ottobre). Poi si è assestato tra il 58% e il 56% per alcuni mesi. A marzo (primi "fuochi" del caso Noemi) era sceso al 52%, ad aprile era risalito al 56% e a maggio era tornato al 53%. Ora la caduta sotto quota 50%. Probabile, che lo scandalo delle escort abbia inciso pesantemente e che l'Aquila abbia forse frenato un'emorragia che poteva essere peggiore.
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Il governo. E, paradossalmente, l'esecutivo va quasi meglio del suo premier. Il governo, infatti, (che da diversi mesi viaggia sotto quota 50%) è rimasto fermo al 44% di maggio con un 52% di interpellati che esprimono "poca" o "nessuna" fiducia e un 4% di indecisi. In uno scenario di "one man show" cui lo stesso Berlusconi tende a ridurre pubblica amministrazione e politica, la cosa non è priva di significato. I ministri. Che il G8 dell'Aquila abbia inciso in positivo, lo dimostrano gli ottimi risultati di Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, le due "ministre" che hanno fatto gli onori di casa alle "first lady" durante il G8. Se, per Gelmini (3 punti in più a quota 42% degli interpellati che esprimono molta o abbastanza fiducia) potrebbero aver inciso i segnali di severità che vengono dalla scuola, per Carfagna (5 punti in più, a quota 54% di fiduciosi) non si vedono altri momenti di visibilità se non quelli legati al G8. Molto bene anche Claudio Scajola, responsabile delle attività produttive (la sua crescita è di 4 punti a quota 52%), protagonista (insieme a Tremonti, fermo al quarto posto col 58%) del pacchetto anticrisi e, in particolare della norma sulla detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese. In testa alla classifica dei ministri restano (senza spostamenti) Maurizio Sacconi (welfare) e Roberto Maroni (Interni) con il 63% e il 60% di fiducia. Angelino Alfano (Giustizia) perde 3 punti e scende a quota 60% pur mantenendo il terzo posto. Probabile che, nel suo caso, incida il testo sulle intercettazioni che ha suscitato anche la forte preoccupazione del capo dello Stato. Tra gli altri, perdono terreno: Matteoli (tre punti, forse riconducibili alla strage ferroviaria di Viareggio), Bondi (2 punti, il più duro nella difesa del premier), Fitto e Prestigiacomo (2 punti) e Vito (un punto, sempre saldamente in coda alla classifica). I partiti. Il Pdl sembra seguire la sorte del suo leader. In una situazione postelettorale (e, quindi, di scarso movimento) il Popolo della Libertà scivola in terreno negativo. La perdita di fiducia si misura in 4 punti: dal 50% al 46%. La principale forza di centrodestra era già stata sotto quota 50%, ma mai così in basso. Molto bene la Lega Nord che recupera 3 punti e risale a quota 32%. Fermi l'opposizione: Idv al 41%, Udc al 34% e Pd al 33% nonostante, si potrebbe dire, la tormentatissima situazione precongressuale del partito di Franceschini.