domenica, dicembre 26, 2010

il Circolo PD di Servigliano augura un buon 2011 a tutta la cittadinanza

domenica, dicembre 05, 2010

Cena di Fine Anno - 7 dicembre 2010

Tutti gli iscritti e simpatizzanti sono invitati alla consueta cena di fine anno che si terrà martedì 7 dicembre - ore 20:30 - al Ristorante Re Leone di Servigliano.
Passeremo una serata insieme gustando un ricco menù ed in compagnia di tanti ospiti.
... Vi aspettiamo !

domenica, ottobre 10, 2010

Roberto Cippitelli è in nuovo segretario del Circolo

Il Congresso del nostro Circolo che si è svolto venerdì 8 ottobre e prevedeva, nel corso dei lavori, anche il rinnovo degli organi dirigenti locali.

Roberto Cippitelli è il nuovo segretario del circolo di Servigliano.

Questa la composizione del nuovo direttivo in carica:
  • Caterina Stortini (Responsabile organizzativa);
  • Stefano Pompozzi;
  • Ennio Verdecchia;
  • Guerrina Tiburzi;
  • Georges El Helou;
  • Carlo Verducci;
  • Luigi Bracalenti;
  • Danilo Viozzi;
  • Silvana Balacco;
  • Filippo Ieranò;
  • Fabio Quintozzi;
  • Cristina Squarcia;
  • Mirko Barchetta;

Gli iscritti hanno poi votato per i candidati alla segreteria della Federazione Provinciale di Fermo, questi i risultati:

  • Cinzia De Santis: 29;
  • Fabiano Alessandrini: 10;
  • Schede Bianche: 2;
  • Schede Nulle: 0.

Grande la partecipazione degli iscritti, il più forte (e bel) segno della vitalità del Partito Democratico a Servigliano.

domenica, ottobre 03, 2010

CONVOCAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO

Cara/o iscritta/o, anche il nostro circolo è chiamato a svolgere il proprio congresso durante il quale dobbiamo procedere all'elezione del Segretario e del Direttivo di circolo; all'elezione del Segretario e dell'Assemblea Provinciale;

il congresso del nostro circolo è convocato per VENERDI 8 OTTOBRE 2010, dalle ore 21,15 alle ore 23,55 presso la nostra sede ubicata lungo la Circonvallazione Clementina (di fronte al cinema), le votazione si terranno dalle ore 22,05 alle ore 23,45.

L'ordine del giorno è il seguente:
  • APERTURA DEI LAVORI DA PARTE DEL SEGRETARIO DI CIRCOLO;
  • ELEZIONE DELLA PRESIDENZA;
  • DETERMINAZIONE COMPONENTI ELETTIVI DIRETTIVO;
  • PRESENTAZIONE DELLE LINEE POLITICHE E PROGRAMMATICHE DEI CANDIDATI;
  • DIBATTITO,
  • VOTAZIONI;
  • SCRUTINIO;

Siete tutti invitati a partecipare.

Il Segretario

Stefano Pompozzi

A tutte le iscritte e gli iscritti del Partito Democratico di Servigliano

Servigliano, li 1 ottobre 2010

Care iscritte e cari iscritti,
il prossimo 8 ottobre il Circolo PD di Servigliano (come tutti i circoli) eleggerà il nuovo segretario ed il nuovo direttivo.
Si esaurisce qui il compito da Voi assegnatomi in occasione delle primarie del febbraio 2008.
Sono stati due anni e mezzo densi di lavoro, di difficoltà e di soddisfazioni.
Abbiamo ottenuto ottimi risultati in ogni tornata elettorale, quasi sempre al di sopra di quelli che il partito ha riscosso a livello nazionale e/o provinciale.
Si è lavorato con l'obiettivo di radicare e strutturare questa nuova e bella realtà del panorama politico che è il Partito Democratico nel nostro paese puntando sul coinvolgimento degli iscritti nell'attività del circolo.
Abbiamo chiuso il tesseramento per l'anno 2010 conun incremento del 2,5% di nuovi iscritti (e non è cosa da poco considerando la disaffezione che di questi tempi la gente avverte verso la politica).
Purtroppo le innumerevoli consultazioni elettorali ed interne (tanto per rendere l'idea: primarie di circolo, primarie interne per il candidato presidente della Provincia, primarie di coalizione per il candidato presidente della Provincia, elezioni politiche nazionali, regionali, provinciali, comunali, elezioni del segretario nazionale e regionale del partito) ci hanno spesso costretto ad una azione politica frammentaria, a dover sacrificare tempo ed energie (due elementi già di per se non facilmente reperibili) che avremmo volentieri dedicato all'organizzazione di maggiori iniziative di approfondimento su tematiche locali e nazionali che stanno molto più a cuore a me per primo e presumo a tutti Voi ed alla cittadinanza in genere.
Auspico che il nuovo segretario avrà la possibilità di concentrare maggiormente l'attività politica nella direzione appena accennata;
Servigliano, così come l'Italia tutta, ha bisogno di un partito riformista e progressista che sappia tramutare al meglio le problematiche quotidiane delle gente in risposte silenziose, fatte di azioni concrete, di fatti.
Abbiamo a tutti i livelli una classe politica, la nostra, che per formazione ed estrazione ha nel proprio DNA l'aspirazione a migliorare la condizione sociale della popolazione, questo deve saper tornare a fare.
Grazie di cuore a tutti Voi che con una parola, una pacca sulla schiena, un sorriso o una critica mi avete aiutato a svolgere questo ruolo; per me è stato un onore e spero di averlo fatto nel modo più dignitoso possibile.

Stefano Pompozzi

domenica, settembre 19, 2010

Le parole dell'immigrazione

CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), Respingimenti in mare... siamo proprio sicuri di capire il significato delle politiche sull'immigrazione del nostro Paese e soprattutto ne conosciamo le conseguenze?

Che significa far tornare nella Libia di Gheddafi (che ormai in Italia è un guru e una star) gli immigrati avvistati in mare?

Questo video è composto da immagini che gli stessi immigrati hanno fatto con i loro cellulari, dura 7 minuti ma bastano per farci dormire meno tranquilli.

sabato, settembre 11, 2010

Riunione del Direttivo di Circolo

Martedì 14 settembre, alle ore 21, si terrà presso la nostra sede una riunione del direttivo del circolo cittadino per discutere il seguente ordine del giorno:
- completamento del tesseramento 2010;
- programmazione iniziative autunnali;
- varie ed eventuali
l'invito è rivolto (oltre ovviamente a tutti i membri del direttivo) a tutti gli iscritti e simpatizzanti che abbiano piacere a partecipare.

Stefano Pompozzi

giovedì, settembre 09, 2010

Aspettando il giorno del riscatto...


Seppure offuscato dalla scena tragicomica di un governo che vorrebbe “cadere” ma non sa come fare, il nostro paese è attraversato da un dibattito molto interessante, reso eclatante dalle recenti scelte della Fiat.
A prima vista il discorso sembra essere tra modernisti e immobilisti, chi vuole cambiare le regole dei rapporti industriali e chi vuole conservare tutto com’è. Basta dare un’occhiata ai titoli altisonanti degli articoli sul tema per capire l’alto tasso ideologico con cui si sta affrontando la questione: “Il fumogeno non coprirà il coraggio dei riformisti” (Il sole 24 ore del 9 settembre 2010); “La partita del futuro” (Il messaggero dell’8 settembre 2010). Chi è per il cambiamento dice che l’Italia può essere competitiva solo abbandonando i contratti nazionali a favore di quelli stipulati localmente; chi è contrario denuncia l’erosione costante dei diritti dei lavoratori che questo cambiamento comporterebbe .
La discussione si sta giocando tutta sul binomio innovazione/immobilismo (e sottotraccia si respira che la destra è per l’innovazione e la sinistra per l’immobilismo). Scrive Oscar Giannino sul Messaggero di ieri (08/09/2010): “Se vincerà il futuro sul passato, Pomigliano diventerà il simbolo nazionale di un riscatto coraggioso”.
Ma in cosa consisterebbe tale riscatto? Nello scambio Produttività/Salario, cioè più si lavora efficacemente “utilizzando al meglio gli impianti, i turni, gli orari”, più viene detassato il salario dei lavoratori. Come si vede l’ obiettivo è quello di abbassare il costo del lavoro in Italia, perché solo così “nel mondo globalizzato, possiamo continuare a restare la quinta potenza industriale mondiale difendendo i posti di lavoro”.
In sostanza qual è la grande sfida del futuro, la rivoluzione necessaria per la competitività italiana? Abbassare il costo del lavoro per renderlo sempre più simile a quello della Romania, della Polonia e di tutti quei paesi dove le nostre aziende hanno deciso in questi anni di delocalizzare.
Ora, io posso essere d’accordo che la competizione mondiale stia cambiando le regole e che imponga dei sacrifici, ma è possibile far passare tutto ciò come un elemento di riscatto? E perchè dovrei sentirmi riscattato dall’avere condizioni di vita simili a quelle di un operaio cinese?
Ma poi, perché mai l’unico modo per aumentare la produttività italiana è quello di abbassare il costo del lavoro? Come scrive Luciano Gallino sulla repubblica di ieri (che è sempre l’08/09/2010)“Per competere con tali paesi (India, Cina, Messico, Vietnam, Filippine e indonesia) bisognerebbe produrre beni e servizi che loro non sono in grado di produrre, o perché sono altamente innovativi o perchè sono destinati al nostro mercato interno”.
L’Italia è veramente ad un bivio: puntare sull’innovazione continua dei suoi prodotti o competere con la Cina sul costo del lavoro. Questa è la vera scelta tra innovazione e conservazione (al ribasso), futuro e passato.
Il dramma è che, guidati da questa destra, stiamo scegliendo di rimanere immobili avendo l’illusione di promuove un grande “riscatto” nazionale!

giovedì, settembre 02, 2010

Ma noi che c'entriamo con lui?

In Italia oggi ci sono 2,2 milioni di persone in cerca di occupazione.
Leggendo questi dati, pare che anche Berlusconi si sia preoccupato per il futuro. E col suo solito piglio decisionista ha deciso che non può più permettersi gli avvocati che lo difendono dai suoi "guai" giudiziari. Così, ha iniziato a candidarli e a farli eleggere al parlamento. Adesso glieli paghiamo noi.

Il risultato è che invece di parlare della situazione economica, discutiamo vivacemente dell'ennesimo cavillo per azzerargli i processi. Visto quanto li paghiamo, speriamo almeno che stavolta i risultati si vedano!

giovedì, luglio 08, 2010

Continuiamo a preparare giorni migliori...

Segnaliamo questi interessanti seminari organizzati dalla Federazione Provinciale PD di Fermo:

venerdì, luglio 02, 2010

Napoli, revival monnezza...

Per Berlusconi i rifiuti erano scomparsi. Ma gli ispettori europei dicono che non è vero. Le discariche sono piene. E rubano pure i cassonetti

Ora anche a Bruxelles se ne sono accorti: "the waste crisis in Campania is not over". La crisi dei rifiuti non è finita ma "giace dormiente con un alto rischio che possa scoppiare di nuovo". È scritto nella relazione della delegazione di europarlamentari che a fine aprile aveva passato al setaccio gli impianti e le discariche campane. Il documento finale sarà votato a fine settembre, ma per allora Napoli potrebbe già conoscere una nuova acuta emergenza. Gli spazi in discarica diventeranno presto insufficienti ma la questione chiave, adesso, è la gestione quotidiana dell'intero ciclo. La Regione non ha ancora un suo piano approvato, le società provinciali, che da gennaio hanno la responsabilità dei rifiuti, stentano a decollare e, soprattutto, iniziano a scarseggiare le risorse economiche. Da gennaio a oggi, cioè da quando lo Stato ha girato tutta la questione alla Regione e da questa alle province, soltanto Avellino, Benevento e Salerno sono pronte alla sfida. Napoli e Caserta, le province più popolose, sono ancora in altomare: non c'è un piano industriale, non è ancora chiaro quali lavoratori saranno coinvolti nel funzionamento degli impianti e quali nella raccolta e nello smaltimento, quale sarà l'ente che li prenderà in carico e con quali criteri. Una confusione di idee e di competenze che rischia di paralizzare l'intera macchina prima ancora che parta del tutto. Così, a scandire i tempi di una nuova emergenza ci hanno pensato gli operatori dell'Asia, l'azienda comunale di Napoli che gestisce la pulizia nel capoluogo. È bastato uno sciopero dei circa 2700 addetti a far comparire per giorni montagne di sacchetti dalla periferia al centro, proprio come era accaduto due anni fa.Nuova emergenza, vecchie cause "Siamo all'ennesima emergenza indotta", spiega il direttore di Legambiente Campania, Raffaele Del Giudice: "Nessuno si preoccupa di curare davvero la ferita. È un modello che si ripropone e che permette di avere crisi continue e, con queste, mani libere per imporre scelte e appalti". Da un lato l'impasse delle province - a partire da quella di Napoli guidata dal deputato Luigi Cesaro, fedelissimo di Berlusconi; dall'altro comuni ormai sempre più sull'orlo di una crisi finanziaria che preferiscono mandare rifiuti indifferenziati in discarica pur di abbattere i costi. Nessuno lo ammette ma è così e il crollo in pochi mesi della raccolta differenziata, passata nella regione dal 23 al 18 per cento, ne è la conferma. Nel capoluogo, dove la giunta di Rosa Russo Iervolino vive il suo tramonto, da un anno non migliora di un chilo. D'altronde, che la situazione sia prossima al collasso lo dimostrano anche le parole pronunciate un mese fa dall'onorevole pdl Gaetano Pecorella: "Dalla visita in Campania di un anno fa è cambiato poco e non è da escludere che possiamo trovarci di fronte a un'altra seria crisi", ha dichiarato il presidente della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti. In un anno, son finiti in discarica oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti.
Così, con il solo inceneritore di Acerra che funziona a singhiozzo e su una sola linea produttiva, ci sarà autonomia ancora per dodici mesi. Lo sa bene il nuovo assessore regionale, Giovanni Romano, che una settimana fa ha parlato apertamente della necessità di individuare nuovi spazi e in tempi brevi. Sfumata definitivamente, grazie al Tar della Campania, la seconda discarica sul Vesuvio, l'ultima carta da giocare per il centrodestra sarà ora quella di allargare gli invasi già esistenti in attesa che vengano realizzati gli altri inceneritori previsti. "La verità è che al di là dello spot elettorale sulla "missione compiuta" ora non sanno davvero cosa fare", denuncia l'eurodeputato pd Andrea Cozzolino: "Le probabilità di un colpo di mano per ampliare Chiaiano o Terzigno restano alte e bisogna vigilare con la massima attenzione". Entro 90 giorni la Regione conta di dare il via alle gare per gli inceneritori di Napoli e Salerno ma, come sottolinea lo stesso assessore Romano, servono 36 mesi solo per i lavori. E non è detto che ci si riesca. Almeno lui, però, ha il merito di non barare con le cifre.

Il "pacco" all'Europarlamento Per Guido Bertolaso e la sua struttura commissariale invece gli spazi c'erano. Grazie a un gioco di numeri e di parole, tra "impianti previsti" e "impianti esistenti". È lo stesso refrain ripetuto alla delegazione di europarlamentari guidata dalla olandese Judith Merkies. Il documento illustrato dal sottosegretario, ora agli atti di Bruxelles e in possesso de "L'espresso", parla di una capacità residua nelle discariche di oltre sei milioni di tonnellate di rifiuti. Ma basta prendere dallo stesso documento il dato sulla "capacità di ricezione giornaliera" di ogni singolo impianto e moltiplicarlo per i giorni di apertura effettivi per scoprire un'altra verità: il dato è sovrastimato almeno del 30 per cento. Non solo: in quei giorni appariva già chiaro che la seconda discarica ostinatamente prevista da Bertolaso sul Vesuvio non si sarebbe fatta. Ma nel conto presentato all'Europarlamento c'era pure quella. Un vero e proprio "pacco" alla napoletana, dove al posto dei mattoni questa volta ci hanno messo i rifiuti.A ruba i cassonetti I primi sacchetti ammassati ai bordi delle strade si erano già visti a marzo. In alcuni quartieri di periferia si è temuta una nuova crisi ma il fenomeno era ben diverso: non mancavano gli spazi, solo i contenitori. Se ne è accorto un consigliere comunale del Pd, Emilio Di Marzio, che ha subito denunciato tutto ai carabinieri: "A gennaio ero riuscito a far collocare decine di cassonetti a Pianura. Per giorni quel quartiere sembrava un sobborgo ticinese. A marzo la situazione era tornata quella di sempre, coi cittadini costretti a fare la gimcana tra i rifiuti persino per andare a prendere il trenino locale", racconta. Così, si scopre che spariscono circa 300 cassonetti al mese dalla periferia partenopea: per un valore di circa 2 milioni di euro l'anno. Il vero business, però, è nella raccolta: senza bidoni, l'immondizia si accumula sull'asfalto e per portarla via servono elevatori e miniruspe bobcat. Manco a dirlo, materiale a disposizione delle ditte legate ai clan che ottengono così lucrosi appalti senza gara. L'emergenza, se non c'è, basta saperla creare.

mercoledì, giugno 09, 2010

Condono, una brutta storia

Ci sarebbe da ridere se non fosse vero. È dal 1994 che promettono nessun condono. Poi corrono a giustificarlo per cause di forza maggiore. Oggi si preparano a fare l’ennesimo regalo a chi non rispetta le regole: un condono edilizio per i mini-abusi, commessi per "necessità". GUARDA IL VIDEO DI TREMONTI-GUZZANTI

martedì, aprile 13, 2010

Il Partito del lavoro ha un compito: difendere il sapere

Vi propongo un breve articolo di Luigi Berlinguer sulla Scuola per 4 motivi:

1. Perchè in un momento in cui tutto sembra bloccato ad un presente squallido, fa intravedere un futuro per il nostro Paese;

2. Perchè connette tale futuro alla costruzione di un'identità forte e precisa del PD;

3. Perchè anche se va di moda dire che destra e sinistra sono ormai la stessa cosa, leggendo questo articolo appare chiaro che la scuola dell'ordine e del grembiule che ha in mente la destra è molto diversa dalla scuola della curiosità e della conquista del sapere che dovrebbe avere in mente la sinistra;

4. Infine, ma forse è la cosa più importante, perchè nel leggerlo viene voglia di impegnarsi!

A presto
Luigi Verducci

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martedì, marzo 30, 2010

Tutti i risultati delle elezioni regionali del 28/29 marzo 2010

Vi allego il link del sito ufficiale della Regione Marche contenente tutti i dati: affluenza, voti delle coalizioni, dei partiti, preferenze dei candidati, eletti e composizione del Consiglio Regionale.

domenica, marzo 21, 2010

Elezioni Regionali - 28/29 marzo



Il 28 e 29 marzo 2010 si svolgeranno le elezioni del Presidente della Giunta e del Consiglio Regionale delle Marche. il Partito Democratico è il primo partito della coalizione di maggioranza che ha governato la Regione in questi 5 anni e che si ripropone chiedendo il rinnovo di della fiducia. il governo delle Marche è stato riconosciuto come uno dei migliori tra quelli di tutte le Regioni italiane (dati alla mano, non semplicemente a chiacchiere).
Votare i candidati del PD vuol dire confermare il Governo Regionale uscente che tanto ha fatto per le Marche (sostegno ai cassaintegrati, riduzione del debito pubblico regionale, miglioramento del livello qualitativo di vita, ecc.), per il Fermano (cito due aspetti su tutti: il nuovo ospedale provinciale che sorgerà in località Campiglione di Fermo, atteso da anni, e che adesso sarà realtà; per la sua realizzazione la Regione ha stanziato - in via definitiva - 70 milioni di euro; la prima parte della mare-monti già finanziata che arriverà fino alla rotonda di Campiglione) e per Servigliano (il 30% del contributo ricevuto dal nostro paese per il rifacimento delle vetrine delle attività proviene dal Fondo Regionale per il Commercio, veicolato tramite la normatica sui centri commerciali naturali).
Abbiamo ricevuto attenzione dalla Regione Marche, come paese e come zona, soprattutto grazie alla presenza di nostri esponenti nella Giunta Regionale (quindi non solo Consiglieri "semplici" ma soggetti investiti di poteri esecutivi, assessori, vice presidenza) personalità politiche fermane che risiedono a pochi km dal nostro paese e che si sono dimostrate sempre disponibili.
Vi chiedo dunque di confermare la fiducia al Presidente Gian Mario Spacca ed all'attuale Amministrazione Regionale assegnando il Vostro voto al maggiore partito che sostiene l'intera coalizione: noi, il PD.
Votare qualsiasi altro partito (a prescindere dalla coalizione di appartenenza) non aumenta la possibilità di avere rappresentanti di zona nell'organo esecutivo anzi, la diminuisce; ogni altra scelta è utile per i partiti ma non per Voi, non per le Vostre famiglie, non per i Vostri figli, non per le Vostre attività e soprattutto non per il nostro paese: Servigliano.
IL 28/29 MARZO CROCIATE IL SIMBOLO DEL PD E SCRIVETE NELL'APPOSITO SPAZIO IL COGNOME DI UNO DEI 5 CANDIDATI DEL PD PER QUESTA CIRCOSCRIZIONE ELETTORALE:
  1. PAOLO PETRINI (Vice Governatore ed Assessore Regionale);
  2. ROSALBA ORTENZI (Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Ambiente e Trasporti);
  3. MARCELLO VALLORANI (Sindaco del Comune di Monterinaldo);
  4. RICCARDO TREGGIARI (ex Sindaco del Comune di Amandola);
  5. LETIZIA BELLABARBA.

Per tutte le informazioni relative ai nostri candidati Vi rimando al sito del Pd Provinciale di Fermo (www.pdfermo.it) oppure ai loro rispettivi profili presenti su facebook.

Potete anche contattarci direttamente e saremo lieti di fornirVi tutte le informazioni relativamente al programma elettorale, al resoconto di questi 5 anni di attività amministrativa regionale, alle informazioni sui candidati e, qualora di Vostro interesse, a metterVi direttamente in contatto con loro.

Questi sono i nostri contatti: 339 1162703, pdservigliano@libero.it.

Stefano Pompozzi





lunedì, marzo 01, 2010

giovedì, febbraio 25, 2010

Convocazione dell'assemblea degli iscritti e simpatizzanti

E' convocata per Venerdì 5 Marzo, alle ore 21, presso la sede del Circolo Democratico cittadino una assemblea degli iscritti e simpatizzanti per discutere insieme i temi riguardanti le alleanze, le candidature, i programmi, le iniziative locali ed ogni altro aspetto relativo alle prossime elezioni regionali del 27/28 marzo 2010.
Non mancate.

lunedì, febbraio 15, 2010

19 feb 2010: Buttiglione a Servigliano, scelta temporale inopportuna


Venerdì 19 febbraio Servigliano ospiterà l'On. Rocco Buttiglione, uno dei più conosciuti esponenti nazionali dell'UDC, il partito di Casini.

La sua presenza è riferita ad una iniziativa del cartellone predisposto dall'Amm.ne Com.le e Assessorato alla Cultura.

Ritengo inopportuno perlomeno temporalmente tale evento per svariati motivi, eccone alcuni dei principali:


L'On. Rocco Buttiglione è uno dei principali personaggi politici dell'UDC, partito dove sono frequenti (proprio a voler usare un eufemismo) le voci di una candidatura del Sindaco Marinozzi alle prossime elezioni reg.li (che si svolgeranno alla fine di marzo e quindi siamo in piena campagna elettorale), tale presenza sarebbe senza tanti giri di parole una vera e propria investitura elettorale (anzi in tale modo la stampa definisce tale appuntamento);

Non è affatto opportuno, alla luce di quanto sopra, che l'organizzazione dell'evento sia stata promossa e curata dall'Amministrazione Comunale; non occorre chissà quale sensibilità politica per vederne l'imbarazzante inopportunità temporale; si poteva benissimo chiedere la collaborazione di una delle tante associazioni culturali presenti sul territorio;


Tale inopportunità aumenta se si considera che il Sindaco Marinozzi non ha mai smentito voci quotidiane sulla sua candidatura anzi le (verbalmente) ha confermate;


Sul principale sito di informazione locale, informazione.tv da giorni si trovano articoli che recitano di un Buttiglione che viene a Servigliano a dare "l'investitura ufficiale" al candidato Marinozzi, anche ciò non fosse mai l'Amm.ne Com.le ha smentito tali articoli ne tantomeno tale gesto è avvenuto dall'Assessorato preposto;


(Spero di sbagliare e se così fosse rettifico non appena ricevo comunicazione diversa) la Sala del Cinema Moderno esssendo giustamente struttura privata e sottratta per l'occasione alla normale proiezione ha un costo di € 500 che pagherà l'Amm.ne Com.le, non credo sia giusto visto le "coincidenze" sopra indicate.

La presenza dunque dell'On. Rocco Buttiglione (ovviamente benvenuto nella nostra cittadina ed uomo di indubbio spessore morale) poteva avere diversa collocazione temporale o, melgio ancora, essere organizzata privatamente o in modo differente. Su tale questione altro non odo se non l'assordante silenzio della Giunta Comunale e dei Consiglieri tutti, di maggioranza e (peggio ancora) di minoranza.


Diceva Martin Luther King "Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché la Coscienza dice che è giusta".


il Coordinatore cittadino, Stefano Pompozzi


venerdì, febbraio 12, 2010

Il PD contro la Protezione Civile SPA


Il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha chiesto "formalmente durante la riunione dei capigruppo di Montecitorio che il governo "rinunci a portare in Aula le norme riguardanti la Protezione civile alla luce dei fatti di oggi e delle vicende giudiziarie che coinvolgono i vertici della Protezione civile. Sarebbe sbagliato e inopportuno". "I punti più controversi del decreto - ha detto Franceschini - non solo dal punto di vista politico ma anche da quello tecnico, che possono essere spinti sino a configurare dei veri e propri vizi di costituzionalità sono: l'articolo 3 comma 5 relativo all'Unità stralciò per la chiusura della gestione commissariale in Campania, il quale configura una violazione dell'articolo 113 della Costituzione sulla tutela giurisdizionale dei diritti (prevede che "dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 gennaio 2011, non possono essere intraprese azioni giudiziarie ed arbitrali nei confronti delle strutture commissariali e della unità stralcio e quelle pendenti sono sospese)". "E' inaccettabile. Se questa norma non viene stralciata - conclude - siamo pronti a una battaglia parlamentare". Parlando delle dimissioni annunciate da Bertolaso, Franceschini ha detto che il sottosegretario dovrebbe mostrare sensibilità istituzionale, confermando le dimissioni respinte
ieri. "In un paese non anomalo come in Italia - ha detto
Franceschini - una persona in quella situazione rassegna le
dimissioni, e noi abbiamo apprezzato la sensibilità mostrata
ieri da Bertolaso. Sta ora a Bertolaso confermare quella
sensibilità istituzionale o ricondurla a una
rappresentazione".

martedì, febbraio 02, 2010

Il Partito Democratico è il partito del nuovo secolo. il nostro compito è parlare dell'Italia, delle idee che abbiamo per il nostro paese e di come farle vivere in un rapporto reale con il territorio ed i cittadini. è partita la campagna di tesseramento 2010. Aiutaci a dare al PD la forza necessaria per diventare alternativa all'irresponsabile governo delle destre, l'unica alternativa possibile. Richiedi la tessera al Circolo Democratico "L. Cinque" di Servigliano.
Tel. 339 1162703, mail: pdservigliano@libero.it.
Ti aspettiamo.

lunedì, gennaio 25, 2010

Giornata della memoria 2010

Allego il volantino con tutte le iniziative organizzate o patrocinate dalla Provincia di Fermo in collaborazione con alcuni Comuni.

Servigliano sarà teatro di vari appuntamenti.

Per ingrandire il file e poterlo leggere più chiaramente basta scaricarlo ed aprirlo con un qualsiasi visualizzatore di immagini.

Spero partecipiate ad almeno uno degli appuntamenti riportati.... così, semplicemente per non dimenticare....mai.






giovedì, gennaio 14, 2010

Emendamento sul reato di corruzione, ecco l'asso segreto per salvare Silvio

Il 25 febbraio la Cassazione deve confermare o no la condanna del teste pagato dal premier Il denaro fu versato dopo la testimonianza: dettaglio da cui dipende la gravità del reato.


(articolo di GIUSEPPE D'AVANZO, integralmentre tratto da http://www.repubblica.it/)



Per comprendere le mosse di Berlusconi bisogna chiedersi qual è la via più diretta che può salvarlo subito dai processi in attesa che, dopo le elezioni, ritorni la quiete politica indispensabile per la riforma delle immunità parlamentari, il salvacondotto per il futuro. Berlusconi, si sa, "ha riflessi costanti, non tollera le vie mediate, sceglie d'istinto la più corta, come il caimano quando punta la preda". La diagnosi di Franco Cordero torna utile per raccapezzarci in queste ore che vedono accumularsi e sovrapporsi iniziative legislative, disegni di legge, decreti con forza di legge, progetti di riforma costituzionale con "la sospensione per la durata del mandato del procedimento" per tutti i parlamentari. Il presidente del Consiglio ha in mano molte carte da giocare: il processo breve al Senato (cancella i suoi processi); il legittimo impedimento alla Camera (introduce una norma temporanea che consente il rinvio del processo del Cavaliere, in vista dell'approvazione della riforma costituzionale); tre decreti passepartout (milleproroghe, trasferimenti d'ufficio dei magistrati, piano carceri) che possono ospitare, last minute, l'asso (o gli assi) che nasconde nella manica. La strategia del Cavaliere è sempre camaleontica. Vive di nebbia, svolte, diversivi, doppie intenzioni, falsi bersagli. Era forse una mossa deviante il decreto legge che avrebbe bloccato i processi per novanta giorni. È certo una frottola che quel decreto fosse utile per affrontare in serenità la campagna elettorale delle Regionali (figurarsi, il Cavaliere dà il meglio di sé nel ruolo della vittima di complotti inesistenti). Bisogna dunque guardare altrove e porsi sempre la stessa domanda: qual è la trovata che "disarma il nemico" e chiude ora e in modo definitivo la partita più vicina, rognosa e segnata, cioè il processo Mills? (Il capo del governo è accusato di aver pagato il testimone David Mills, già condannato in primo e secondo grado; è un processo segnato perché, come dice l'avvocato inglese, è "assurdo e illogico che uno sia condannato e l'altro assolto". È vero, perché la corruzione si consuma in due: se c'è un corrotto, Mills, ci deve essere anche un corruttore, Berlusconi).
Il "riflesso costante" di Berlusconi è di muoversi con modi spicci modificando le regole del gioco a partita in corso, andando al sodo senza tante storie. In difficoltà, nel passato, ha abolito reati (falso il bilancio), cancellato prove (rogatorie), sostituito giudici (legittimo sospetto). C'è chi consiglia di verificare se sia in cottura oggi la stessa minestra, con uno degli stessi ingredienti. C'è chi suggerisce (anche nella maggioranza) di non guardare alle aule del parlamento, ma alle aule di giustizia: "Quel che può accadere nelle aule di giustizia troverà una corrispondenza nelle decisioni delle Camere". Vale la pena di seguire il suggerimento e dunque di spostarsi da Palazzo Madama e Montecitorio al Palazzaccio della Cassazione. Qui, il 25 febbraio, le Sezioni Unite decideranno se confermare, cancellare o rinviare a nuovo giudizio la sentenza di condanna di David Mills (con effetti vincolanti per il destino di Berlusconi). In Cassazione si respira una brutta aria. Equivoca, di imbarazzo, di sospetto. Un emendamento del governo in milleproroghe, sponsorizzato dal primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e approvato dal ministro di Giustizia, promette di elevare a 76 anni (da 75) l'età pensionabile. "Con l'innalzamento dell'età pensionabile - ha già scritto il Sole 24 ore - Carbone resterà primo presidente fino all'estate 2011, il che gli consentirà, tra l'altro, di candidarsi alla Consulta quando, a ottobre 2010, scadrà il mandato di Francesco Amirante magistrato di Cassazione, attualmente presidente della Corte Costituzionale". Un ipotetico scambio di favori, un pasticcio che già si è avvistato in passato quando, nel 2002, alla vigilia della decisione della Cassazione sul "legittimo sospetto" sollevato sul capo dei giudici dei processi Sme e Imi-Sir, Berlusconi ha allungato di tre anni, correggendo la Finanziaria, la vita professionale delle toghe portandola da 72 a 75 anni. Quella volta gli andò male, ma ora il terreno - spiegano gli addetti - è più felice, il concime decisamente più fertile. Ecco perché.La corte d'appello di Milano, che ha condannato Mills a 4 anni e sei mesi di carcere, ha stabilito che il prezzo della falsa testimonianza - salvifica per Berlusconi - fu pagata dal corruttore dopo e non prima della sua testimonianza. Si chiama "corruzione susseguente". Il quesito, che il 25 febbraio deve trovare la risposta delle Sezioni Unite, è se la "corruzione susseguente" può integrare il reato di "corruzione in atti giudiziari" o soltanto la "corruzione semplice". Il fatto è che la Corte di Cassazione ha una giurisprudenza controversa. Con la sentenza n. 1065, il 25 maggio 2009, ha stabilito che "il delitto di corruzione in atti giudiziari può essere realizzato anche nella forma della corruzione cosiddetta susseguente" confermando una decisione del 20 giugno 2007 (sentenza n. 1358), ma in contrasto con un'altra sentenza (n. 33435) del 4 maggio 2006. Qui si legge: "La corruzione in atti giudiziari si caratterizza per essere diretta a un risultato e non è compatibile con l'interesse già soddisfatto su cui è modulato lo schema della corruzione susseguente". La "corruzione susseguente", pagata dopo l'imbroglio, come è avvenuto per David Mills, è dunque "corruzione in atti giudiziari" o "corruzione semplice"? Se la Cassazione dovesse decidere che è "semplice", Berlusconi sarebbe fuori pericolo perché il reato sarebbe già prescritto. Se stabilisse che è "in atti giudiziari", il Cavaliere sarebbe fritto perché, accertato che Mills incassa il prezzo della sua falsa testimonianza nel febbraio del 2000, la prescrizione cade soltanto a metà del 2012. La materia è così dubbia e discutibile però che nessuno tra gli addetti azzarda una previsione a meno che "la volontà del legislatore" non faccia pendere la bilancia decisamente a favore della corruzione semplice e quindi per la prescrizione (salvo Mills, ma salvo definitivamente anche Berlusconi, per l'altro processo - la frode fiscale sui diritti Mediaset - si vedrà, c'è tempo). È, a questo punto della ricognizione, che i suggeritori sapienti consigliano di verificare quali emendamenti sono stati messi a punto in autunno dal governo, o meglio dal ministro Angelino Alfano, proprio (pare) su suggerimento del primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone. "Se ne è già parlato", dicono. Se n'era parlato, ma se n'era perso il ricordo, tuttavia è vero: in novembre, Alfano ha preparato un emendamento al "processo breve" per "perfezionare" il reato di corruzione in atti giudiziari. La modifica dell'art. 319 ter (reato di corruzione in atti giudiziari) chiarisce in modo inequivocabile che "è da ritenersi non punibile la corruzione "susseguente"". Scrive il Tempo, il 24 novembre 2009: "Legge o emendamento al processo breve. Sarebbe questa, secondo quanto si è appreso in ambienti della maggioranza di governo, una delle ipotesi tecniche al vaglio del Pdl. In questo modo uscirebbero dai rispettivi processi il premier Silvio Berlusconi e l'avvocato inglese David Mills". Ecco dunque uno dei jolly nascosti nella manica del Cavaliere: la non punibilità della "corruzione susseguente" come corruzione in atti giudiziari. La mossa avrebbe una sua legittimazione nei contrasti della giurisprudenza, nella necessità di fare luce di un'ambiguità. Il "delitto perfetto" avrebbe l'indubbio vantaggio di obbligare i giudici delle Sezioni Unite a tenere conto della "volontà del legislatore" magari espressa soltanto al Senato in extremis, in coda all'approvazione del "processo breve". Anche se non sarebbe l'unica possibilità per i commessi obbedienti del Cavaliere. L'emendamento salvifico potrebbe essere inserito nei decreti milleproroghe o trasferimenti d'ufficio dei magistrati nelle sedi disagiate, che vanno approvati entro il 17 febbraio. E dunque otto giorni prima della decisione della Cassazione, 25 febbraio. "Come il caimano quando punta la preda".

lunedì, gennaio 11, 2010

anno nuovo, abito nuovo..

Ebbene si, il nostro blog con l'anno nuovo si mette il vestito nuovo. un vestito più formale che però non varia i contenuti e la linea che abbiamo sempre tenuto, basata sulla diffusione di notizie rilevanti di carattere nazionale e locale.
Questa piccola modifica serve solo ad indentificarlo in modo più immediato quale organo informativo "ufficiale" on-line del nostro circolo democratico cittadino.
Un sentito e sincero grazie a Luigi senza il quale questo marchingegno a me sconosciuto non funzionerebbe a dovere, io so come pubblicare un nuovo post e questo mi basta ed avanza, il resto, le ruote degli ingranaggi per intenderci, le fa girare lui.
Confido sempre nella tua preziosa collaborazione.
Grazie infine a tutte le persone che hanno contribuito ad alimentare questo spazio con articoli, immagini, link, commenti ecc.ecc.; buon 2010 a tutti.
Stefano Pompozzi

lunedì, gennaio 04, 2010

Onorevole di camorra (di Gianluca di Feo e Emiliano Fittipaldi)

Prosegue il ciclo "Dossier", con pubblicazioni settimanali nel nostro blog tratte integralmente dal sito de L'Espresso:



Nicola Cosentino ha condizionato tutta la gestione dei rifiuti in Campania. Nelle accuse dei pentiti l'alleanza tra la malavita e i leader del centrodestra

Altro che questione morale: in Campania la politica è diventata una questione criminale. L'atto d'accusa della magistratura travolge gli uomini che decidono il destino del Pdl e arbitrano gli interventi del governo nella regione: Nicola Cosentino e Mario Landolfi. Nell'ordinanza c'è anche un riferimento ad altri due parlamentari del centrodestra, Gennaro Coronella e Italo Bocchino, i cui nomi vennero fatti dal capoclan Bidognetti come parte del "nostro tessuto camorristico". Ma anche se non viene citato nel provvedimento, molti degli stessi pentiti chiamano pesantemente in causa Luigi Cesaro. Cosentino: il sottosegretario di Casal di Principe fino alla scorsa settimana candidato in pectore per la poltrona di governatore. Landolfi: l'ex ministro di An che continua a dominare la struttura locale del partito. Cesaro: il neopresidente della Provincia di Napoli che ha saputo conquistare l'amicizia di Silvio Berlusconi.I giudici li accusano per il loro passato, ma il meccanismo ricostruito dalle indagini condiziona il presente, a partire proprio dalla gestione della torta più ricca: gli appalti per i rifiuti, l'oro sporco della Campania. Il distretto della munnezza, cuore del programma varato dal premier e affidato a Guido Bertolaso, è sorto lì dove si concentravano gli interessi dei boss casalesi e dei loro sponsor politici. E sin dalla prima emergenza del 2000, sin dalla nascita del Commissariato di governo - sottolineano i magistrati - Cosentino e i suoi referenti camorristici sono riusciti a imporre le loro scelte. Le parole del giudice contro il sottosegretario sono impressionanti: nel chiedere alle Camere l'arresto per concorso esterno in associazione mafiosa scrive che "contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni '90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale". Il suo ruolo nella questione rifiuti è di primo piano: "creando e co-gestendo monopoli d'impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l'Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali". Come sintetizza Gaetano Vassallo, l'inventore del traffico camorrista di scorie: "Cosentino spiegò che l'Eco4 era una sua creatura, dicendo testualmente che quella società "song'io"".
I magistrati mettono a nudo un triangolo perverso: un patto tra camorristi, imprenditori e pubblici funzionari. Un sistema antico che - secondo le accuse - sarebbe stato perfezionato proprio da Cosentino e Landolfi all'inizio del millennio. Ma a comandare sono soprattutto i padrini, che impongono la loro volontà utilizzando ogni strumento: la corruzione, la violenza, il controllo dei voti. Quando non bastano nemmeno ricatti, mazzette e minacce allora anche i rifiuti si trasformano in arma: si sobilla la protesta popolare o si scatena la burocrazia per bloccare camion e discariche. Nel 2001, prima che il rinascimento napoletano tramontasse, Antonio Bassolino diventato commissario di governo vara il primo piano globale per portare la Campania fuori dall'emergenza. Ma i casalesi si scatenano. Secondo Giuseppe Valente, manager chiave di questa fase, Cosentino disse "che "tutto quel che si faceva doveva passare attraverso di lui"". Il cuore dello scontro era l'ipotesi di affidare alle aziende settentrionali la costruzione di un termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa, nel feudo dei clan più feroci e del futuro sottosegretario: "Cosentino con il senatore Gennaro Coronella (anche lui di Casal di Principe, ndr) incisero sul sindaco di Santa Maria La Fossa, il quale fece delle manifestazioni contro il termovalorizzatore". In quei giorni Sergio Orsi, dirigente della Eco4, viene intercettato mentre spiega: "Cosentino ha riunito tutti i consiglieri regionali, tutti quanti questi nel dire che si deve bloccare Santa Maria La Fossa, perché si sente pigliato in giro".
Il problema è semplice: la gestione totalmente centralizzata di raccolta, discariche e termovalorizzatori affidata alla "settentrionale" Fibe toglie all'imprenditoria camorristica la possibilità di sbranare la fetta più ghiotta della torta. La vera mangiatoia invece sono le società miste, dove è più facile arricchirsi con il denaro pubblico ed evitare i controlli. Allora Cosentino e Landolfi - sostengono i magistrati - escogitano il "superconsorzio Impregeco". Forti della protezione del numero due del Commissariato, Giulio Facchi, creano un polo aziendale che rende dura la vita ai "nordici" finché non ottiene di sedersi alla tavola. A parlarne è sempre Valente, nominato presidente del superconsorzio: "Impregeco faceva capo a due referenti politici: Landolfi, espressione di An, e Cosentino, espressione di Fi. Ho assistito a telefonate tra i due, trovandomi con Cosentino o con Landolfi, durante le quali parlavano di nomine nel consorzio o nell'Eco4". Impregeco nel 2001 mette le mani su tutte le discariche e degli impianti di tritovagliatura. E una convenzione tra il superconsorzio e il commissario di governo Bassolino affida il futuro alla holding criminale.Perché Bassolino accetta di stravolgere il suo piano, aprendo le porte al superconsorzio voluto dai casalesi? Nello scorso febbraio i pm lo hanno chiesto al governatore, che non è riuscito a dare spiegazioni: "Avevo troppi impegni, non seguivo tutti gli aspetti tecnici. Di quello si è occupato Facchi". L'atto d'accusa sostiene che Cosentino nel 2001 aveva un progetto alternativo alla "centralizzazione" della munnezza: affidare il potere alle Province, enti di cui ogni partito propone lo scioglimento in campagna elettorale salvo poi gettarsi sulla spartizione delle poltrone. Ed è proprio la linea recepita dal governo Berlusconi un anno fa, annunciando la rivoluzione che avrebbe dovuto restituire la normalità alla Campania: le province dal primo gennaio 2010 diventeranno le protagoniste del business più lercio e più ricco. E l'unico nuovo termovalorizzatore sorgerà a Santa Maria La Fossa, senza proteste nè sindaci sulle barricate.Certo, i referenti tecnici del piano Bertolaso sono diversi da quelli del vecchio Commissariato: uomini nuovi, non coinvolti in inchieste di camorra. Ma anche il peso politico di Cosentino è cambiato: da semplice parlamentare di periferia a potente sottosegretario all'Economia. Nella scorsa primavera, durante i frequenti vertici partenopei del premier in prefettura per supervisionare la guerra contro la spazzatura, il deputato di Casal di Principe è stato visto spesso fare anticamera. In un caso è stato fotografato con le gemelle De Vivo, passate dall'"Isola dei Famosi" a una possibile candidatura europea con il Pdl.Poi dopo le polemiche per la festa di compleanno di Noemi Letizia, proprio alla vigilia di una delle numerose riunioni presidenziali in prefettura, le visite napoletane di Berlusconi si sono fatte molto più rare come il numero di veline approdate nelle liste del centrodestra. Ma il potere di Cosentino non ne ha risentito. Quello che si è tenuto più lontano dalla ribalta nazionale è Luigi Cesaro, che fino ad allora era riuscito a cementare una solida frequentazione con il Cavaliere tra lunghe cene a base di bufale, polpette e canzoni di Apicella. Un'amicizia consolidata dalla scelta di usare l'hotel della famiglia Cesaro - l'Olimpia di Sant'Antimo - per le trasferte napoletane del Milan. E le foto della struttura alberghiera fanno capire come tutto in Campania sia intrecciato con l'affare dei rifiuti: il terreno che confina con il campo dove si sono allenati i rossoneri è un deposito di immondizia, alto più di due metri, provvisoriamente ricoperto con un velo d'erba artificiale in attesa di trovare un modo per smaltirlo. Vassallo e altri dei pentiti che accusano il sottosegretario - come ha rivelato "L'espresso" un anno fa - hanno descritto anche i rapporti tra i clan casalesi e Cesaro.Ma il parlamentare era già finito in passato in un processo per fatti pesanti di camorra, risalenti ai tempi di Raffaele Cutolo: condannato in primo grado, assolto definitivamente in appello. A sorpresa Cesaro nello scorso aprile si è candidato e ha vinto nelle elezioni provinciali di Napoli: mantenendo la carica e l'immunità di deputato, si è piazzato in pole position per la futura gestione della quota più importante del business. Quella che gli verrà affidata in virtù del disegno strategico elaborato da Cosentino.
Ma già ora "Giggino 'a Purpetta" siede su una montagna di quattrini: 500 milioni di fondi da spendere. E sogna piani faraonici, come quello di annettere alla sua provincia i comuni casertani di Castelvolturno e Mondragone. Mondragone è il feudo di Mario Landolfi, approdato al governo nel 2005 come uomo nuovo di An con l'incarico strategico di ministro delle Comunicazioni e poi bersagliato da un paio di inchieste giudiziarie che riguardano - come al solito - camorra e rifiuti. È sotto processo per corruzione, ma il dibattimento è stato sospeso: la Consulta si dovrà pronunciare sulla legittimità delle intercettazioni dei suoi colloqui. Le grane giudiziarie non hanno minato l'alleanza con Cosentino.Un asse tutto campano, perché nell'attività di governo il sottosegretario casalese non ha certo brillato. La delega al Tesoro, in teoria, lo ha trasformato nel gestore supremo della spesa pubblica, ma in pratica Giulio Tremonti lo ha sempre tenuto a briglia strette. Più importante la partita per la Regione, dove il centrodestra marcia trionfante verso l'ufficio di Bassolino. Finora Cosentino non sembrava avere rivali, ma la richiesta d'arresto gli blocca questa strada. Il provvedimento si basa sulle dichiarazioni di 9 pentiti, incluse figure di primo piano come la moglie del padrino Bidognetti e il cugino di Francesco Sandokan Schiavone, che hanno parlato di lui dal 1996 a oggi.Fa una certa impressione leggere le accuse messe a verbale da Michele Orsi, crivellato dai killer il primo maggio 2008, pochi giorni dopo la nomina di Cosentino a sottosegretario. Il commando era guidato da Giuseppe Setola, il più feroce capo militare casalese. Uno dei sicari che lo accompagnava nelle esecuzioni ha raccontato: "Setola vedendo alla televisione il politico Cosentino disse che era un "amico di Cicciotto", facendo riferimento a Francesco Bidognetti. Diceva che, testualmente, era una persona "acconcia", ossia "a posto". Chissà cosa avrà pensato il boss assassino nel leggere il commento di Cosentino al suo arresto: "È un successo che contribuisce a rafforzare il senso dello Stato e delle istituzioni ". Ma a Casal di Principe lo Stato non è ancora arrivato.