venerdì, febbraio 27, 2009

Come sarà l'Italia del dopo crisi?


Vista la crisi economica che stiamo attraversando, verrebbe da pensare che non ci si può aspettare più di tanto dal governo.

Però se voltiamo lo sguardo un po’ oltre il nostro naso, ascoltiamo frasi come questa: “Ci sono momenti nei quali ci si può limitare a una mano di bianco, altri, come questo, nel quale si devono rifare le fondamenta”. La frase è di Barak Obama ed è stata pronunciata proponendo al congresso USA di uscire dalla crisi spendendo miliardi e miliardi su SANITA’, ISTRUZIONE e AMBIENTE. L’America per il dopo crisi punta sul suo FUTURO.

In Italia la crisi passerà come dovunque, ma noi avremo 42.000 insegnanti in meno, classi che, come dice la Gelmini, saranno almeno di 30 alunni (vi immaginate in che condizioni può lavorare un’insegnante con 30 bambini di 6 o 7 anni?), ricercatori precari a vita e Università ridotte al lastrico (tanto sono spendaccione). Avremo indagini più difficili, processi più lenti (vedi il decreto sulle intercettazioni e la diminuzione dei fondi per la polizia), ma pene molto severe (tanto non si arriverà alla fine del processo). Avremo un’Italia con più sommerso (nel 2008 sono diminuiti del 6% e nel 2009 si ridurranno di un quarto i controlli sul lavoro nero) e più disuguaglianze.
Avremo un sistema industriale meno efficiente dal punto di vista energetico (l’Italia ora che non ha più la sponda americana, è rimasta da sola a remare contro l’impegno europeo per l’ambiente) e poco presente in uno dei pochi settori in crescita, quello ambientale, che continua a creare nuovi posti di lavoro.
L’Italia delle destre per il dopo crisi punta sull’IGNORANZA, la FURBIZIA e sul SI SALVI CHI PUO’.

Poi magari, col mandolino in mano, si dirà che siamo creativi… vecchia storiella!

1 commento:

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie