lunedì, gennaio 26, 2009

Fantasia e realtà


Oggi voglio confrontare due situazioni, una di fantasia, l'altra di cronaca.

Situazione 1: Sto nel mio ufficio un lunedì mattina. Tiro fuori la gazzetta dello sport, la metto sulla scrivania e inizio a leggere. Entra Brunetta col dito spianato e mi licenzia in tronco, urlando che gli statali fannulloni gli affari privati se li devono fare fuori dall'orario d'ufficio. A malincuore gli dò ragione, vado ai tornelli e me ne torno a casa.

Situazone 2: E' durato oltre mezz’ora l'incontro tra Fiorello e il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli. Lo showman racconta scherzando delle chiacchiere fatte con il presidente del Consiglio, e ammette che “si è parlato della situazione della Tv in generale”, non senza accennare al suo contratto con Sky. “Ridendo e scherzando - ha detto Fiorello - mi ha detto ‘che ci vai a fare a Sky? Passi al nemico’”

Spero si sia capito qual è la situazione di fantasia e quale di cronaca.
Detto questo, è mai possibile che il primo ministro italiano, incarico pubblico per eccellenza, debba passare il suo tempo a convincere Fiorello a non passare alla concorrenza? Non va più di moda parlare di conflitto d'interessi e a me va bene, ma visto che il ministro Brunetta è così popolare da quando mette tutti sotto tornello, perchè non regalarne uno a Berlusconi?

lunedì, gennaio 19, 2009

Italianità!


Sono sempre sospettoso quando si usano parole che si capiscono subito, senza necessità di dire di cosa si sta parlando. Una di queste è Italianità.
Strigliati da Berlusconi, che nell’Aprile 2008 aveva giudicato “offensiva” la proposta di Air France, tutti gli italiani si sono riempiti di orgoglio nazionale. Mica possiamo farci fregare dai francesi. Quelli affossano subito l’aereoporto di Malpensa e diminuiscono i voli intercontinentali, per danneggiare il nostro turismo e la nostra economia. Ci vuole Italianità.
Adesso finalmente il caso Alitalia si è concluso, quindi possiamo capire quale Italianità abbiamo difeso a denti stretti.

Numero di voli
La Nuova Alitalia volerà verso 70 destinazioni (il piano dell’Air France ne prevedeva 73) di cui solo 13 intercontinentali (molti passeggeri saranno dirottati a Parigi per i viaggi lunghi e l’Air France aumenterà del 15-20% il biglietto per pagare una commissione all’Alitalia).
L’aereoporto di Malpensa, nonostante le proteste locali e la voce grossa della Lega, resterà sguarnito. Cessa, ad esempio, il servizio Cargo merci. Le aziende invieranno le merci su strada a Parigi, Amsterdam e Francoforte, con le seguenti stime economiche:

1. Costi a carico delle imprese: +2,3%
2. Esportazioni dal Nord: – 1,5 miliardi di euro
3. Presenza di multinazionali nel milanese: – 4%.

Prezzi per chi vola
La Nuova Alitalia ha il monopolio su molte rotte nazionali, ed i prezzi sono già aumentati. Un biglietto solo andata da Milano-Linate a Roma costa ben 325,59 euro.

Licenziamenti
La Nuova Alitalia parte con 12.600 dipendenti. Alitalia ne aveva 18.500 e AirOne 3.100. Gli esuberi effettivi sono quindi 9mila. Nel vecchio Piano di Air France gli esuberi erano 2120, più un migliaio di precari.

Costi
La Vecchia Alitalia aveva debiti per 3,2 miliardi di euro.
La Cai si è comprata la parte attiva (cioè redditizia) della compagnia per 1 miliardo di euro. Tutti i debiti sono a carico nostro, cittadini italiani.
L’Air France nell’Aprile 2008 avrebbe coperto anche i debiti, sborsando per l’acquisto 3 miliardi di euro. Ora AIR FRANCE ha acquistato il 25% di Alitalia, spendendo solo 322 milioni.

Alla fine ho capito! Abbiamo consegnato la nostra compagnia di bandiera ad Air France, ma l’abbiamo fatto a testa alta. Avremo sul groppone 2 milioni di debiti in più (che in tempo di crisi tornavano utili), ma almeno non abbiamo rifilato ai francesi una patacca, l’Italianità è salva!
E infatti, “Les Echos” (giornale economico francese) l’altro giorno titolava: “Merci Silvio”.

P.S. Le informazioni di questo post sono tratte da un famoso giornale comunista italiano, "il sole24ore"

sabato, gennaio 10, 2009

Come distruggere un sogno...


Premetto che la ritengo una esagerazione giornalistica. Leggo oggi sulla repubblica che il PD rischia di sciogliersi (ecco l'articolo) e mi chiedo: per davvero c'è qualche dirigente del partito, parlo dei "massimi" dirigenti (che ne sò, un D'Alema o un Rutelli o lo stesso Veltroni), che pensa che il PD possa smembrarsi e che si possa ritornare ai partiti che lo hanno costituito? Qualcuno veramente pensa di poter trattare il PD come un giochetto personale da buttare dopo pochi mesi?
Io non credo che i nostri dirigenti siano di un livello così basso, comunque il PD è stato ed è un progetto per l'Italia, se i dirigenti attuali non sono capaci di attuarlo che si facciano semplicemente da parte.