mercoledì, settembre 02, 2009

Acqua in bocca!


“Siamo più stabili degli altri Paesi, l’Italia affronterà la crisi meglio degli altri e ne uscirà avvantaggiata”. Per mesi Tremonti ha pronunciato frasi come questa. Una specie di litania quotidiana. Evidentemente pensava alle Banche e infatti in Italia nessuna Banca ha fallito. Di certo non pensava agli italiani, perché il nostro prodotto interno lordo è diminuito del 5% rispetto all’anno scorso, il doppio rispetto al resto d’Europa, dove è diminuito del 2,5%. Questo significa che le nostre aziende stanno vendendo molto meno e quindi hanno meno bisogno di produrre e quindi hanno meno bisogno di forza lavoro e quindi licenziano (quando non chiudono).
E infatti negli ultimi 6 mesi la cassa integrazione è aumentata nelle Marche dell’84%. E stiamo parlando di lavoratori “garantiti” perché la cassa integrazione è per chi ha un contratto a tempo indeterminato. Tutti gli altri (precari con i più fantasiosi tipi di contratto: a termine, a progetto, a chiamata…) stanno perdendo il lavoro nel silenzio e senza nessun intervento di tutela da parte del governo.
Tutto questo mentre il nostro Premier è impegnato in storie di festini e di elargizione di favori e incarichi politici in base alle sue preferenze sessuali. Ma guai a parlarne perché si tratta di gossip e poi mica vorrete avere a che fare coi suoi super avvocati?
Nel Bel Paese si sta conciliando l’inconciliabile: libertà e bocca chiusa. Viva l’Italia.

1 commento:

luigi ha detto...

"Giro di scrivanie che costa milioni di euro. Ingaggi, è il caso di dirlo, trenta volte più alti della media delle grandi testate francesi e venti volte più alte della media britannica. Feltri pare debba incassare solo per risedersi sulla scrivania del direttore de “il Giornale” 15milioni di euro, per prenderne poi 3 a stagione. Questo il prezzo del cartellino del giornalista bergamasco, il suo stipendio è il doppio rispetto al direttore del “Corriere della Sera” e sei volte tanto quello del direttore de “la Repubblica”" (Agenzia Multimediale Italiana).

DA SEMPRE IL LAVORO SPORCO SI PAGA CARO